COME TI MANDO A PUTTANE LA PROSTITUZIONE. UNA MODESTA PROPOSTA

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di Alberto Piovani, Andrea Cavallini e Andrea Babini

E’ il mestiere più antico del mondo, e se questo corrisponde al vero significa che la “domanda” in questo settore non ha mai subito flessioni. Appassionati consumatori in particolare sono gli italiani, molti clienti li potete trovare tra i politici che fanno bella mostra di se al Family Day.
Ma. chiaramente. se un settore è florido lo Stato Italiano non resterà a guardare e presto o tardi volgerà la sua rapace attenzione agli incassi delle “signorine”. Se pensate che la cosa sia impossibile vi invitiamo a tener presente che gli introiti della prostituzione in questo paese sono conteggiati nel PIL e periodicamente le varie forze politiche populiste propongono la tassazione della prostituzione come taumaturgica misura per rivitalizzate le esangui casse dell’erario, non mancando ovviamente di condire la proposta con cifre campate in aria e mirabolanti che, mai come questa volta, ci permetterete di definire “puttanate”.
Insomma il settore “tira” (prometto è ‘ultimo doppio senso) e certa politica lo sta da anni tenendo d’occhio con sinistro interesse. La domanda che di fronte a queste proposte è legittimo porsi è “ma è lecito che lo Stato tassi una attività come la prostituzione?”. Ora, questa domanda ve la ponete voi persone per bene, perché per lo Stato Italiano non v’è nulla che non sia lecito tassare e del resto ormai è manifestamente ladro e assassino, perché dovrebbe provar vergogna ad essere anche pappone? (altro…)

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EBREI E MATEMATICA

EBREI

di Antonio Iannizzotto

Come matematico, comprendo bene almeno una delle ragioni dell’antisemitismo: l’invidia.

Nella mia disciplina, gli studiosi ebrei (non necessariamente osservanti, ma di famiglia ebraica) hanno goduto per tutto il ventesimo secolo di un prestigio altissimo e assolutamente meritato: John von Neumann, André Weil, Alexander Grothendieck, Paul Cohen, Elon Lindenstrauss, Grigori Perelman, e in ambiti più vicini alla mia area di studio Paul Rabinowitz, Louis Nirenberg, Haim Brezis, sono solo alcuni dei nomi di una lista che potrebbe allungarsi per pagine e pagine. Risalendo ai secoli precedenti se ne trovano di meno, credo principalmente perché in molti paesi europei la carriera universitaria era alquanto difficile per chi appartenesse a una minoranza razziale o religiosa (ma forse non solo per questo, come tenterò di argomentare in seguito). (altro…)

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ANCHE IN SVIZZERA LA LIBERTA’ NON E MAI A PIU’ DI UNA GENERAZIONE DALL’ESTINZIONE

svizzera

di Luca Schenato

L’UDC, ossia Unione Democratica di Centro, è, in realtà, un partito di destra ed è il primo partito in Svizzera. La sua connotazione cambia significativamente da Cantone a Cantone. Alcuni esponenti in certi Cantoni potrebbero passare addirittura per anarcocapitalisti, altri in altri Cantoni per fascisti puri. In Ticino l’UDC è un partito di destra poco liberale e molto sociale.
L’UDC ticinese ha promosso l’iniziativa costituzionale “Prima i nostri!” e il popolo ticinese sarà chiamato a votare per aggiungere alla costituzione ticinese vari enunciati protezionisti, tra i quali: (altro…)

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IL DECLINO, UNA METASTASI INGUARIBILE

somarello

Di Luigi Desiderato
Mi sono già espresso su quello che appare essere “La buona scuola”: una non-riforma che serve solo e semplicemente per dire che si è fatto qualcosa, ma di fatto i mali della scuola italiana rimangono tali, se non accresciuti, con l’aggiunta, che non manca mai, di gravare ancora di più sulle tasche dei contribuenti. Sappiamo che un buon 30% dei dipendenti pubblici appartengono o girano intorno a questa “funzione dello stato” e col consumo di denaro pubblico che comporta, ci si aspetterebbe davvero un qualcosa di molto maggiore in termini di efficienza e risultati (non chiamiamo tutto questo produttività che altrimenti qualcuno potrebbe essere indotto a pensare e dire che la scuola non è un’azienda). (altro…)

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COME DIVENTARE UN BUROCRATE EFFICIENTE E VIVERE FELICE

burocrazia

di Enrico Galloni

Questa storia ha bisogno di una premessa breve ma fondamentale o rischia di essere fraintesa: sono assolutamente contrario ad ogni forma di contribuzione statale alle imprese.
Se così non fosse come potrei scrivere per i pixel del dito nell’occhio?
Il mio ideale di stato tende al minimo possibile, tassa pochissimo le imprese lasciandole libere di competere con poche regole chiare e stringenti e che vinca il migliore ça va sans dire….
Fatte le dovute puntualizzazioni confesso che in azienda da qualche tempo abbiamo deciso di cercare di massimizzare le contribuzioni pubbliche per lo sviluppo dei nostri progetti, la decisione è partita dalla constatazione che operare in uno stato che ti riempe di gabelle ad ogni piè sospinto è un’impresa titanica ed è inutile fare gli idealisti continuando a pagare come dei mezzadri per non ricevere nulla in cambio. (altro…)

