All posts by Bolzan Roberto

28Nov/16

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Snowden” di Oliver Stone (2016)

locandinapg3di Roberto Bolzan

 

Abbiamo già scritto di Oliver Stone, a proposito di un film sperimentale e pazzesco, geniale e straordinario, Assassini nati.

Dieci anni dopo lo stesso regista, la stessa persona, ha prodotto un film sul comandante che ieri ci ha lasciati (senza che ci dispiacesse, se è consentita una nota personale). E’ da ricordare che l’intervista a Fidel Castro viene ritirata dal produttore HBO poco dopo l’uscita in seguito all’esecuzione a Cuba di tre dirottatori (leggasi gente che provava a scappare dal regime) e l’arresto di 70 dissidenti, evidentemente giudicando insostenibile la propaganda alla dittatura castrista.
Questo per dire che conosciamo le idee bislacche del regista, ma non abbiamo paura di nulla e ne parliamo ugualmente, senza remore. D’altronde egli si definisce anarchico e la cosa di per sé c’interessa. Abbiamo infatti molti amici che fanno la stessa confusione e pensiamo che una ventata d’aria fredda debba prima o poi arrivare a rimettere in ordine le idee; ma oggi non è così e quindi non trascuriamo nulla di quel che ci arriva di utile per le nostre riflessioni.

Il 5 giugno 2013 il Guardian rivela un ordine segreto del Fisa che dimostra che il governo degli Stati Uniti ha imposto a Verizon di trasferire alla National Security Agency (Nsa) i dati relativi a milioni di telefonate.
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20Nov/16

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “V per Vendetta” di James McTeigue (2005)

di Roberto Bolzan1

Ci capita di tanto in tanto di vedere dei film sovversivi e, da quando siamo titolari di questa rubrica, dedichiamo una cura particolare a quelli che non si può non avere visto.
Diamo  un’occhiata quindi a questo mito.

Derivata dall’omonimo fumetto (grafic novel in italiano moderno) del 1988, V per Vendetta ha ottenuto un successo mondiale nel 2005, quando la maschera di Guy Fawkes (il ribelle impiccato per la fallita congiura delle polveri del 1605) è diventata nell’immaginario comune simbolo della rivoluzione.
V per Vendetta è stato visto da molti gruppi politici come un’allegoria dell’oppressione da parte dei governi: libertari e anarchici hanno utilizzato la maschera di V per promuovere le loro convinzioni. Per ultimo, Anonymous, che dal 2008 utilizza il volto di Guy Fawkes come simbolo identificativo.

La storia è ambientata a Londra, in un futuro alternativo in cui il potere è nelle mani di un governo totalitario. In quest’ambiente si muove il protagonista, V, un enigmatico personaggio mascherato in cui il desiderio di libertà si fonde con uno spiccato spirito anarchico: carismatico e spietato, straordinariamente esperto nell’arte del combattimento e dell’inganno, V provoca una serie di atti terroristici cercando di esortare i suoi concittadini a ribellarsi alla tirannia e all’oppressione. Continue reading

14Nov/16

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Assassini nati (Natural Born Killers)” di Oliver Stone (1994)

di Roberto Bolzan juliette-in-natural-born-killers-juliette-lewis-13887148-853-480

Si passa un pomeriggio di malinconia ad ascoltare i brani di un grande che ci ha lasciati e viene in mente un film che deve alla sua musica un contributo incancellabile. Un film nel quale musica e immagini si mescolano strettamente e non possono essere separati.
Le danze si aprono con Waiting for the Miracle di Leonard Cohen, appunto, e qualunque cosa scorra sotto le note di Cohen diventa immediatamente calda, erotica, affascinante e intrigante.

Parliamo di un film onirico e delirante, ingiustamente dimenticato eppure memorabile, straordinario, estremo.

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06Nov/16

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “I guerrieri della palude silenziosa (Southern comfort)” di Walter Hill (1981)

di Roberto Bolzanaa

In un romanzo di Stephen King un ragazzo percorre un’America sotterranea per recuperare il talismano che serve per guarire la madre malata di cancro. Nel Talismano il mondo sotterraneo è separato da un cielo di vetro dal mondo che conosciamo ed è allusivamente francofono. L’infero si irradia dall’Acadia degli ugonotti ed a noi è sempre piaciuto pensarlo con degli hot spot sparsi nel continente, dove il male antico si manifesta ancora, più vicino ai riti Micmac o Seminole che al nostro mondo.

Spiace tornare su autori già celebrati, ma non troviamo altro di interessante in questa vigilia di elezioni americane per parlare sempre di America ma in un altro modo che di una competizione triste e squalificata. O forse ci sbagliamo e non è triste e squalificata ma vitale in modo inaspettato; chi può sapere di questi corsi sotterranei, chi può sapere come l’antico sapere si può manifestare ai nostri occhi miopi?
Southern comfort narra di questo, senza perdersi in chiacchiere.

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30Ott/16

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “La notte dei morti viventi” di George A. Romero (1968)

di Roberto Bolzanlocandinapg1

Borges considerava la grandezza di Edgar Allan Poe osservando che era dovuta interamente a lui la creazione del genere poliziesco. A pochi scrittori è dato questo riconoscimento, che dev’essere considerato come il più grande che possa toccare ad un artista: quello di creare dal nulla un genere nuovo.

Il cinema è un’arte giovane e all’inizio quasi ogni opera è capostipite di un filone narrativo; a pochi altri iniziatori, pur tuttavia, è toccata la gloria che ha toccato George Romero che, quasi per gioco, con un gruppo di amici e pochi soldi, nell’estate del 1968 ha dato vita alla saga degli zombie con La notte dei morti viventi.

La storia è un classico: una strada di campagna, una grigia domenica pomeriggio, un’automobile che arriva in un cimitero. Barbara e suo fratello Johnny sono in visita alla tomba del padre quando improvvisamente vengono attaccati da una strano uomo che si muove lentamente e in maniera impacciata, ma che agguanta Johnny e lo uccide. Barbara riesce invece a fuggire e giunge a una casa isolata, dove trova rifugio.
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22Ott/16

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “The young Pope”di Paolo Sorrentino (2016). Serie TV

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di Roberto Bolzan

 

 

Abbiamo appena lodato il film Oscar di Sorrentino e non ci siamo mai occupati di serial tv, roba da giovinastri, ma l’Occhio è sempre sul pezzo e non perde un colpo. Ci siamo quindi, per dovere, visto l’inizio del serial e lo raccontiamo in presa diretta. Se sbagliamo è per la fretta, ma la cronaca ha le sue esigenze. Le prossime puntate ci diranno se ci abbiamo preso.

Lenny Belardo è un cardinale giovane, mite e dallo scarso peso politico. Continue reading

16Ott/16

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino (2013)

di Roberto Bolzanhqdefault

 

Più di tutti detestiamo i film che citano per nobilitarsi, ed ecco che per dovere ci tocca vedere un film che inizia citando Celine, forse non capendo quanto incauto sia citare l’autore che forse più di tutti è la lingua moderna, ma francese, e il viaggio entro l’uomo notturno. Scrittore irriducibile al cinema.
Ma siamo grati al Dito che ci costringe anche a vedere cose che altrimenti declineremmo senza dubbio e ci dà l’occasione per esercizi intellettuali inconsueti ma interessanti.
Lasciamo stare Celine, quindi, ed anche le menosissime citazioni sparse sistematicamente nel corso del lungo tour de force con la Roma stereotipata narrata nelle due ore e mezza, tanto dura la versione originale.

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