Category Archives: Scuola

La libertà all’università è la goliardia, non il ’68

Gli eventi di questo inizio  Febbraio presso l’Università di Bologna; gli scontri  dei collettivi studenteschi, degli autonomi, degli antagonisti e, vogliamo dirlo, di tutta la feccia di piccoli spacciatori e delinquentelli seriali che quel mondo senza capo ne coda si porta dietro con le autorità universitarie prima e le forze dell’ordine poi, ci ripropongono uno schema e un’immagine anacronistica, grottesca e ridicola, per quanto tragica, della vita dell’università bolognese.

Purtroppo questo è il frutto di scelte precise fatte negli anni dalle amministrazioni di sinistra della città, che hanno coltivato, coccolato, favorito queste organizzazioni demenziali, ideologiche e ridicole. Il ciarpame ideologico e fuori dal tempo con cui questi, attempati, studenti si riempiono la bocca all’alba del terzo millennio è francamente penoso, penoso lo stile, penosa la retorica e penosi gli slogan. Eppure le amministrazioni citttadine, vuoi per contiguità ideologica, vuoi per semplice mancanza di coraggio non hanno mai mancato di foraggiare, elargire sedi e pagare le spese a codesti cialtroni. Continue reading

06Feb/17

IL POLITICAMENTE CORRETTO, LA GABBIA DELLE OPINIONI

di Andrea Babini

Con l’elezione alle presidenziali americane di Donald Trump e l’avanzata di varie forme di populismo in reazione al pensiero progressista dominante, si è reso evidente un problema, che nei decenni passati le intellighenzie occidentali non hanno voluto affrontare con un dibattito aperto; la reazione di rigetto di ampie fasce della popolazione verso l’omologazione del politicamente corretto. Continue reading

28Nov/16

Campesinos sulla luna

russia-e-cuba

 

di un amico della rete di cui non ricordiamo il nome, ma ringraziamo.

“Non si può negare che il governo cubano abbia compiuto uno sforzo serio per migliorare l’educazione, l salute e gli sport. (…)
Ma ogni persona istruita sa che i servizi bisogna pagarli con la produzione propria o altrui. E siccome Cuba produceva molto poco, li pagava con la produzione altrui, che arrivava nell’isola sotto forma di sussidi. Una volta finito lo straordinario apporto dall’estero tanto le scuole che gli ospedali sono diventati un passivo insostenibile per l’impoverita società cubana.
Oggi a Cuba ci sono scuole senza libri, senza matite, senza carta; spesso scolari e professori non possono nemmeno andarci per mancanza di mezzi di trasporto; molti edifici scolastici sono sul punto di crollare per mancanza di manutenzione (…)
Altrettanto dicasi per gli ospedali ridotti ad enormi gusci vuoti, dove non esiste anestesia, dove manca il filo di sutura, dove a volte non c’è nemmeno l’aspirina e dove i pazienti devono portarsi da casa le lenzuola. (…)
E’ importante che l’idiota latino americano (…) si renda conto che quella che a lui sembra una prodezza della rivoluzione, in realtà è solo una spropositata ed arbitraria attribuzione di risorse. Cuba ad esempio ha un medico ogni 220 persone. La Danimarca uno ogni 450 abitanti. Questo vuol forse dire che i danesi devono fare una rivoluzione per raddoppiare il loro numero di medici, o non sarà invece che Cuba ha sprecato irresponsabilmente centinaia di milioni di dollari per educare medici perfettamente inutili se si dovesse tener conto di una forma razionale di organizzazione dei servizi ospedalieri?
Qualsiasi governo faccia un uso sventato delle risorse della società in una sola direzione può ottenere un apparente ed assai circoscritto successo, ma sempre a scapito degli altri settori, che lascia necessariamente al margine degli sforzi di sviluppo.
E’ ovvio: ogni società deve usare le proprie risorse armonicamente per evitare terribili distorsioni. Se per esempio il Paraguay dedicasse tutti i suoi sforzi a diventare una potenza spaziale, può anche darsi che in capo a quindici anni riuscirebbe a mettere in orbita qualche spaventato abitante di Asuncion, ma nel frattempo avrebbe insensatamente impoverito tutto il resto della nazione. (…)
Ancora più severo sarebbe il giudizio sull’argomento della “potenza sportiva”. E’ vero che nelle Olimpiadi Cuba vince più medaglie d’oro della Francia. Ma questo dato non fa altro che rivelare che la povera isola dei Caraibi usa le sue scarsissime risorse nel modo più stupido che si possa concepire.”
(Pagine 161 – 163 dek Manuale del perfetto idiota latino americano di Vargas Llosa)

C’è poco da aggiungere, direi, se non che investire somme spropositate in settori vetrina è da sempre una caratteristica di tutti i regimi totalitari. Lo fanno perché c’ sempre qualcuno che abbocca… voi.

