L’EMERGENZA SMOG DELL’INSIPIENZA POLITICA AL POTERE

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di Vincenzo Donati

In attesa della prossima “emergenza” permettetemi alcune considerazioni sul “pericolo” appena passato.
Nella sua edizione 31.12.2015, il Corriere della Sera a pag. 5, riporta i dati statistici forniti dal CNR circa la diminuzione delle emissioni inquinanti negli ultimi 20 anni che di seguito riporto:
1) L’origine degli inquinanti atmosferici è dovuta per circa il 20/30 % ciascuna: dai trasporti, dall’industria, dal riscaldamento e da altre attività (agricoltura, pesca, macchine agricole ed edili, natura ed altre ancora);
2) Negli ultimi 20 anni i principali fattori inquinanti sono diminuiti: il Piombo del 98 %, gli Ossidi di Zolfo del 94 %, il Monossido di Carbone del 35 % e i Pm10 e Pm2,5 del 40 %;
3) La diminuzione di Pm10 è particolarmente significativa per le emissioni delle auto (a benzina, di 27 volte più basse, a diesel, di 6 volte più basse).
Da ciò penso si possa ragionevolmente dedurre che:
– la riduzione dell’inquinamento atmosferico è stato determinato in questi anni dalla scienza e dalla tecnologia (e non certamente dagli inutili provvedimenti a spot del governo) e dalle sollecitazioni politiche positive europee attuate nel campo ambientale, su cui la CE ha la delega completa degli stati membri, cosa invece non ha in altri importanti campi come quello energetico, politica estera, sicurezza, ecc.;
– non c’è una emergenza sanitaria (l’inquinamento negli ultimi 20 anni è calato di circa 3 volte), né una emergenza ambientale che invece è solo lo sforamento dei limiti previsti a livello europeo, in una eccezionale particolare situazione climatica, limiti peraltro superati maggiormente già nel 2013 e 2014.
Questo porta a dire che non stiamo peggio del passato, anzi stiamo meglio.
Nello stesso tempo non bisogna accontentarsi ma fare sempre più e meglio, come è avvenuto appunto finora, ma per fare questo non bisogna operare con scelte emergenziali una tantum, fra qualche mese già dimenticate, ma con un programma non ideologico, ma invece pragmatico, concreto, reale ed economicamente applicabile a lungo termine che sappia operare le scelte migliori, quali:
– promozione dell’efficienza energetica in tutti gli edifici pubblici, privati e nei cicli produttivi;
– realizzazione di una efficiente rete di trasporto di uomini e cose che favorisca il diritto alla mobilità, il rilancio economico e il rispetto ambientale e che, senza penalizzazioni preconcette, favorisca il mezzo di trasporto pubblico (bus, mini bus, tranvia, treno) o privato (auto, bici, moto) più utile allo scopo nelle diverse situazioni e il loro coordinamento;
– favorire la trasformazione a metano delle caldaie esistenti ancora a nafta, sostituire le centrali termoelettriche, una volta obsolete, con centrali a metano o a fonte energetica pulita ad emissione zero come il nucleare (se non avessimo dismesso le tre centrali nucleari che avevamo, oltre alle decine e decine di miliardi sprecati, ora avremmo un 10% di emissioni inquinanti in meno.

Elementare Watson direbbe Sherlock Holmes, ma di questi dati e considerazioni, “elementari” appunto, la (nostra?) classe politica e burocratica, che ci rapina oltre il 50 % di quanto produciamo col sudore della fronte, li conosce o no? Ne è consapevole o no?

Se lo fosse stata non avrebbe offerto l’indegno spettacolo a cui siamo stati costretti ad assistere in questi giorni, a cui sempre assistiamo e a cui continueremo ad assistere alle prossime venture emergenze.
Allora avanti alla prossima emergenza, altra occasione di sperpero dei nostri soldi.

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