30 DICEMBRE 2010: IL BRASILE NEGA L’ESTRADIZIONE DI CESARE BATTISTI

Cesare Battisti (nella foto) ha presentato oggi nella città di Fortaleza un libro sul periodo trascorso in prigione in Brasilia, occasione nella quale ha ribadito la richiesta di un'amnistia all'Italia, facendo "un appello al popolo e ai politici italiani in buona fede, affinché sia posta una pietra sul passato". La presentazione del volume 'Ai piedi del muro' è avvenuta nella sede di un sindacato di docenti a Fortaleza (nordest), la città da dove Battisti è entrato nel paese nel 2004. "Anni fa, Francesco Cossiga disse che 'la guerra era finita', e quando ciò succede i prigionieri possono tornare a casa", ha sottolineato l'ex militante dei Proletari armati per il comunismo, condannato in Italia per quattro omicidi. "Ci vuole un'amnistia", ha aggiunto, ricordando che "altri paesi, tra i quali la Francia, lo hanno fatto".ANSA/Deivyson Fernandes

Il Brasile nega l’estradizione del terrorista italiano Cesare Battisti, ex-appartenente ai proletari armati per il comunismo, condannato in contumacia per 4 omicidi avvenuti durante gli “anni di piombo”. Vergognosa la decisione del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula che lascia impunito un uomo che ha un’infinita scia di sangue alle spalle. Battisti, vile e sanguinario assassino, è sempre fuggito di fronte alle sue responsabilità e non si è mai pentito dei suoi crimini. È triste constatare come abbia potuto godere di una rete di protezione, un vero e proprio “soccorso rosso” che gli ha permesso di trovare appoggi, finanziamenti e connivenze prima in Francia, poi in Messico e infine in Brasile, dove tuttora vive liberamente. Ecco alcuni stralci di un articolo apparso su www.ilpost.it il 30 dicembre 2010 che ricostruisce la vicenda-Battisti più nel dettaglio. (altro…)

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29 DICEMBRE 1170: THOMAS BECKET PUGNALATO A MORTE A CANTERBURY

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Nato a Londra verso il 1117 e ordinato arcidiacono e collaboratore dell’arcivescovo di Canterbury, Teobaldo, Tommaso fu nominato cancelliere da Enrico II, con il quale fu sempre in rapporto di amicizia. Teobaldo morì nel 1161 ed Enrico II, grazie al privilegio accordatogli dal papa, poté scegliere Tommaso come successore alla sede primaziale di Canterbury. (altro…)

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25 DICEMBRE 336: PRIMA CELEBRAZIONE DEL NATALE CRISTIANO

 

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Nel 336 d.C. abbiamo la prima attestazione della celebrazione del giorno del Natale di Gesù al 25 dicembre in coincidenza con il giorno festivo del calendario romano dedicato al dies natalis del Sol invictus. Era ed è il solstizio d’inverno, il momento nel quale le giornate, dopo un giorno di assoluta eguaglianza tra luce e buio, riprendono ad allungarsi e la luce – e, con il suo calore, la vita – lentamente riprende vigore. (altro…)

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SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Il segreto dei suoi occhi” di Juan José Campanella (2009)

di Roberto Bolzanstasera-in-tv-il-segreto-dei-suoi-occhi-su-rai-3-7-620x350

Non dispiacerà, in questo posto frequentato da liberali, richiamare Jorge Luis Borges, argentino di Buenos Aires, eppure inglese di formazione e legato da amore speciale per la letteratura americana. C’è un rapporto speciale tra quella città e l’America anglosassone e noi, che pur non ci siamo mai stati, lo vediamo in tante cose.
E quando troviamo fortunosamente, perché un amico ce lo presta, un film che ci rimanda alla scuola hard-boiled, intimamente hard-boled al di là presumibilmente delle sue intenzioni, non uno scimmiottantamento superficiale intendo, allora godiamo come ricci.
Non è posto qui per parlare  di letteratura: ma leggete i romanzi di Spillane e capite cosa intendo: c’è più liberalismo in Mike Hammer che in tutta la produzione di Luigi Einaudi.

