“Chernobyl” di Johan Renck (2019) – serie televisiva

E con questo entriamo anche noi nel mondo delle serie televisive, noi che avevamo resistito alle telenovelas e a Game of Thrones. Ma a questo resistere è impossibile.

Il fatto è che le sciagure sono irresistibili e questa lo fu veramente, un brivido di terrore che percorse l’Europa in un tiepido aprile del 1986. Nei giorni seguenti fummo tutti con il fiato sospeso in attesa di istruzioni, indecisi se prendere la pillola di iodio, non si mangiava insalata e si andava con il contatore geiger dal macellaio.
Sembra facile, adesso, ma allora si sapeva poco o nulla di quel che stava succedendo, della sindrome cinese che si temeva si parlava poco per precauzione ma la paura era tanta. Paura vera, quella che non lascia scampo.

Era come leggere Musil, come leggere L’uomo senza qualità:
“Nelle ore successive al disastro insistevano sull’area due zone ad alta pressione, una a forma di cuneo sull’Europa Centrale e una sul Mediterraneo.[15] Sabato 26 e domenica 27 aprile il vento soffiava verso nord, investendo la Bielorussia e le tre repubbliche baltiche, per girare poi verso nord-ovest il lunedì successivo, su Svezia e Finlandia, e infine verso ovest, su Polonia, Germania settentrionale, Danimarca, Paesi Bassi, Mare del Nord e Regno Unito.
Da martedì 29 aprile a venerdì 2 maggio un’area depressionaria sul Mediterraneo si spostò a sud, richiamando un flusso d’aria da nord-est su Cecoslovacchia, Ungheria, Jugoslavia, Austria e Italia settentrionale, scivolando poi in parte sull’arco alpino, investendo Svizzera, Francia sud-orientale e Germania meridionale, e in parte sull’arco appenninico, investendo l’Italia centrale. Da domenica 4 a martedì 6 maggio, il vento girò verso sud, investendo di nuovo Ucraina, Russia meridionale, Romania, Moldavia, Penisola balcanica, fino alla Grecia e alla Turchia.”

Il telefilm non parla di questo, è tutto interno al sistema sovietico. Ambienta, in uno squallore che prende ogni cosa, le storie parallele delle persone che quella notte ebbero a che fare con il mostro scatenato da una manovra sbagliata per insipienza criminale. Chiunque abbia visitato l’universo parallelo oltre cortina ne ha potuto conservare delle immagini in bianco e nero e quel sapore di polverosa miseria che si depositava su case, automobili, negozi, mobili, abiti e sulla persone stesse, quello che immediatamente, fin dalle prime immagini della serie, prende la gola. Squallore sovietico.

L’altra cosa, che s’intuisce più che vedersi, a cui siamo solo in parte abituati: la bugia sistematica, un intero sistema che si regge sulla bugia e sulla paura. Persone mandate a morire senza alcun rispetto, che non si ribellano nemmeno quando intuiscono la gravità della situazione, anche loro personale. La potenza della paura, il potere della menzogna.

Sono passati più di 30 anni da allora. L’impero sovietico si è dissolto, non così il sistema che ancor oggi conserva gli antichi vizi.  Ci aspettiamo la replica di Sputnik, che certo non può sopportare che l’uomo russo sia così denigrato. Accettiamo oggi quel che allora combattevamo.

Forse richiamare quel regno della menzogna può essere utile, per non ricascarci.

Su Sky canali 100 e 111, 5 puntata a partire dal 10 giugno.

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