04Ott/16

Io, il Mario Draghi dei 30 e lode

Dopo venti anni che insegni lo sai quando gli studenti copiano durante uno scritto, i sintomi sono inequivocabili. C’è quello apparentemente sotto barbiturici, Nick Mano Fredda, che con occhio strafatto ti fissa per capire come ti muovi,  quali sono le tue logiche di sorveglianza, quando il faro della torretta di guardia sarà girato in un’altra posizione. Poi c’è lo yogi, quello che assume strane posizioni. Eta Beta, che sotto il banco pare che abbia un intero negozio di cancelleria. Ci sono gli staffettisti, che uno alla volta vengono a farti domande irrilevanti cosicché i loro compagni possano copiare mentre sei distratto. I prostatici e quelli con l’incontinenza urinaria sono i più banali.

Tutti questi comportamenti sono indizi certi di traffici loschi, ma non possono indurti ad espellere uno studente: non hai prove certe. Loro capiscono che tu non sai cosa fare ed il numero di studenti appartenenti alle categorie citate sopra aumenta esponenzialmente. Questo genera in te un senso di impotenza e quindi di rabbia.

Osservando i consueti comportamenti, un giorno ho pensato che in fondo era una delle ultime occasioni in cui quei ragazzi sarebbero stati solidali fra loro. Una volta usciti dal circuito scolastico le logiche tipiche degli ambienti lavorativi avrebbero preso il sopravvento, portandoli inevitabilmente a competere. Quasi provavo umana simpatia (i panni dell’amico sono sempre più comodi di quelli del carnefice).

Era però il periodo in cui si cominciava a discutere di Quantitative Easing. Questo clima mi ha portato a pensare che la mia carica mi rende il Mario Draghi dei 30 e lode. In fondo, che differenza fa per me “stampare” un 30 e lode di più o uno di meno? Perché non essere generosi? Ed allora il comportamento dei ragazzi non è così diverso da quello degli adulti: SOVRANITA’ MONETARIA!!! Il fatto che ciò generi inflazione (nel mio caso, tutti studenti “eccellenti”, quindi con un titolo che non certifica alcunché) non si vede subito, ci penseremo fra qualche anno, dopo la laurea.

L’unico modo per cambiare i comportamenti è quello di introdurre la nozione di scarsità delle risorse. Perciò, prima dell’ultimo scritto mi sono presentato in classe e ho spiegato che se, ad esempio, 10 studenti avessero fatto un compito sufficiente, si sarebbero spartiti un totale di 10×25=250 punti. Sei da 30 e vuoi lasciare che i tuoi amici sbircino la soluzione? Affari tuoi, ma sappi che ci stai rimettendo. Ancor di più se la soluzione finisce in mano a chi si è organizzato con un gruppo Whatsapp: da 30 finirai a 25, fatti tuoi (io alla fine comunque faccio pure l’orale, sono un vero rompiscatole). Termino il ferale annuncio ed un po’ del gesso che svolazzava nell’aria mi finisce in gola e quasi soffoco. Non sono scaramantico, ma se fra pochi anni morirò di una brutta malattia sappiate che quel po’ di gesso è stato l’inizio.

Risultato? Solo un 70% degli studenti si presenta allo scritto: un buon inizio. Durante il compito non vedo Eta Beta, non vedo staffettisti, non vedo Nick Mano Fredda, nessuno ha problemi di prostata, Qualche yogi c’è comunque, vabbè. I risultati mostrano una biodiversità degli errori che indica generalmente elaborazioni autonome, In altre parole, forse si è copiato, ma non in modo massiccio come gli anni passati.

Quali conclusioni trarre senza scadere nella retorica? La più evidente, a mio giudizio, è che la solidarietà, apparentemente un tratto tipico dell’italiano, si fa più rarefatta quando i costi ad essa associati vengono esplicitati. La scuola, attraverso la rinuncia di molti docenti a quantificare le diverse performance degli studenti, probabilmente contribuisce a creare una cultura che favorisce il ricorso a sotterfugi a svantaggio di preparazione e responsabilità individuali. Per contro, l’introduzione del concetto di scarsità, tipico della gestione economica delle risorse finite, dovrebbe portare i ragazzi ad una maggiore consapevolezza delle proprie capacità, favorendo scelte in merito al proprio futuro più informate.

