Category Archives: Editoriali

La verità e il “rispetto per le opinioni degli altri”

di Maria Missiroli

Passo per verbalmente intransigente.  A volte anche verbalmente aggressiva. Certo, non in tutte le situazioni: dipende da quale è l’argomento e chi è l’interlocutore. Se sto discutendo di qualche tema serio, a voce o per iscritto, immancabilmente ad un certo punto arriva la replica: “Vuoi aver ragione a tutti i costi”, “Non riesci a tollerare che si possa pensare diversamente da te”, recentemente anche “Bisogna stare attenti a non scivolare nel dogmatismo”. Non posso ricordare tutte le variazioni sul tema, ma, insomma, avete capito. E tutte le volte mi dispiace, penso che sicuramente ci sarebbe stato un modo migliore di esprimermi. Ma dentro di me mi viene un po’ da sorridere dicendomi: “Anche stavolta hai sopravvalutato l’interlocutore” Continue reading

10Dic/17

Gerusalemme e gli ipocriti dell’ONU

 

di Giulio Meotti

Un po’ di storia utile su Gerusalemme: “Gerusalemme, la città era divisa dal filo spinato. Si chiamava “kav ironi”, la linea arbitraria di divisione della città. I cecchini giordani erano piazzati sui tetti, mentre i campi minati erano ovunque nella “no man’s land”, in ebraico “shetah hahefker”, lunga sette chilometri. L’unico passaggio fra le due parti della città, quella israeliana e quella giordana, era attraverso la celebre Porta di Mandelbaum, dal nome dei coniugi Esther e Simcha Mandelbaum, proprietari della casa dove passava il confine.

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Cartelle esattoriali Equitalia

La legge è sacra, ma non per Equitalia.

Avete visto cosa sta preparando il governo per riaprire a proprio favore i termini della rottamazione delle cartelle esattoriali? Un’azione veramente indegna e mostruosa, già messa in atto in passato e qualche volta stroncata (in ritardo) dalla Corte Costituzionale. Ma altre volte l’inganno è passato e comunque anche quando è stato fermato era già tardi, perché quanto interviene la Corte, di solito dopo un paio di anni, lo scopo prefissato ormai è irreparabilmente raggiunto. D’altra parte è noto che la Consulta funziona a corrente alternata. Continue reading

La sindrome di Stoccolma dei cittadini europei

Si chiama sindrome di Stoccolma quel  comportamento che fa si che la vittima si trasformi in un difensore del proprio carnefice . Il soggetto affetto dalla Sindrome di Stoccolma, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all’amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice . ( Wikipedia)

Un’ epidemia di questa sindrome si sta diffondendo in Europa e colpisce i difensori dell’operato del governo Rajoy.

Come definire diversamente l’atteggiamento di chi da giorni difende strenuamente il comportamento violento di un governo nei confronti di un gruppo  di cittadini, che tra l’altro si sente un popolo, che sta cercando pacificamente di affermare il proprio diritto all’autodeterminazione ? Continue reading

09Ott/17
Violenze contro i manifestanti a Barcellona

La Spagna rischia di pagare un prezzo “salato” per l’uso della forza in Catalogna

Pubblichiamo di seguito la traduzione di un articolo a firma di Matt Kilcoyne apparso il 5 ottobre scorso sul sito del ADAM SMITH INSTITUTE

Guardare avanti paga

Se non pianifichi e non innovi nel tuo business presto ti troverai un concorrente davanti che ti avrà sorpassato

Se sei un partito politico che non cattura l’immaginazione dei votanti troverai presto un rivale che ti batterà sul campo – ai Conservatori britannici forse servirà prendere nota di questa affermazione dopo la disastrosa conferenza di Manchester di questa settimana.

Ma cosa succede se tu sei un Paese e non riesci a tenere il passo coi tempi per soddisfare le esigenze dei tuoi cittadini ?

Lo stanno scoprendo in Spagna nell’ultima quindicina di giorni.

