Category Archives: Essere liberali

23Gen/16

CI SI PREOCCUPA DI PIU’ PER UNA PANNOCCHIA CHE PER UN BAMBINO

In questi giorni sono in esame al parlamento una serie di provvedimenti riguardanti i cosiddetti “temi etici”, il riconoscimento delle unioni civili per coppie omosessuali e la stepchild adoption.  L’articolo che di Barbara Di ci propone oggi tratta proprio di questi temi e altri ne seguiranno. E’ lapalissiano, e solo per scrupolo lo dichiariamo, che quando si parla di questioni “etiche” ogni opinione non può che essere personale e quanto scritto rappresenta un punto di vista personale che non (e sarebbe imbarazzante se accadesse) essere attribuito alla nostra associazione nel suo complesso.

Le questioni, comunque la si pensi, che l’articolo pone esistono e non possono essere ignorate e Barbara ha il pregio indiscutibile di porgerle con chiarezza e senza ipocrisie.

di Barbara Di

“In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale.”
Questo è il principio di precauzione espresso dalla Conferenza di Rio del 1992 per indurre gli Stati non solo a spendere miliardi, ma ad imporre spesso assurde misure restrittive per la tutela ambientale sulla base di teorie pseudo-scientifiche non supportate da alcuna certezza, ma dal solo ipotetico rischio che una qualsiasi attività umana possa essere un potenziale pericolo per l’ambiente. È molto più restrittivo del principio di prevenzione, che consente vincoli legali solo in caso di rischio scientificamente dimostrabile.
È in base al principio di precauzione che ci rovinano l’esistenza con le limitazioni all’emissione di CO2, non ostante nessuno studio scientifico serio abbia dimostrato che ci sia una correlazione con i cambiamenti climatici, anzi è semmai dimostrato il contrario. È sempre in base a questo principio che impediamo le coltivazioni OGM, per il solo motivo che ancora non è stato dimostrato che non siano un pericolo per la salute, malgrado non vi siano prove scientifiche che facciano male.
Ecco, ora mi chiedo come sia possibile che gli stessi presunti progressisti politicamente corretti, in realtà assolutamente conservatori in tema ambientale, non si preoccupino minimamente di applicare il principio di precauzione alla salute psicofisica dei bambini.

per leggere tutto l’articolo aprire il link

http://blog.ilgiornale.it/legoista/2016/01/18/ci-si-preoccupa-di-piu-per-una-pannocchia-che-per-un-bambino/?repeat=w3tc

17Gen/16

C.O.N.I.soldituoi. Olimpiadi e debiti

coni

di Nicola Onnis

Le olimpiadi piacciono a tutti. Belle, giovani, sane. Con il loro carico di buoni sentimenti decoubertiani e il carattere dilettantistico perché, si sa, i soldi rovinano tutto ciò che toccano. C’è anche quel tripudio di bandiere, l’orgoglio nazional-patriottico che, guarda caso, raggiunse le più alte vette proprio a Berlino nel 1936.
Con questi presupposti gli amministratori di tutto il mondo hanno sempre fatto a gara per ospitare le olimpiadi. Dalle prime olimpiadi moderne di Atene 1896 ad oggi, i giochi olimpici son diventati l’ideale occasione per mostrare impareggiabili capacità organizzative, impianti e strutture moderne ed efficienti, meraviglie paesaggistiche ed eccellenze produttive che lo stato ospitante ha da mettere in vetrina e… cercare di vendere. Continue reading

10Gen/16

E QUALI SAREBBERO I VALORI CHE DIFENDIAMO?

 

democrazia

di Barbara Di

Ad un anno esatto dalla strage di Charlie Hebdo, passando per il Bataclan fino agli stupri di massa di Colonia e l’ultimo kamikaze fatto secco oggi a Parigi, sento ripetere sempre la stessa litania: “Non ci faremo sconfiggere. Non potranno mai vincere perché la nostra libertà è più forte di ogni oppressione. Difenderemo i nostri valori”.
Ah sì? Di grazia, quali sarebbero i nostri valori che contrapporremmo ai loro? Con quali valori pensiamo di vincere questa guerra di conquista che ci hanno dichiarato?
Già che Parigi va per la maggiore tra gli obiettivi dei terroristi, partiamo proprio dai tanto cari liberté, égalité, fraternité. Sarebbero questi? Continue reading

