Category Archives: Storia

27Feb/16

SANITA’ IN ITALIA. UNA STORIA SECOLARE TRA SALUTE E OPPORTUNISMO. 2° puntata

Il Primo Ministro Crispi

Il Primo Ministro Crispi

di Andrea Babini

2) La sanità del “Libro cuore” (Parte seconda)

Si arrivò cosi a una norma per regolare la sanità pubblica, la legge Pagliani-Crispi del 1888. La vera rivoluzione fu che i Comuni ebbero l’obbligo di assumere a proprie spese un “medico condotto”. In questo modo il medico non era più un “precario” in balia dei capricci del Sindaco, ma un vero e proprio dipendente pubblico stipendiato dall’amministrazione comunale per prestare assistenza medica gratuita a tutti. Il sistema di assistenza restò, ovviamente, parziale; infatti non era prevista l’istituzione di una “condotta farmaceutica” e la fornitura di medicinali era lasciata al mercato (fatta eccezione per la preparazione professionale del farmacista che avveniva in ambito universitario pubblico con la qualifica di speziale). Per quanto riguarda la farmaceutica, la legge Crispi si ispirò principalmente alla massima libertà nell’apertura ed esercizio delle farmacie, senza limiti a carico del proprietario che poteva non essere laureato ed avere la proprietà su più farmacie, con il solo obbligo della direzione responsabile di un farmacista. Una importante novità in ambito farmaceutico fu, nel 1892, la prima edizione della Farmacopea Ufficiale*, che sostituì tutte le normative locali. Jacob Moleschott, medico e fisiologo materialista molto noto a livello internazionale, docente in diversi atenei italiani, era a capo della commissione che licenziava il documento in cui erano elencate tutte le sostanze che potevano essere preparate dai farmacisti, nonché i modi di preparazione. Nel 1902, la seconda edizione evidenzia una sterzata verso la chimica che è un altro indicatore di evoluzione della scienza medica e farmacologica. Continue reading

20Feb/16

SANITA’ IN ITALIA. UNA STORIA SECOLARE TRA SALUTE E OPPORTUNISMO. 1° puntata

Farmacia storica

Oggi proponiamo la prima delle cinque puntate con le quali Andrea Babini ci racconterà una breve storia della sanità italiana dalla metà del 1800 ad oggi.

Un sunto per capire come è nato e si è evoluto il Sistema Sanitario Nazionale. Speriamo di farvi cosa gradita.

SANITA’ IN ITALIA. UNA STORIA SECOLARE TRA SALUTE E OPPORTUNISMO.

di Andrea Babini

Il mondo della salute è, nell’immaginario collettivo, percepito come dominio di un progresso inarrestabile destinato a regalarci in futuro sempre più vita e di sempre maggiore qualità. La maggior parte delle persone sono abbacinate dall’utopia di uno sviluppo tecnologico illimitato, quando non addirittura nell’illusione di un “diritto alla salute”, da realizzarsi costi quel che costi.
Uno sguardo al passato, e in particolare alla storia di come si sono evoluti i sistemi sanitari ed assistenziali, può riportare con i piedi per terra e permette di osservare come, quelle che oggi sono considerate rivoluzioni, siano in realtà operazioni e passaggi assai simili ad altri già visti in passato.
Nella trasformazione del sistema sanitario italiano entrarono in gioco molti fattori, l’aspetto medico ovviamente, ma anche aspetti sociali, politici ed economici e non vi è dubbio che la storia dell’intervento dello Stato Italiano nella tutela della salute può essere interpretata come una successione di provvedimenti rispondenti ai bisogni di salute dei cittadini, ma anche all’esito di lotte e contingenze politiche. Continue reading

27Gen/16

EDGARDO MORTARA, EBREO PRIGIONIERO DEL PAPA RE. UNA STORIA ITALIANA

di Andrea Babini

Nel giorno della memoria vogliamo raccontare una storia di persecuzione, vessazione e umiliazione verso gli ebrei avvenuta a Bologna, italianissima città dove è nata la nostra associazione. Il motivo è semplicissimo, ricordare, ricordarci, che l’antisemitismo non è una metastasi del nazismo o un fenomeno culturale che appartiene a remote zone orientali del continente europeo, ma è parte integrante della storia italiana e retaggio della cultura religiosa cristiana e in particolare cattolica. Il primo ghetto è nato in Italia signori miei, nella civilissima e aperta Repubblica di Venezia e a Roma per secoli gli ebrei sono stati esposti a violenze e umiliazioni gratuite e rituali che raggiungevano l’apice nel periodo di carnevale.

