SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese (2016)

noi-perfetti-sconosciutidi Roberto Bolzan

 

Un thriller. Uno dei film più tesi e drammatici che si siano visti negli ultimi tempi.

Credetemi.

23 settembre 2015. Eclissi di luna. Eva e Rocco invitano a cena a casa i loro amici: Cosimo e Bianca, Lele e Carlotta, e Peppe. I padroni di casa sono ormai da tempo in crisi, situazione cui contribuisce anche il rapporto conflittuale con la figlia adolescente, la seconda coppia è invece formata da novelli sposi, i terzi hanno anche loro i propri problemi, mentre l’ultimo, dopo il divorzio, non riesce a trovare né un lavoro né una compagna stabile.
Durante la cena Eva propone a tutti di mettere sul tavolo il proprio cellulare e di rivelare ai presenti il contenuto di tutte le comunicazioni che riceveranno nel corso della serata.  Si dice convinta che tante coppie si lascerebbero se ogni rispettivo partner controllasse il contenuto del cellulare dell’altro. Anche se con qualche tentennamento tutti accettano, ma quello che doveva essere un gioco si trasforma ben presto nell’occasione per rivelare tutti i segreti dei commensali.
Si scopre così che ….

E’ un film di scrittura, tutto concentrato sui dialoghi, di scrittura crudele, precisa e disincantata, con il coraggio di lasciare appese le linee narrative senza compulsione a chiudere ogni scena. Bene. I tipi umani sono riconoscibili e veri.
Il copione lavora bene sugli incastri e sugli snodi narrativi, solidi e credibili seppur complicati, l’intreccio funziona e scorre fluido così come il campo/controcampo, un po’ elementare se vogliamo ma non fastidioso.
Gli attori non bisbigliano, non sono intensi, e già questo, se mi credete, è notevole.

Forse la retorica dell’eclissi è sdolcinata e l’ambientazione un po’ patinata (mai il cinema italiano avrà protagonisti che non siano architetti, medici ed ingegneri, mai uscirà dal tinello medio-borghese, ma questa è un’altra storia), forse le musiche intervengono troppo a smussare e addolcire i confronti più duri (mai il cinema italiano prenderà così tanto coraggio, ma anche questa è un’altra storia), ma il film tiene in sospeso fino alla fine mettendo a dura prova le nostre arterie. Bene, bene, bene.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Chiudi il menu
×
×

Carrello