SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wertmüller (1974)

di Roberto Bolzan

Il cinema italiano riserva una grande quantità di film interessantissimi, basta andare abbastanza indietro nel tempo. Bene ha fatto quindi il ministro a pretendere che si veda cinema italiano.

Tra le cose che non possiamo dimenticare c’è la stagione nella quale comparivano al cinema titoli lunghissimi, con i quali divenne famosa Lina Wertmüller, italianissima a dispetto del cognome tedesco.

Siamo in agosto, quindi, nell’agosto del 1974. Raffaella Pavoni Lanzetti, moglie di un ricchissimo industriale milanese, con alcuni amici si sta godendo una crociera al largo della Sardegna su di una lussuosa barca. Prepotente, snob e piena di sè, il suo atteggiamento e le sue conversazioni offendono continuamente la ciurma proletaria in cui a schiumare di rabbia repressa c’è un certo Gennarino Carunchio, siciliano, comunista, caratteraccio.
Usciti soli su di un gommone, a causa di un guasto al motore, Raffaella e Gennarino finiscono su di un’isola deserta. La disperata situazione offre al maschio proletario il destro per capovolgere la situazione e vendicare secoli di angherie, schiavizzando l’altezzosa industriale che, passando dalla rabbia alla paura all’incanto, cade persino nell’amore.
Il ritorno al continente ristabilisce le distanze: Raffaella viene fagocitata (con qualche sterile rimpianto) dal sistema; Gennarino tornerà a portare la valigia alla corpulenta madre dei suoi figli.

Il film ha reso immortale una delle coppie più dotate del cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta, il duo Giancarlo Giannini-Mariangela Melato, e ha avuto un grandissimo successo in Italia e all’estero.

Ma inutile perdere tanto tempo nell’analisi. Andiamo subito ai dialoghi, che ci portano nell’atmosfera del film

– Oh amore…il primo, è vero sai: avresti dovuto essere tu il primo.
– Il primo? Si chiama “primo” uno che poi dopo ci sta il secondo eh!
– Il primo e l’unico…voglio dire che mi dispiace non esser vergine, perché dovevi essere tu ad aprirmi, a mettermi il tuo marchio…amore, ti prego…sodomizzami…sodomizzami…ti prego amore…sodomizzami!
– Mmmhh…nun lo so…nun me va!
– Sì ti prego amore, tu sei il mio primo vero uomo…sodomizzami!
– Senti un po’, brutta fitusa borghese carugnona: ma tu lo fai apposta per farmi sentire ignorante con ‘ste parole difficili! Ma questa cosa che porcheria è, che nun te capisco? ! Che caspita sarebbe?
– Scusa amore…
– Ma scusa ‘na cippa de minchia, che maniera de parlare! Sissignore, io sono ignorante e me ne vanto!
– Te lo giuro amore, te l’ho detto così perché è una cosa difficile da dire.
– Ma poi io ‘ste porcherie vostre non le conosco…che è ‘sta cosa: sotorizzami, sotorazzami…checché è?!?!

Viva il cinema italiano.

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