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23Gen/16

CI SI PREOCCUPA DI PIU’ PER UNA PANNOCCHIA CHE PER UN BAMBINO

In questi giorni sono in esame al parlamento una serie di provvedimenti riguardanti i cosiddetti “temi etici”, il riconoscimento delle unioni civili per coppie omosessuali e la stepchild adoption.  L’articolo che di Barbara Di ci propone oggi tratta proprio di questi temi e altri ne seguiranno. E’ lapalissiano, e solo per scrupolo lo dichiariamo, che quando si parla di questioni “etiche” ogni opinione non può che essere personale e quanto scritto rappresenta un punto di vista personale che non (e sarebbe imbarazzante se accadesse) essere attribuito alla nostra associazione nel suo complesso.

Le questioni, comunque la si pensi, che l’articolo pone esistono e non possono essere ignorate e Barbara ha il pregio indiscutibile di porgerle con chiarezza e senza ipocrisie.

di Barbara Di

“In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale.”
Questo è il principio di precauzione espresso dalla Conferenza di Rio del 1992 per indurre gli Stati non solo a spendere miliardi, ma ad imporre spesso assurde misure restrittive per la tutela ambientale sulla base di teorie pseudo-scientifiche non supportate da alcuna certezza, ma dal solo ipotetico rischio che una qualsiasi attività umana possa essere un potenziale pericolo per l’ambiente. È molto più restrittivo del principio di prevenzione, che consente vincoli legali solo in caso di rischio scientificamente dimostrabile.
È in base al principio di precauzione che ci rovinano l’esistenza con le limitazioni all’emissione di CO2, non ostante nessuno studio scientifico serio abbia dimostrato che ci sia una correlazione con i cambiamenti climatici, anzi è semmai dimostrato il contrario. È sempre in base a questo principio che impediamo le coltivazioni OGM, per il solo motivo che ancora non è stato dimostrato che non siano un pericolo per la salute, malgrado non vi siano prove scientifiche che facciano male.
Ecco, ora mi chiedo come sia possibile che gli stessi presunti progressisti politicamente corretti, in realtà assolutamente conservatori in tema ambientale, non si preoccupino minimamente di applicare il principio di precauzione alla salute psicofisica dei bambini.

per leggere tutto l’articolo aprire il link

http://blog.ilgiornale.it/legoista/2016/01/18/ci-si-preoccupa-di-piu-per-una-pannocchia-che-per-un-bambino/?repeat=w3tc

10Gen/16

E QUALI SAREBBERO I VALORI CHE DIFENDIAMO?

 

democrazia

di Barbara Di

Ad un anno esatto dalla strage di Charlie Hebdo, passando per il Bataclan fino agli stupri di massa di Colonia e l’ultimo kamikaze fatto secco oggi a Parigi, sento ripetere sempre la stessa litania: “Non ci faremo sconfiggere. Non potranno mai vincere perché la nostra libertà è più forte di ogni oppressione. Difenderemo i nostri valori”.
Ah sì? Di grazia, quali sarebbero i nostri valori che contrapporremmo ai loro? Con quali valori pensiamo di vincere questa guerra di conquista che ci hanno dichiarato?
Già che Parigi va per la maggiore tra gli obiettivi dei terroristi, partiamo proprio dai tanto cari liberté, égalité, fraternité. Sarebbero questi? Continue reading

08Gen/16

Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!

dognana

di Luigi Desiderato

Nel giorno della Befana 2016, che, secondo tradizione cristiana, e’ la ricorrenza della Teofania, ovvero la manifestazione di Cristo al mondo, una citazione evangelica nel titolo appare quanto mai appropriata. Lo stesso giorno, ben altra manifestazione si palesa su un giornale italiano a tiratura nazionale: a firma di Maurizio Belpietro, il titolo di un editoriale di Libero recita: “Tornano le frontiere una buona notizia: l’Europa ora è morta.” Non manca, nel disquisire che segue, un cenno polemico avverso alla Germania che, secondo l’ autore, avendo essa i numeri, e’ il piu’ forte, puo’ crescere, dettare legge, imporre agli altri di accettare il tutto e soprattutto tacere. Continue reading

23Dic/15

L’abolizione della proprietà privata: da Proudhon a Marx fino a Papa Bergoglio, storia di un’utopia rovinosa di Guglielmo Piombini

Piombini

Le leggi che rendono sicura la proprietà rappresentano il più nobile trionfo dell’umanità su se stessa. È questo diritto che ha vinto la naturale avversione al lavoro e dato all’uomo il dominio sulla terra; che ha posto fine alla vita migratoria delle nazioni; che ha generato l’amore per il proprio paese e la cura per la posterità»: quando all’inizio dell’Ottocento il filosofo inglese Jeremy Bentham scriveva queste parole, non faceva altro che esprimere la generale riverenza verso la proprietà della società del suo tempo. Continue reading

