SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Woman in gold” di Simon Curtis

di Roberto Bolzan

La vicenda è straordinaria e raccontata con semplicità ed efficacia.

È la vera storia di Maria Altman, nata viennese nel 1916 e morta nel 2011 negli Stati Uniti, di cui era diventata cittadina nel 1945 dopo esservi emigrata in seguito alle persecuzioni razziali naziste. Il resto della sua famiglia rimane in Austria e viene disperso e sterminato dai nazisti.

Negli anni ’90 la signora Altman, interpretata dalla splendida Helenn Mirren, decide di fare causa al governo austriaco per recuperare la proprietà di un dipinto che le appartiene. Si tratta del celeberrimo Ritratto di Adele Bloch-Bauer, olio ed oro su tela che ritrae la zia della protagonista su commissione del marito, l’importante industriale Ferdinand Bloch-Bauer. (altro…)

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SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Uno, due, tre” di Billy Wilder

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di Roberto Bolzan

Billy Wilder conduce un incredibile James Cagney con tempismo perfetto e un ritmo strepitoso in una storia per molti versi sorprendente. Il film ci riporta ai tempi cupi della guerra fredda, al checkpoint Charlie in una Berlino che proprio nei giorni delle riprese, per un bizzarro scherzo del destino, viene divisa in due dal muro.

Questi due brani danno l’idea di che cosa stiamo presentando:
James Cagney, come ti trasformo un comunista!
Il capitalismo è come un pesce morto al chiaro di luna… (altro…)

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SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Race – Il colore della vittoria” di Stephen Hopkins

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di Roberto Bolzan

Jesse Owens vinse quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936. Il Fürer si rifiutò di stingergli la mano perché era nero. Questa è la storia che tutti conoscono.

L’inizio è interessante, con un grande uso di primi piani ravvicinati che  promettono bene.

Siamo alle soglie della Seconda Guerra Mondiale.  La federazione olimpica americana discute sulla partecipazione alle olimpiadi a causa delle restrizioni che la Germania di Hitler vuole imporre sulla partecipazione di atleti ebrei e di colore. Avery Brundage (Jeremy Irons) ha il ruolo di mediatore ed ottiene il benestare da Göbbels in cambio della partecipazione degli Stati Uniti ai giochi. Questa è favorita da una tangente mascherata da consulenza che permetterà in seguito il ricatto nei confronti della federazione stessa, che obbligherà gli atleti ebrei a non correre la staffetta. Owens la correrà e con questa otterrà la quarta medaglia d’oro ed il record mondiale di medaglie vinte in un olimpiade, che rimarrà suo per decenni.

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SCIACK!!! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Brazil” di Terry Gilliam

Brazil

di Roberto Bolzan

De Niro, tutto intabarrato ed irriconoscibile con un paio di folti baffi, entra nella casa del protagonista per riparargli illegalmente l’impianto di riscaldamento centralizzato. Non vuole essere pagato perché la sua è una missione, quella di libero professionista sovversivo, esercitata contro una società completamente burocratizzata e asservita al controllo totale di una casta di tecnocrati. Morirà, alla fine, inglobato in un mostruoso turbine di moduli che gli appiccicheranno addosso fino ad annichilirlo. (altro…)

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