12Feb/16

EBREI E MATEMATICA

EBREI

di Antonio Iannizzotto

Come matematico, comprendo bene almeno una delle ragioni dell’antisemitismo: l’invidia.

Nella mia disciplina, gli studiosi ebrei (non necessariamente osservanti, ma di famiglia ebraica) hanno goduto per tutto il ventesimo secolo di un prestigio altissimo e assolutamente meritato: John von Neumann, André Weil, Alexander Grothendieck, Paul Cohen, Elon Lindenstrauss, Grigori Perelman, e in ambiti più vicini alla mia area di studio Paul Rabinowitz, Louis Nirenberg, Haim Brezis, sono solo alcuni dei nomi di una lista che potrebbe allungarsi per pagine e pagine. Risalendo ai secoli precedenti se ne trovano di meno, credo principalmente perché in molti paesi europei la carriera universitaria era alquanto difficile per chi appartenesse a una minoranza razziale o religiosa (ma forse non solo per questo, come tenterò di argomentare in seguito). Continue reading

02Feb/16

IL DECLINO, UNA METASTASI INGUARIBILE

somarello

Di Luigi Desiderato
Mi sono già espresso su quello che appare essere “La buona scuola”: una non-riforma che serve solo e semplicemente per dire che si è fatto qualcosa, ma di fatto i mali della scuola italiana rimangono tali, se non accresciuti, con l’aggiunta, che non manca mai, di gravare ancora di più sulle tasche dei contribuenti. Sappiamo che un buon 30% dei dipendenti pubblici appartengono o girano intorno a questa “funzione dello stato” e col consumo di denaro pubblico che comporta, ci si aspetterebbe davvero un qualcosa di molto maggiore in termini di efficienza e risultati (non chiamiamo tutto questo produttività che altrimenti qualcuno potrebbe essere indotto a pensare e dire che la scuola non è un’azienda). Continue reading

06Gen/16

UNA MENTALITA’ DIVERSA CHE CREA UN DIVERSO DESTINO

Guardian

 
 
Oggi ci piace mostrarvi un trafiletto, tratto dal giornale britannico “The Guardian”, apparso recentemente in risposta alla lettera di un bambino che lamentava di ricevere una paghetta settimanale troppo bassa dai genitori. Certo il tema non è di quelli da prima pagina e potrebbe apparire irrilevante a prima vista, ma secondo noi non è cosi e il motivo è presto detto. Il Guardian è la testata indipendente che per definizione fa riferimento al mondo “liberal” inglese (per chi non lo sapesse “liberal” nel mondo anglosassone non indica certo una grande attenzione al mercato e al capitalismo) e non a caso la maggior parte dei suoi lettori sono orientati a votare laburista. Eppure la risposta che viene data al bambino lascia pochi dubbi. Il socialismo, aggressivo o “democratico” che sia, viene bollato come sottrazione di risorse altrui e la via dignitosa e gratificante che viene indicata al bambino è il mercato e la competizione per migliorare se stesso e meritare più denaro.

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02Mar/15

Educare a scelte consapevoli

Montessori

di Rosanna Montanari

Ricordate quel film, con Adam Sandler, ”Big Daddy”? Uno scavezzacollo che da un giorno all’altro si ritrova nel ruolo di padre con un bambino di 5 anni da accudire?

Una commediola dove, tra l’intrecciarsi di varie storie, non passa inosservata l’educazione di questo neo padre nei riguardi di un bambino a lui sconosciuto.

La “soluzione”, perché il piccolo si adatti, sarà di fargli fare delle scelte libere: dal come vestirsi, cosa mangiare, fino a cambiarsi addirittura il nome.

Tutto molto enfatizzato e discordante, ma portare il bambino a delle scelte del tutto individuali per adattarsi ad un contesto a lui sconosciuto, agevolerà la relazione.

Un altro film noto è “Mi chiamo Sam” con il grande Sean Pean, dove un padre affetto da un ritardo mentale, sarà in grado di prendersi cura della sua bambina mettendosi, non ha alternative, al suo stesso livello, facilitato dal fatto che, brutto a dirsi, le sue abilità sono quelle di un bambino.

Fa riflettere vero?

Durante il periodo di Natale, è andato in onda uno sceneggiato sulla di vita Maria Montessori, interpretata dalla simpatica e brava Paola Cortellesi. In questa fiction si percepisce facilmente come l’insegnamento consista nel favorire l’esperienza della vita e che tramite questa si provi il piacere di imparare.

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