08Nov/15

Omaggio a Havel

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Nel giorno in cui la Birmania vive le sue prime elezioni democratiche e sta per archiviare, dopo un ventennio, la dittatura militare con la vittoria della dissidente Aung San Suu Kyi, forse per noi liberali che pensiamo sempre di non contare nulla  è ora di omaggiare uno dei “nostri”. La leader democratica birmana non sarebbe diventata il simbolo della resistenza se non avesse vinto il Nobel, e il Nobel lo vinse perchè Vaclav Havel vi rinunciò per lasciarlelo; egli reputava, appunto, che sarebbe stato più utile alla causa della libertà in Birmania.
Oggi la terra è un po’ più lieve sulla tomba del grande boemo.

29Ott/15

Come abbiamo smesso di essere un paese agricolo

Il giornalista casertano Antonio Pascale affronta in forma di recital il tema caldo delle pessime condizioni dell’ agricoltura nostrana. Troppe malinconie legate al passato e un’ isterica paura dell’ ignoto futuro fanno dell’ agricoltura italiana un vecchio arnese arrugginito e spuntato che non potrà mai dare soddisfazione alla domanda sempre maggiore di cibo a prezzi accessibili e neppure migliorare le condizioni dei lavoratori. Godetevi questi 17 minuti di aria fresca.

08Giu/15

IL MIRACOLO ECONOMICO ISRAELIANO ED IL SUICIDIO ITALIANO

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di Guglielmo Piombini

Il miracolo economico israeliano

Facciamo un salto indietro di trent’anni. Alla metà degli anni Ottanta l’Italia era uscita dal tetro clima della contestazione e del terrorismo, e si trovava in un periodo di ripresa economica. Di lì a poco, nel 1987, il governo annunciò il “sorpasso” del Pil sulla Gran Bretagna, che assegnò per un breve periodo all’Italia il posto di quinta potenza industriale del mondo (anche se probabilmente si trattò, come scrisse L’Economist, di un “gioco di prestigio statistico”). In Israele, invece, la situazione economica era disastrosa. Le centrali sindacali determinavano gli indirizzi di governo di un’economia quasi interamente nelle mani dello Stato. L’inflazione era a tre cifre, il deficit pubblico era fuori controllo e l’industria ristagnava. Continue reading

17Mag/15

1995-2015: L’ITALIA VERSO IL MODELLO STALINISTA SOVIETICO

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di Guglielmo Piombini

Negli ultimi vent’anni l’Italia si è progressivamente allontanata dai sistemi ad economia di mercato per abbracciare un modello che presenta numerose analogie con il regime sovietico nella fase stalinista di consolidamento del comunismo. La pressione fiscale effettiva sulle imprese, tenendo conto di ogni imposta e contributo, ha raggiunto un livello ufficiale vicino al 70 % degli utili, che in alcuni casi arriva fino all’85 %. Ci sono anche stati casi di imprenditori che, dovendo pagare il 110 % di imposte sugli utili prodotti, si sono indebitati con le banche. Questo livello di tassazione è in linea con quello applicato dal regime sovietico tra la fine degli Venti e i primi anni Trenta, quando Stalin decise di collettivizzare l’intera economia eliminando i ceti produttivi privati. Continue reading

02Mar/15

Educare a scelte consapevoli

Montessori

di Rosanna Montanari

Ricordate quel film, con Adam Sandler, ”Big Daddy”? Uno scavezzacollo che da un giorno all’altro si ritrova nel ruolo di padre con un bambino di 5 anni da accudire?

Una commediola dove, tra l’intrecciarsi di varie storie, non passa inosservata l’educazione di questo neo padre nei riguardi di un bambino a lui sconosciuto.

La “soluzione”, perché il piccolo si adatti, sarà di fargli fare delle scelte libere: dal come vestirsi, cosa mangiare, fino a cambiarsi addirittura il nome.

Tutto molto enfatizzato e discordante, ma portare il bambino a delle scelte del tutto individuali per adattarsi ad un contesto a lui sconosciuto, agevolerà la relazione.

Un altro film noto è “Mi chiamo Sam” con il grande Sean Pean, dove un padre affetto da un ritardo mentale, sarà in grado di prendersi cura della sua bambina mettendosi, non ha alternative, al suo stesso livello, facilitato dal fatto che, brutto a dirsi, le sue abilità sono quelle di un bambino.

Fa riflettere vero?

Durante il periodo di Natale, è andato in onda uno sceneggiato sulla di vita Maria Montessori, interpretata dalla simpatica e brava Paola Cortellesi. In questa fiction si percepisce facilmente come l’insegnamento consista nel favorire l’esperienza della vita e che tramite questa si provi il piacere di imparare.

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