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07Lug/17

BEATI COLORO CHE HANNO SOLO CERTEZZE

Di Alberto Piovani

Ho un figlio grande ormai, è sano, bello come pochi, intelligente come pochi, ha un cuore coraggioso e generoso come pochi.
Lo ammetto, ho avuto fortuna !
Forse per questo, negli ultimi giorni, non riesco a non pensare a cosa farei io se fossi nei panni dei genitori di Charlie. Pensa che ti ripensa, sono arrivato ad una conclusione: non lo so.
La sola cosa che so, è che quando avevo in braccio mio figlio per addormentarlo, fin dal suo primo giorno di vita, mi sentivo addosso la forza di tutti i supereroi Marvel.
Se qualcuno avesse provato a fargli del male, avrebbe avuto a che fare con una belva feroce, assetata di sangue, disposta al sacrificio della propria vita pur di proteggere quella creatura unica al mondo.
Penso che qualcosa di simile passi nella testa di ogni genitore, specialmente quando i figli sono piccoli ed indifesi.
Ciò che mi stupisce leggendo il dibattito tra i miei contatti sui social network, è che quasi tutti si preoccupano del bimbo ed ignorano le ragioni dei genitori. Leggo anche persone di grandi qualità morali ed intellettuali definire i due genitori, nella migliore delle ipotesi, come persone obnubilate dal dolore incapaci di accettare il destino crudele che li ha colpiti, nella peggiore invece, come due egoisti e/o fanatici religiosi che, pur di difendere la sacralità della vita, non si preoccupano di infliggere al figlio altre inutili sofferenze.
E quindi tutti a sostenere in coro: Il diritto del bambino ad una vita dignitosa è superiore ad ogni altro diritto, quindi se non lo rispettano i genitori che sia un tribunale a farlo rispettare. Avanti con la sentenza di morte!
Ma cosa è una vita dignitosa o, per meglio dire, che valga la pena di vivere?
Chi può dare una definizione univoca, valida “erga omnes” ?
Mi vengono in mente due casi che mi hanno molto colpito in passato.
Il primo è quello di una signora di Genova costretta a vivere nel “polmone d’acciaio”. Una trentina d’anni fa la intervistò una troupe di un tiggì nazionale e lei rispose alle domande sprizzando gioia di vivere da ogni poro.
Qualche anno dopo, un uomo che sembrava avesse tutto dalla vita (salute, bellezza, ricchezza), Edoardo Agnelli, si tolse la vita gettandosi da un cavalcavia.
Qual era la vita più “dignitosa”? Queste due persone avevano pareri molto diversi.
Per innata insicurezza, cerco sempre di carpire dagli altri insegnamenti che mi aiutino a vivere meglio.
Cosa mi insegnò la prima persona? Ad avere coraggio.
Cosa mi insegnò la seconda? Ad avere pietà, a non giudicare ciò che non si conosce a fondo.
Entrambi mi insegnano che non c’è un’unica risposta alla domanda di senso della vita, che ognuno deve cercare la sua, che non si può mai smettere di fare la domanda.
Probabilmente nel caso del piccolo Charlie la decisione dei medici è la più razionale, ma è quella giusta?
Siamo sicuri che la razionalità faccia premio su tutto? Non contano la speranza e la pietà?
Possiamo negare ai due genitori un ultimo disperato tentativo, oltre tutto fatto a loro spese e non a carico della collettività?
Si dice: il bambino soffrirà inutilmente. Non credete che sarà una sofferenza atroce anche per i genitori l’ulteriore sentenza medica di condanna?
Vedo dalle foto che i genitori sono ancora giovani, potrebbero avere altri figli e credo che questi potrebbero essere sani, del resto la patologia è talmente rara che non credo si possa ripetere nel loro caso. Non sarebbe questa una soluzione più comoda?
Per me si, eppure lottano per salvare proprio questo figlio!
Solo egoismo? Io ci vedo tanta forza d’animo, tanta speranza, tanta voglia di sfidare le avversità. Sono tutte caratteristiche che rendono gli esseri umani capaci di nobiltà d’animo che è poi il tratto che ci distingue dagli altri animali.
Veniamo ora alla questione più spinosa: è giusto che intervenga un tribunale in questa circostanza?
La domanda che fate non è peregrina: una volta stabilito che si sta facendo soffrire inutilmente il piccolo Charlie, si resta indifferenti o si interviene in sua difesa obbligando i genitori a smettere di maltrattarlo?
Non è la stessa cosa che si fa punendo i genitori che praticano l’infibulazione sulle bambine o i genitori che “vendono” i propri figli ai pedofili o i genitori che obbligano le figlie ai matrimoni combinati?
Io non credo che il caso di Charlie sia assimilabile ad alcuna fattispecie. Io credo che di fronte a due pareri legittimi (medici e genitori) debba prevalere quello di chi ha più da perdere, senza dubbio i genitori.
Infine vi invito a fare un’ultima riflessione.
Davvero vogliamo che la legge materiale entri in un campo in cui dovrebbe esistere solo la Legge Morale?
Regolare la morte, la sofferenza, l’affetto famigliare ha senso? E’ possibile?
Sono casi così unici, così difficili da ridurre a fattispecie generali, così sfuggenti, che lasciano a chi è chiamato a dirimerli, il giudice, un margine di discrezionalità troppo ampio.
Discrezionalità per discrezionalità, io preferisco quella dei genitori.
Basti ricordare i casi (ne sono capitati diversi) in cui il tribunale dei minori ha tolto i figli ad alcune famiglie solo perché povere per darli in affidamento a terzi.
E’ questa la dignità della vita che vogliamo difendere?

