La sindrome di Stoccolma dei cittadini europei

Si chiama sindrome di Stoccolma quel comportamento che fa si che la vittima si trasformi in un difensore del proprio carnefice . Il soggetto affetto dalla Sindrome di Stoccolma, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all'amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice . ( Wikipedia) Un’ epidemia di questa sindrome si sta diffondendo in Europa e colpisce i difensori dell’operato del governo Rajoy

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La libertà all’università è la goliardia, non il ’68
Goliardi Bolognesi all'inaugurazione dell'anno accademico

La libertà all’università è la goliardia, non il ’68

Gli eventi di questo inizio  Febbraio presso l’Università di Bologna; gli scontri  dei collettivi studenteschi, degli autonomi, degli antagonisti e, vogliamo dirlo, di tutta la feccia di piccoli spacciatori e delinquentelli seriali che quel mondo senza capo ne coda si porta dietro con le autorità universitarie prima e le forze dell’ordine poi, ci ripropongono uno schema e un’immagine anacronistica, grottesca e ridicola, per quanto tragica, della vita dell’università bolognese. (altro…)

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LA SHOAH NON FU SOLO STERMINIO

Nei giorni scorsi si è celebrata la “giornata della memoria”. E’ stato un diluvio di commenti sui social e sugli altri media. Per lo più le persone hanno “testimoniato” e tanti altri hanno manifestato un certo disappunto nei confronti della ricorrenza.

Perché disappunto? Per due ordini di motivi: Il fastidio epidermico verso le “giornate tematiche” e il mantra ricorrente secondo il quale “ricordare” la Shoah sarebbe una sorta di torto agli altri crimini ed eccidi della storia umana. (altro…)

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CHI SONO GLI EBREI DAVVERO

Abbiamo deciso di parlare del giorno della memoria con le parole che abbiamo trovato in rete scritte da Josef Jossy Jonas e che abbiamo pensato di fare nostre, nella convinzione che a lui non dispiaccia.

Il giorno della memoria. l’antisemitismo spiegato in due pagine

di Josef Jossy Jonas.

Come ogni anno , pubblico il 27 gennaio in Italia ed il Giorno della Shoa’ in Israele questo mio breve articolo. Condividete se volete far capire come sia avvenuto.

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“Un uomo tranquillo” di Hans Petter Moland (2019)

Eh no, ci dispiace.
Abbiamo letto le critiche al film, in genere schifiltose e con mignolo alzato; invece dobbiamo dire che l’abbiamo goduto al punto da vederlo due volte di seguito.
E non, come a volte ci capita, perché la prima volta non avevamo colto bene la trama ma proprio per il piacere di rivederlo e di gustarlo di nuovo.

Sarà che ci piacciono le nevi perenni e i climi nordici, sarà che la sequenza di morti ci ha deliziato fino alla fine, fatto sta che qui, niente storie, siamo in presenza di un gran racconto e di uno che sa quel che fa.

Togliamoci il cappello e raccontiamo la storia.

Nels Coxman (Liam Neeson), un autista di spazzaneve che si guadagna la giornata sgombrando le strade attorno alla fittizia cittadina di Kehoe, nel cuore del Colorado, è un cittadino modello, un padre amorevole ma impegnato nel lavoro, e soprattutto un uomo che non farebbe del male a nessuno. Quando però suo figlio viene trovato morto a causa di una overdose di eroina Coxman si trasforma in uno spietato vendicatore.
Scoperto da tale Dante che i responsabili sono i membri della gang del “Vichingo”, boss della droga locale, Coxman comincia dal basso il suo cammino di vendetta, rintracciando prima l’esecutore materiale della morte del suo ragazzo e risalendo poi la catena di comando, scatenando nel mentre un’altra storia parallela di sangue, droga e vendetta con una tribù indiana del posto.

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“American Hustle” di David O. Russell (2013)

Amy Adams, Christian Bale, Jeremy Renner, Jennifer Lawrence sono fantastici. Assieme a Bradley Cooper.

Ambientato nel seducente mondo di uno dei più sbalorditivi scandali che hanno scosso gli Stati Uniti, American Hustle racconta la storia di un brillante impostore, Irving Rosenfeld (Christian Bale), che, insieme alla sua scaltra amante britannica Sydney Prosser (Amy Adams), viene obbligato a lavorare per un agente dell’FBI fuori controllo, Richie DiMaso (Bradley Cooper).
DiMaso li catapulta in un mondo di faccendieri, intermediari del potere e mafiosi, un mondo tanto pericoloso quanto affascinante. Carmine Polito (Jeremy Renner) è un volubile e influenzabile politico del New Jersey, stretto tra la morsa dei truffatori e dei federali, mentre l’imprevedibile moglie di Irving, Rosalyn (Jennifer Lawrence), farà crollare il castello di finzioni”

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“2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick (1968)

Nel nostro intimo abbiamo silenziosamente giurato di non parlare mai di quest’opera, in parte per il tremore reverenziale che ci prende quando abbiamo a che fare con Kubrick, ma soprattutto perché cosa si può aggiungere che non sia già stato detto?

Ma ieri si celebrava il primo passo umano sulla Luna e Kubrick veniva tirato dentro per i capelli, quindi osiamo.

Alle origini dell’uomo un misterioso monolito compare sulla Terra tra le scimmie. La sua presenza attiva l’intelligenza dei primati che comprendono l’uso delle ossa degli animali uccisi quali prolungamenti delle loro braccia e iniziano ad usarle per cacciare e per combattersi
2001. Sulla Luna è stato trovato un monolite che improvvisamente lancia un segnale indirizzato verso Giove.
Diciotto mesi dopo l’astronave Discovery si dirige verso il pianeta. A bordo si trovano due astronauti, Frank e David, tre ricercatori ibernati e il computer della nuova generazione, HAL 9000, in grado di controllare il funzionamento di tutta l’astronave, nonché di dialogare con gli astronauti. L’infallibile computer segnala un guasto in uno degli elementi esterni dell’astronave ma il pezzo risulta essere funzionante.
I due astronauti decidono di disattivare HAL che però capisce le loro intenzioni, uccide Frank e tanta di impedire a David di rientrare.
David completa il piano disattivando la memoria di HAL. A quel punto apprende il vero scopo della missione (raggiungere Giove per scoprire il mistero del monolite). Una volte arrivato sul pianeta morirà per rinascere a una nuova vita più avanzata. 

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