LA SHOAH NON FU SOLO STERMINIO

Nei giorni scorsi si è celebrata la “giornata della memoria”. E’ stato un diluvio di commenti sui social e sugli altri media. Per lo più le persone hanno “testimoniato” e tanti altri hanno manifestato un certo disappunto nei confronti della ricorrenza.

Perché disappunto? Per due ordini di motivi: Il fastidio epidermico verso le “giornate tematiche” e il mantra ricorrente secondo il quale “ricordare” la Shoah sarebbe una sorta di torto agli altri crimini ed eccidi della storia umana. (altro…)

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PETROLIO A GIFFONI

Giffoni_Film_Festival

 

di Nicola Onnis

La location: scuola elementare a Giffoni Valle Piana.

La scena: e tu Bruce, cosa vuoi fare da grande? chiede la maestra. Il piccolo Bruce con sguardo sognante risponde: io da grande vorrei fare il cineasta.

Bravo Bruce, chi ti ispira di più? Vanzina o Kurosawa?

A me mi piace Kudosagua

dissolvenza e partono le sublimi note dal pianoforte del sensibile Giovanni Allevi.

Lo abbiamo detto, siamo a Giffoni. A Giffoni i ragazzetti non sognano una vita da astronauta o da calciatore, qui hanno il cinema nel sangue. Era il 1971 e al giovane Claudio Gubitosi (un altro, non il dirigente Rai) venne in mente un’idea meravigliosa. L’idea era quella di organizzare un festival del cinema per ragazzi, appunto il Giffoni Film Festival. Le prime edizioni furono caratterizzate dalla modestia dei fondi a disposizione. Uno schermo nella piazza del paese e qualche pellicola presa in prestito dagli archivi locali. Gubitosi era capace, non si discute, l’idea era originale e con entusiasmo riuscì ad attrarre partecipanti da mezza Europa. Una certa spinta psicologica arriva nel 1982 quando l’ospite d’onore Francois Truffaut dichiara: “di tutti i festival del cinema, questo di Giffoni è il più necessario”. (altro…)

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CASSOULET AL CONFIT DE CANARD

di Andrea Babini Il cassoulet è un piatto tipico della regione della Linguadoca; è un piatto molto antico che la leggenda vuol far risalire addirittura al periodo della Guerra dei…

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MAIALE ALL’ALENTEJANA

di Andrea Babini MAIALE  ALL'ALENTEJANA Si tratta di una particolarissima preparazione portoghese, originaria dell’Alentejo, una regione interna nel sud del Portogallo, rurale, bruciata dal sole e dai colori intensi. Il…

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GRAVAD LAKS

di Andrea Babini Profumatissima ricetta svedese classica a base di salmone, non è un piatto da preparare all'ultimo minuto.   INGREDIENTI: Per il pesce: 1 salmone da un 1 kg…

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BORŠČ

di Andrea Babini Il boršč è la zuppa russa per antonomasia, nonché il più famoso dei piatti russi insieme al caviale e all'insalata di cetrioli (o insalata russa). BORŠČ INGREDIENTI:…

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MOUSSAKA

  di Andrea Babini Più che un piatto una bandiera. Dici cucina greca e pensi Moussaka. Sicuramente una reminescenza della dominazione ottomana che però i greci hanno rielaborato migliorandola e…

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SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “ Una notte d’estate (Gloria)” di John Cassavetes (1980)

di Roberto Bolzan unknown

Ci interroghiamo sempre su come nasca un capolavoro e se ci siano delle leggi scientifiche che consentono di fabbricarne uno a comando. E pensiamo all’autore che si mette a tavolino e, con tutta l’intelligenza e la furbizia del mondo, pianifica il capolavoro. Non funziona così.
Il capolavoro è fatto di bravura, certo e ovvio, ma anche di fortuna, di ispirazione, di amore, e poi di fortuna e del caso, e fortuna e caso rendono ogni capolavoro qualcosa di unico ed irripetibile.
Inutile quindi smontare i film e analizzarli fotogramma per fotogramma, alla ricerca del segreto nascosto. Non è questione di montaggio o di inquadrature, esattamente come da una radiografia non si coglie l’anima di una persona. E noi restiamo con la domanda del perché continuiamo a vedere questo film senza mai stancarcene e di cosa abbia di tanto straordinario. Eppure, è così, e siccome non riusciamo a staccarcene, ve lo consigliamo.

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