SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman (1975)

di Roberto Bolzan

Nel 1975 esce questo film incredibile, che è da ricordare in questi giorni per la scomparsa di Miloš Forman.

In un ospedale psichiatrico tutto ordine e pulizia arriva un giorno il giovane Randle P. McMurphy, che, condannato per reati di violenza, spera, spacciandosi per matto, di sottrarsi al carcere: ai medici il compito di scoprire se sia o meno un simulatore.
La sua comparsa, intanto, porta lo scompiglio in quel chiuso ambiente di repressione mascherata, di intransigente disciplina imposta e mantenuta da una ferrea capo-infermiera, la signorina Ratched. L’allegro McMurphy volge in burla le sedute psicanalitiche di gruppo, si improvvisa radiocronista di immaginarie partite di baseball, organizza una “scappatella” in barca coi suoi compagni, impianta una squadra di basket. Più i ricoverati, però, gli stringono fiduciosi intorno, contagiati dal suo spirito di disubbidienza, più la Ratched stringe la vite del sistema repressivo.
Il finale è drammatico ed il film termina con un vero e proprio inno alla fuga ed alla libertà stupendamente musicato da Jack Nitzsche.

Miloš Forman dirige senza fronzoli, con realismo e trasportando quasi fisicamente lo spettatore all’interno del manicomio.
Qualcuno volò sul nido del cuculo non avrebbe oggi il successo che si è portato dietro dal 1975 se non fosse per due elementi vincenti: gli attori e la recitazione.
Accompagna i due attori protagonisti, Jack NicholsonLouise Fletcher, un cast straordinario comporto da Christopher Lloyd, Danny DeVito, Vincent Schiavelli, Brad Dourif e Will Sampson, attori alle prime esperienze, che in seguito diventeranno volti celebri del cinema internazionale.

Jack Nicholson è nella prova forse migliore della sua carriera: improvvisa situazioni che coinvolgono gli altri attori in scene ironiche e vivissime. Louise Fletcher è una caposala rigida ed inflessibile, non una macchietta che sarebbe potuta essere se fosse stata dipinta come una donna perfida e spietata: per questo il suo operato è ancora più terribile negli esiti ed umanissimo nella rappresentazione, cruda ma realistica.

Film di ribellione e di denuncia, teso alla libertà, coraggioso, di un esule ceco orfano di genitori scomparsi nei campi di sterminio, eterno ed indimenticabile.

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