23Mag/17

Le bufale in sanita’ al tempo di internet: dalle cure della nonna ai vaccini “dannosi”. Parte seconda

di Andrea Babini

continua da ieri.

Quindi allora il “terrorismo sanitario” è giustificato; è un meccanismo di difesa della nostra salute? E’ nel nostro interesse?  No affatto. Ecco un esempio di bufala da allarmismo antiscientifica. La questione “vaccini e autismo”.

Se per curiosità digitate su un motore di ricerca queste due parole “vaccini” e “autismo”, il risultato della ricerca sarà un diluvio di link nei quali si parla con grande enfasi della “correlazione tra le vaccinazioni pediatriche (in particolare la famosa “trivalente”) e il rischio che insorga autismo”. Continue reading

22Mag/17

Le bufale in sanità al tempo di internet: dalle cure della nonne ai vaccini “dannosi”. Parte prima

di Andrea Babini

L’argomento che mi appresto a trattare è al tempo stesso controverso e di grande attualità. Al di là del titolo fantasioso dell’articolo, riuscire a distinguere le informazioni prive di valore scientifico da quelle affidabili e sicure è diventato vitale per chi vive nel mondo contemporaneo e nell’era di internet. Continue reading

La libertà all’università è la goliardia, non il ’68

Gli eventi di questo inizio  Febbraio presso l’Università di Bologna; gli scontri  dei collettivi studenteschi, degli autonomi, degli antagonisti e, vogliamo dirlo, di tutta la feccia di piccoli spacciatori e delinquentelli seriali che quel mondo senza capo ne coda si porta dietro con le autorità universitarie prima e le forze dell’ordine poi, ci ripropongono uno schema e un’immagine anacronistica, grottesca e ridicola, per quanto tragica, della vita dell’università bolognese.

Purtroppo questo è il frutto di scelte precise fatte negli anni dalle amministrazioni di sinistra della città, che hanno coltivato, coccolato, favorito queste organizzazioni demenziali, ideologiche e ridicole. Il ciarpame ideologico e fuori dal tempo con cui questi, attempati, studenti si riempiono la bocca all’alba del terzo millennio è francamente penoso, penoso lo stile, penosa la retorica e penosi gli slogan. Eppure le amministrazioni citttadine, vuoi per contiguità ideologica, vuoi per semplice mancanza di coraggio non hanno mai mancato di foraggiare, elargire sedi e pagare le spese a codesti cialtroni. Continue reading

06Feb/17

IL POLITICAMENTE CORRETTO, LA GABBIA DELLE OPINIONI

di Andrea Babini

Con l’elezione alle presidenziali americane di Donald Trump e l’avanzata di varie forme di populismo in reazione al pensiero progressista dominante, si è reso evidente un problema, che nei decenni passati le intellighenzie occidentali non hanno voluto affrontare con un dibattito aperto; la reazione di rigetto di ampie fasce della popolazione verso l’omologazione del politicamente corretto. Continue reading

LA SHOAH NON FU SOLO STERMINIO

Nei giorni scorsi si è celebrata la “giornata della memoria”. E’ stato un diluvio di commenti sui social e sugli altri media. Per lo più le persone hanno “testimoniato” e tanti altri hanno manifestato un certo disappunto nei confronti della ricorrenza.

Perché disappunto? Per due ordini di motivi: Il fastidio epidermico verso le “giornate tematiche” e il mantra ricorrente secondo il quale “ricordare” la Shoah sarebbe una sorta di torto agli altri crimini ed eccidi della storia umana. Continue reading