La libertà all’università è la goliardia, non il ’68
Goliardi Bolognesi all'inaugurazione dell'anno accademico

La libertà all’università è la goliardia, non il ’68

Gli eventi di questo inizio  Febbraio presso l’Università di Bologna; gli scontri  dei collettivi studenteschi, degli autonomi, degli antagonisti e, vogliamo dirlo, di tutta la feccia di piccoli spacciatori e delinquentelli seriali che quel mondo senza capo ne coda si porta dietro con le autorità universitarie prima e le forze dell’ordine poi, ci ripropongono uno schema e un’immagine anacronistica, grottesca e ridicola, per quanto tragica, della vita dell’università bolognese. (altro…)

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IL POLITICAMENTE CORRETTO, LA GABBIA DELLE OPINIONI

di Andrea Babini

Con l’elezione alle presidenziali americane di Donald Trump e l’avanzata di varie forme di populismo in reazione al pensiero progressista dominante, si è reso evidente un problema, che nei decenni passati le intellighenzie occidentali non hanno voluto affrontare con un dibattito aperto; la reazione di rigetto di ampie fasce della popolazione verso l’omologazione del politicamente corretto. (altro…)

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EBREI E MATEMATICA

EBREI

di Antonio Iannizzotto

Come matematico, comprendo bene almeno una delle ragioni dell’antisemitismo: l’invidia.

Nella mia disciplina, gli studiosi ebrei (non necessariamente osservanti, ma di famiglia ebraica) hanno goduto per tutto il ventesimo secolo di un prestigio altissimo e assolutamente meritato: John von Neumann, André Weil, Alexander Grothendieck, Paul Cohen, Elon Lindenstrauss, Grigori Perelman, e in ambiti più vicini alla mia area di studio Paul Rabinowitz, Louis Nirenberg, Haim Brezis, sono solo alcuni dei nomi di una lista che potrebbe allungarsi per pagine e pagine. Risalendo ai secoli precedenti se ne trovano di meno, credo principalmente perché in molti paesi europei la carriera universitaria era alquanto difficile per chi appartenesse a una minoranza razziale o religiosa (ma forse non solo per questo, come tenterò di argomentare in seguito). (altro…)

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IL DECLINO, UNA METASTASI INGUARIBILE

somarello

Di Luigi Desiderato
Mi sono già espresso su quello che appare essere “La buona scuola”: una non-riforma che serve solo e semplicemente per dire che si è fatto qualcosa, ma di fatto i mali della scuola italiana rimangono tali, se non accresciuti, con l’aggiunta, che non manca mai, di gravare ancora di più sulle tasche dei contribuenti. Sappiamo che un buon 30% dei dipendenti pubblici appartengono o girano intorno a questa “funzione dello stato” e col consumo di denaro pubblico che comporta, ci si aspetterebbe davvero un qualcosa di molto maggiore in termini di efficienza e risultati (non chiamiamo tutto questo produttività che altrimenti qualcuno potrebbe essere indotto a pensare e dire che la scuola non è un’azienda). (altro…)

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UNA MENTALITA’ DIVERSA CHE CREA UN DIVERSO DESTINO

Guardian

 
 
Oggi ci piace mostrarvi un trafiletto, tratto dal giornale britannico “The Guardian”, apparso recentemente in risposta alla lettera di un bambino che lamentava di ricevere una paghetta settimanale troppo bassa dai genitori. Certo il tema non è di quelli da prima pagina e potrebbe apparire irrilevante a prima vista, ma secondo noi non è cosi e il motivo è presto detto. Il Guardian è la testata indipendente che per definizione fa riferimento al mondo “liberal” inglese (per chi non lo sapesse “liberal” nel mondo anglosassone non indica certo una grande attenzione al mercato e al capitalismo) e non a caso la maggior parte dei suoi lettori sono orientati a votare laburista. Eppure la risposta che viene data al bambino lascia pochi dubbi. Il socialismo, aggressivo o “democratico” che sia, viene bollato come sottrazione di risorse altrui e la via dignitosa e gratificante che viene indicata al bambino è il mercato e la competizione per migliorare se stesso e meritare più denaro.

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Educare a scelte consapevoli

Montessori

di Rosanna Montanari

Ricordate quel film, con Adam Sandler, ”Big Daddy”? Uno scavezzacollo che da un giorno all’altro si ritrova nel ruolo di padre con un bambino di 5 anni da accudire?

Una commediola dove, tra l’intrecciarsi di varie storie, non passa inosservata l’educazione di questo neo padre nei riguardi di un bambino a lui sconosciuto.

La “soluzione”, perché il piccolo si adatti, sarà di fargli fare delle scelte libere: dal come vestirsi, cosa mangiare, fino a cambiarsi addirittura il nome.

Tutto molto enfatizzato e discordante, ma portare il bambino a delle scelte del tutto individuali per adattarsi ad un contesto a lui sconosciuto, agevolerà la relazione.

Un altro film noto è “Mi chiamo Sam” con il grande Sean Pean, dove un padre affetto da un ritardo mentale, sarà in grado di prendersi cura della sua bambina mettendosi, non ha alternative, al suo stesso livello, facilitato dal fatto che, brutto a dirsi, le sue abilità sono quelle di un bambino.

Fa riflettere vero?

Durante il periodo di Natale, è andato in onda uno sceneggiato sulla di vita Maria Montessori, interpretata dalla simpatica e brava Paola Cortellesi. In questa fiction si percepisce facilmente come l’insegnamento consista nel favorire l’esperienza della vita e che tramite questa si provi il piacere di imparare.

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