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C.O.N.I.soldituoi. Olimpiadi e debiti

coni

di Nicola Onnis

Le olimpiadi piacciono a tutti. Belle, giovani, sane. Con il loro carico di buoni sentimenti decoubertiani e il carattere dilettantistico perché, si sa, i soldi rovinano tutto ciò che toccano. C’è anche quel tripudio di bandiere, l’orgoglio nazional-patriottico che, guarda caso, raggiunse le più alte vette proprio a Berlino nel 1936.
Con questi presupposti gli amministratori di tutto il mondo hanno sempre fatto a gara per ospitare le olimpiadi. Dalle prime olimpiadi moderne di Atene 1896 ad oggi, i giochi olimpici son diventati l’ideale occasione per mostrare impareggiabili capacità organizzative, impianti e strutture moderne ed efficienti, meraviglie paesaggistiche ed eccellenze produttive che lo stato ospitante ha da mettere in vetrina e… cercare di vendere. (altro…)

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A PROPOSITO DI EVASIONE FISCALE

Evasione

di Massimo Testa
Il discorso di fine anno della massima carica dello stato ha avuto come argomento principe la cosiddetta evasione fiscale.
Non è certo la prima volta che l’evasione fiscale viene indicata come una piaga del paese e che si sostenga sia uno dei freni alla crescita dell’economia.
Se lo stato recuperasse gli introiti relativi all’evasione, sostiene uno studio di Confindustria, si potrebbe arrivare a creare fino a 350.000 nuovi posti di lavoro.
Non sappiamo in base a quali astrusi calcoli si giunga a risultati del genere, né si vede come lo stato possa e debba creare nuovi posti di lavoro quando il suo apparato è fin troppo obeso e rappresenta un costo imponente. (altro…)

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E QUALI SAREBBERO I VALORI CHE DIFENDIAMO?

 

democrazia

di Barbara Di

Ad un anno esatto dalla strage di Charlie Hebdo, passando per il Bataclan fino agli stupri di massa di Colonia e l’ultimo kamikaze fatto secco oggi a Parigi, sento ripetere sempre la stessa litania: “Non ci faremo sconfiggere. Non potranno mai vincere perché la nostra libertà è più forte di ogni oppressione. Difenderemo i nostri valori”.
Ah sì? Di grazia, quali sarebbero i nostri valori che contrapporremmo ai loro? Con quali valori pensiamo di vincere questa guerra di conquista che ci hanno dichiarato?
Già che Parigi va per la maggiore tra gli obiettivi dei terroristi, partiamo proprio dai tanto cari liberté, égalité, fraternité. Sarebbero questi? (altro…)

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Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!

dognana

di Luigi Desiderato

Nel giorno della Befana 2016, che, secondo tradizione cristiana, e’ la ricorrenza della Teofania, ovvero la manifestazione di Cristo al mondo, una citazione evangelica nel titolo appare quanto mai appropriata. Lo stesso giorno, ben altra manifestazione si palesa su un giornale italiano a tiratura nazionale: a firma di Maurizio Belpietro, il titolo di un editoriale di Libero recita: “Tornano le frontiere una buona notizia: l’Europa ora è morta.” Non manca, nel disquisire che segue, un cenno polemico avverso alla Germania che, secondo l’ autore, avendo essa i numeri, e’ il piu’ forte, puo’ crescere, dettare legge, imporre agli altri di accettare il tutto e soprattutto tacere. (altro…)

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UNA MENTALITA’ DIVERSA CHE CREA UN DIVERSO DESTINO

Guardian

 
 
Oggi ci piace mostrarvi un trafiletto, tratto dal giornale britannico “The Guardian”, apparso recentemente in risposta alla lettera di un bambino che lamentava di ricevere una paghetta settimanale troppo bassa dai genitori. Certo il tema non è di quelli da prima pagina e potrebbe apparire irrilevante a prima vista, ma secondo noi non è cosi e il motivo è presto detto. Il Guardian è la testata indipendente che per definizione fa riferimento al mondo “liberal” inglese (per chi non lo sapesse “liberal” nel mondo anglosassone non indica certo una grande attenzione al mercato e al capitalismo) e non a caso la maggior parte dei suoi lettori sono orientati a votare laburista. Eppure la risposta che viene data al bambino lascia pochi dubbi. Il socialismo, aggressivo o “democratico” che sia, viene bollato come sottrazione di risorse altrui e la via dignitosa e gratificante che viene indicata al bambino è il mercato e la competizione per migliorare se stesso e meritare più denaro.

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L’abolizione della proprietà privata: da Proudhon a Marx fino a Papa Bergoglio, storia di un’utopia rovinosa di Guglielmo Piombini

Piombini

Le leggi che rendono sicura la proprietà rappresentano il più nobile trionfo dell’umanità su se stessa. È questo diritto che ha vinto la naturale avversione al lavoro e dato all’uomo il dominio sulla terra; che ha posto fine alla vita migratoria delle nazioni; che ha generato l’amore per il proprio paese e la cura per la posterità»: quando all’inizio dell’Ottocento il filosofo inglese Jeremy Bentham scriveva queste parole, non faceva altro che esprimere la generale riverenza verso la proprietà della società del suo tempo. (altro…)

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