C.O.N.I.soldituoi. Olimpiadi e debiti

coni

di Nicola Onnis

Le olimpiadi piacciono a tutti. Belle, giovani, sane. Con il loro carico di buoni sentimenti decoubertiani e il carattere dilettantistico perché, si sa, i soldi rovinano tutto ciò che toccano. C’è anche quel tripudio di bandiere, l’orgoglio nazional-patriottico che, guarda caso, raggiunse le più alte vette proprio a Berlino nel 1936.
Con questi presupposti gli amministratori di tutto il mondo hanno sempre fatto a gara per ospitare le olimpiadi. Dalle prime olimpiadi moderne di Atene 1896 ad oggi, i giochi olimpici son diventati l’ideale occasione per mostrare impareggiabili capacità organizzative, impianti e strutture moderne ed efficienti, meraviglie paesaggistiche ed eccellenze produttive che lo stato ospitante ha da mettere in vetrina e… cercare di vendere. (altro…)

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A PROPOSITO DI EVASIONE FISCALE

Evasione

di Massimo Testa
Il discorso di fine anno della massima carica dello stato ha avuto come argomento principe la cosiddetta evasione fiscale.
Non è certo la prima volta che l’evasione fiscale viene indicata come una piaga del paese e che si sostenga sia uno dei freni alla crescita dell’economia.
Se lo stato recuperasse gli introiti relativi all’evasione, sostiene uno studio di Confindustria, si potrebbe arrivare a creare fino a 350.000 nuovi posti di lavoro.
Non sappiamo in base a quali astrusi calcoli si giunga a risultati del genere, né si vede come lo stato possa e debba creare nuovi posti di lavoro quando il suo apparato è fin troppo obeso e rappresenta un costo imponente. (altro…)

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Viaggio agli antipodi di Instagram

Maier
di Enrico Galloni.
Che atteggiamento avete nei confronti delle foto che scattate? Condividete compulsivamente su facebook e instagram oppure mantenete la maggior parte dei vostri scatti nella sfera privata mostrandoli solo a pochi eletti con cui siete in confidenza?
Oggi tutti abbiamo costantemente in mano una macchina fotografica incorporata nel nostro immancabile telefono, alcune di queste camere sono anche di buona qualità, siamo quindi in grado teoricamente di immortalare tutto quello in cui ci imbattiamo, molti di noi lo fanno e lo condividono anche in rete ma quanti di noi dispongono di un cervello che guardando una scena dice “click” anticipando la foto perfetta come composizione, esposizione, racconto di una storia?
Nel nostro mondo tutto si basa sull’immagine, disponiamo di tecnologie che teoricamente rendono gestibile da chiunque il processo fotografico anche dal punto di vista dei costi, nonostante questo la stragrande maggioranza delle foto che vedo condividere sui social sono, nella migliore delle ipotesi, stereotipi di un buono scatto o in alternativa dei totali disastri.
Da qualche mese seguo una storia incredibile che per alcuni aspetti si collega allo scatto compulsivo odierno e per certi altri si colloca agli antipodi delle nostre manie, comunque la si guardi si tratta di una scoperta eccezionale .

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E QUALI SAREBBERO I VALORI CHE DIFENDIAMO?

 

democrazia

di Barbara Di

Ad un anno esatto dalla strage di Charlie Hebdo, passando per il Bataclan fino agli stupri di massa di Colonia e l’ultimo kamikaze fatto secco oggi a Parigi, sento ripetere sempre la stessa litania: “Non ci faremo sconfiggere. Non potranno mai vincere perché la nostra libertà è più forte di ogni oppressione. Difenderemo i nostri valori”.
Ah sì? Di grazia, quali sarebbero i nostri valori che contrapporremmo ai loro? Con quali valori pensiamo di vincere questa guerra di conquista che ci hanno dichiarato?
Già che Parigi va per la maggiore tra gli obiettivi dei terroristi, partiamo proprio dai tanto cari liberté, égalité, fraternité. Sarebbero questi? (altro…)

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Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!

dognana

di Luigi Desiderato

Nel giorno della Befana 2016, che, secondo tradizione cristiana, e’ la ricorrenza della Teofania, ovvero la manifestazione di Cristo al mondo, una citazione evangelica nel titolo appare quanto mai appropriata. Lo stesso giorno, ben altra manifestazione si palesa su un giornale italiano a tiratura nazionale: a firma di Maurizio Belpietro, il titolo di un editoriale di Libero recita: “Tornano le frontiere una buona notizia: l’Europa ora è morta.” Non manca, nel disquisire che segue, un cenno polemico avverso alla Germania che, secondo l’ autore, avendo essa i numeri, e’ il piu’ forte, puo’ crescere, dettare legge, imporre agli altri di accettare il tutto e soprattutto tacere. (altro…)

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UNA MENTALITA’ DIVERSA CHE CREA UN DIVERSO DESTINO

Guardian

 
 
Oggi ci piace mostrarvi un trafiletto, tratto dal giornale britannico “The Guardian”, apparso recentemente in risposta alla lettera di un bambino che lamentava di ricevere una paghetta settimanale troppo bassa dai genitori. Certo il tema non è di quelli da prima pagina e potrebbe apparire irrilevante a prima vista, ma secondo noi non è cosi e il motivo è presto detto. Il Guardian è la testata indipendente che per definizione fa riferimento al mondo “liberal” inglese (per chi non lo sapesse “liberal” nel mondo anglosassone non indica certo una grande attenzione al mercato e al capitalismo) e non a caso la maggior parte dei suoi lettori sono orientati a votare laburista. Eppure la risposta che viene data al bambino lascia pochi dubbi. Il socialismo, aggressivo o “democratico” che sia, viene bollato come sottrazione di risorse altrui e la via dignitosa e gratificante che viene indicata al bambino è il mercato e la competizione per migliorare se stesso e meritare più denaro.

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L’abolizione della proprietà privata: da Proudhon a Marx fino a Papa Bergoglio, storia di un’utopia rovinosa di Guglielmo Piombini

Piombini

Le leggi che rendono sicura la proprietà rappresentano il più nobile trionfo dell’umanità su se stessa. È questo diritto che ha vinto la naturale avversione al lavoro e dato all’uomo il dominio sulla terra; che ha posto fine alla vita migratoria delle nazioni; che ha generato l’amore per il proprio paese e la cura per la posterità»: quando all’inizio dell’Ottocento il filosofo inglese Jeremy Bentham scriveva queste parole, non faceva altro che esprimere la generale riverenza verso la proprietà della società del suo tempo. (altro…)

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STATO DI FAMIGLIA

ONNIS

Di Nicola Onnis

La missione del buon politico sarebbe secondo molti quella di agevolare egualità di condizioni di vita al cittadino elettore. Gli strumenti atti allo scopo sono presto identificabili. Prima, la redistribuzione dei redditi. Si sa, secondo il comune pensare, se esageri a guadagnare c’è sempre qualcosa di imperfetto nel tuo modo di fare impresa, oppure la dea bendata ti ha fraudolentemente sbirciato e individuato da sotto la benda. (altro…)

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Omaggio a Havel

Nel giorno in cui la Birmania vive le sue prime elezioni democratiche e sta per archiviare, dopo un ventennio, la dittatura militare con la vittoria della dissidente Aung San Suu…

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