SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “The nice guys” di Shane Black (2016)

di Roberto Bolzanv1.bTsxMTczNDYzMTtqOzE3MDEwOzEyMDA7NDA1MDs2MDAw

 

Non tutto è male al Festival di Cannes e quest’anno, tra fallimenti d’autore che non abbiamo ancora visto (e speriamo di essere impegnati in altro) come “The Neon Demon” di Nicolas Winding Refn, “Julieta” di Pedro Almodovar, “Personal Shopper” di Olivier Assayas, si trovano anche film che si vedono volentieri all’arena all’aperto in queste serate calde.

I film demenziali e le parodie sono a rischio e non sempre piacciono (come al cuore, non si comanda al cinema). Evitate quindi di portarci una fiamma nuova. Oppure, portatecela e fate il test, che in questo caso specifico non potrà sbagliare.

La vicenda è assai complicata e vi ci perderete in fretta. Misty Mountains, una pornostar, muore in un incidente poco chiaro. La zia assume un investigatore perché continua a vederla in giro e sospetta non sia morta. L’investigatore Holland March (Ryan Gosling) segue Amelia che pensa possa avere notizie della scomparsa. Amelia assolda il picchiatore Jackson Healy (Russel Crowe) per non essere rintracciata. Jackson rompe un braccio a Holland. Poi, capendo che Amelia è in pericolo, Jackson assolda Holland per trovarla a sua volta. Holly, la figlia 13enne di Holland assiste il padre, pur disapprovando i suoi metodi confusionari e pasticcioni.
Da qui in poi i due, un disperato che per pochi soldi prende a pugni chiunque e un detective privato con figlia tredicenne molto più sveglia di lui, girano sempre insieme.
I due scoprono che Amelia stava lavorando con Misty ad un porno; allora si imbucano a una festa ma il finanziatore del film è morto. Holly viene catturata dai gangster, giunti alla festa in cerca di Amelia. Dopo un’indagine i due vengono assunti dalla madre di Amelia, Judith Kutner (Kim Basinger), pezzo grosso del Dipartimento di giustizia per mettere in salvo la figlia.
Ben presto tra un omicidio e l’altro si scopre che Amelia è ricercata da un organizzazione di case automobilistiche di Detroit che vuole sopprimere un convertitore catalitico dannoso per gli affari. Il film rivelava le loro magagne tra un sospiro e l’altro.
Alla fine muoiono tutti, tranne ovviamente  Jackson e Holland che decidono di continuare a lavorare insieme come investigatori privati, chiamando la loro agenzia “The Nice Guys”. Nel processo tutti i responsabili vengono assolti ed i due amici hanno il loro daffare per salvarsi dalle false accuse delle case automobilistiche.
Tra feste in piscina, droghe, investigatori ottusi, rapimenti, tirapugni, cravatte vistose, completi, fulmini sperimentali e auto d’epoca, il film ripassa allegramente gli anni ’70 senza troppo rigore filologico e senza rispetto per la storia. Non mi ricordo infatti che all’epoca ai parlasse già di marmitte catalitiche.

 

 

 

 

 

 

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