08Gen/16

Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!

dognana

di Luigi Desiderato

Nel giorno della Befana 2016, che, secondo tradizione cristiana, e’ la ricorrenza della Teofania, ovvero la manifestazione di Cristo al mondo, una citazione evangelica nel titolo appare quanto mai appropriata. Lo stesso giorno, ben altra manifestazione si palesa su un giornale italiano a tiratura nazionale: a firma di Maurizio Belpietro, il titolo di un editoriale di Libero recita: “Tornano le frontiere una buona notizia: l’Europa ora è morta.” Non manca, nel disquisire che segue, un cenno polemico avverso alla Germania che, secondo l’ autore, avendo essa i numeri, e’ il piu’ forte, puo’ crescere, dettare legge, imporre agli altri di accettare il tutto e soprattutto tacere. Continue reading

06Gen/16

UNA MENTALITA’ DIVERSA CHE CREA UN DIVERSO DESTINO

Guardian

 
 
Oggi ci piace mostrarvi un trafiletto, tratto dal giornale britannico “The Guardian”, apparso recentemente in risposta alla lettera di un bambino che lamentava di ricevere una paghetta settimanale troppo bassa dai genitori. Certo il tema non è di quelli da prima pagina e potrebbe apparire irrilevante a prima vista, ma secondo noi non è cosi e il motivo è presto detto. Il Guardian è la testata indipendente che per definizione fa riferimento al mondo “liberal” inglese (per chi non lo sapesse “liberal” nel mondo anglosassone non indica certo una grande attenzione al mercato e al capitalismo) e non a caso la maggior parte dei suoi lettori sono orientati a votare laburista. Eppure la risposta che viene data al bambino lascia pochi dubbi. Il socialismo, aggressivo o “democratico” che sia, viene bollato come sottrazione di risorse altrui e la via dignitosa e gratificante che viene indicata al bambino è il mercato e la competizione per migliorare se stesso e meritare più denaro.

Continue reading

23Dic/15

L’abolizione della proprietà privata: da Proudhon a Marx fino a Papa Bergoglio, storia di un’utopia rovinosa di Guglielmo Piombini

Piombini

Le leggi che rendono sicura la proprietà rappresentano il più nobile trionfo dell’umanità su se stessa. È questo diritto che ha vinto la naturale avversione al lavoro e dato all’uomo il dominio sulla terra; che ha posto fine alla vita migratoria delle nazioni; che ha generato l’amore per il proprio paese e la cura per la posterità»: quando all’inizio dell’Ottocento il filosofo inglese Jeremy Bentham scriveva queste parole, non faceva altro che esprimere la generale riverenza verso la proprietà della società del suo tempo. Continue reading

26Ago/15

Il funerale dei morti di invidia

Onnis1

di Nicola Onnis

Il funerale romano cafone dei giorni scorsi con relativo festival di critiche e indignazione hanno fatto riaffiorare in me alcune vecchie riflessioni. In Italia il sistema ha ormai nettamente virato verso il socialismo reale con tuto il suo corredo di economia monopolistica di stato abilmente mischiata ad una economia fintamente privata, ma fatta piuttosto di rapporti stretti con lo stato stesso, fino ad assumere connotati oligarchici. Continue reading

23Lug/15

Frédéric Bastiat

204 Bastiat

“Che cosa è la Libertà, è la somma di tutte le nostre libertà. Di essere liberi, soggetti alla nostra responsabilità, nel pensiero, nell’azione, liberi di scrivere, lavorare e scambiare. Di insegnare e apprendere. Questo solo è essere liberi”

(Frédéric Bastiat, economista e scrittore francese, filosofo politico liberale, 30 giugno 1801 – 24 dicembre 1850)

 

17Mar/15

I LIBRI DI GUGLIELMO

banner

Guglielmo Piombini, nostro associato, proprietario della Libreria del Ponte di Bologna, esperto di editoria liberale e intellettuale di punta della nostra associazione con alle spalle la pubblicazione di diversi libri sia personali che in collaborazione con importanti autori e studiosi liberali italiani, ci introduce alle novità più interessanti del momento per quanto riguarda l’editoria liberale. Continue reading