L’arruolamento

Nic

di Nicola Onnis

NEL 2014 a Olbia è stata comminata dai vigli urbani una multa di 5000€ ad un ventunenne. Un ragazzo nel periodo di pasqua piazza il tavolino da campeggio in un punto trafficato. Sul tavolino espone le sue 50 palmette e sta tutto il giorno insieme alla fidanzatina a offrire il suo prodotto ai passanti. Lo fa invece di godersi i primi giorni assolati al mare, invece di andare al cinema, invece di andare in sala giochi. Senza bisogno di una accurata indagine dell’Istat, sappiamo bene che il ragazzo cerca in qualche modo di non pesare sulle magre finanze della famiglia. A mezzogiorno ha faticosamente convinto una ventina di persone ad acquistare una palmetta. Non è un ricco bottino ma almeno premia per il lento scorrere della noiosa giornata. Questo però disturba la comunità. Il ragazzo prova di suo a barcamenarsi e lottare contro le quotidiane miserie senza chiedere alcun aiuto allo stato. Oddio, in vero fa largo uso di suolo pubblico, aria pubblica e ombra pubblica e distrae le mamme alla guida del passeggino. Di tutta questa roba pubblica lo stato è concessionario unico. Lo stato attraverso leggi, divieti e regolamenti, keynesianamente produce tanta burocrazia e lavoro a cascata. Lo stato garantisce che suolo, aria e ombra non si esauriscono sottoposti all’ uso sconsiderato di un venditore di palmette pasquali. Per sincerarsi che ciò non avvenga e men che mai che alcun cittadino possa trarre profitto privato dall’ uso del bene comune, lo stato esige quote del reddito prodotto nello sfruttamento di quei beni di cui si è fatto tutore. In più il ragazzo svolge attività lavorativa senza adeguata posizione assicurativa. Quando il sole è alto arrivano quindi i servitori dello stato stesso che, messi di fronte alla sequela di lucrose trasgressioni del “buon vivere nella e con la comunità”, non possono far altro che adempiere al loro dovere. Il loro dovere consiste nel comminare una multa di 5015,00 euro al ragazzo. Fine della storia, direbbe qualcuno. Invece la storia inizia proprio ora. La multa fa scalpore e il primo cittadino, il capo dei servitori che hanno comminato la multa, promette di fare tutto il possibile per far annullare la multa. Il meccanismo è abbastanza rodato, lo stesso politico che crea il problema si offre di risolvere il problema stesso. Chiaramente non prima di aver teatralmente fatto sfoggio di umana comprensione e irrefrenabile indignazione per l’accaduto. Ma il sindaco ha un sacco di roba da fare, di bene comune da tutelare, di servizi da elargire, così i tempi del ricorso scadono. Il verbale rimane e il ragazzo dovrà pagare. Il ragazzo non ha i soldi e non paga. 5000 euro sono la spesa di sei mesi della sua famiglia. La multa rimane e comincia ad accumulare interessi. Allo stato non interessa granché incassarla. Se la incassa, ottimo. Se non la incassa, questa diventa voce attiva nei bilanci pubblici e concorrerà quanto meno a tenere a bada lo sforamento del deficit sempre in agguato. La multa rimane e nel ragazzo cominciano i primi incubi. Ormai è in debito verso lo stato e lo stato lo obbliga a tener conto di questo in futuro. Qualora trovasse un lavoro con regolare assunzione, non è remota la possibilità che lo stato prelevi coattivamente e mensilmente una parte dello stipendio netto. Poniamo che non si verifichi questo evento, il ragazzo potrebbe acquistare una automobile con il pericolo che subisca un fermo amministrativo sempre in virtù del debito. E così via, la minaccia dello stato incomberà su qualsiasi risultato economico egli riesca ad ottenere in futuro. Libretti di risparmio, conti correnti, mobili e immobili. Il ragazzo ha imparato la lezione e nel raccontare la sua esperienza ammonisce i coetanei interlocutori di turno. ” non fare nulla di tua iniziativa, non arrangiarti, non avere alcuna ambizione, qualsiasi cosa ti serva in futuro, sii fiducioso e aspetta che questo diventi un diritto garantito dallo stato”. Serenamente, aggiungo io. Piccoli servitori dello stato crescono.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Chiudi il menu
×
×

Carrello