La storia: Giugno 1974. Una bella ragazza uccisa brutalmente nella sua camera da letto. Benjamin Esposito (Ricardo Darín) aveva indagato insieme al suo assistente alcolizzato Pablo Sandoval (Guillermo Francella), e l’affascinante e bella cancelliere Irene Menendez-Hastings (Soledad Villamil) per venirne finalmente a capo, individuando rocambolescamente Isidoro Gómez (Javier Godino).
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24 DICEMBRE 1223: PRIMO PRESEPE VIVENTE

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Un bue, un asinello e un bambino di terracotta. In quella notte di dicembre del 1223 nasce il primo presepe in ricordo della nascita di Gesù a Betlemme. Autore della commovente rappresentazione fu San Francesco dìAssisi che a Greccio, in provincia di Rieti, fa rivivere la Natività. San Francesco d’Assisi si recò a Greccio per la prima volta intorno al 1209. In quegli anni la popolazione del piccolo paesino arroccato a circa 800 metri s.l.m era esposta a un grave flagello: la zona era infatti infestata da lupi così crudeli che divoravano anche le persone. Francesco si costruì una capanna sul Monte Lacerone dove adesso sorge una cappella commemorativa. Gli abitanti di Greccio si affezionarono a Francesco e lo implorarono affinché non lasciasse mai quei luoghi e si fermasse sempre con loro. Nell’autunno del 1223 Francesco si trovava a Roma in attesa dell’approvazione della Regola definitiva scritta per i suoi frati che aveva presentato al Pontefice Onorio III. Francesco, durante una udienza pontificia, chiese al Papa il permesso di poter rappresentare la Natività. E così fu. Dopo un viaggio in Palestina, Francesco, era rimasto infatti molto impressionato e aveva conservato una speciale predilezione per il Natale: Greccio, come dichiarò lui stesso, gli ricordava emotivamente Betlemme. Oggi, a 2 chilometri dal borgo di Greccio, arroccato sulla roccia di un costone, si erge uno e monumenti più importanti della storia del francescanesimo: il Santuario del Presepe (nella foto), il luogo nel quale San Francesco, la notte del 24 dicembre 1223, rappresentò con personaggi viventi la Natività. Il complesso di costruzioni risale agli anni in cui vi dimorò San Francesco. Dopo aver percorso una lunga scalinata si arriva alla Chiesa di San Luca, cuore e centro del luogo santo. Nella grotta in cui fu realizzato l’evento infatti fu costruita una cappella e sul masso che servì da mangiatoia un piccolo altare. Sul fondo della cappella i visitatori e i fedeli potranno ammirare un affresco di scuola giottesca attribuito al Maestro di Narni: l’opera rappresenta a destra la Natività di Betlemme e, a sinistra, il Presepe di Greccio e risale al 1409. Percorrendo uno stretto corridoio si raggiungono poi i luoghi abitati dal Santo e dai primi frati: il refettorio, ad esempio, dove si vedono ancora un piccolo lavatoio, una parte del primitivo pavimento e un caminetto restaurato. Vicino all’apertura che porta al dormitorio sono ancora visibili le tracce di due affreschi del XVI secolo. Alla fine del lungo corridoio dove si affacciano le cellette dei monaci si arriva a quella dove dormiva San Francesco. All’esterno del santuario si trova la cella solitaria di San Francesco e la grotta dove visse per 32 anni il Beato Giovanni da Parma, settimo Ministro Generale dell’Ordine dei Francescani. Nel piazzale adagiata con un fianco alla roccia si trova la chiesa moderna costruita agli inizi degli anni Sessanta e dedicata a San Francesco e alla Vergine Immacolata. All’interno due presepi, uno ligneo e uno in terracotta. Nel ballatoio c’è invece una mostra permanente di presepi. Oltre ad essere la città dei presepi a Greccio si svolge ogni anno a Natale la rievocazione storica del Presepe di San Francesco. L’evento vede la partecipazione di personaggi in costumi medievali ed è realizzata in sei quadri viventi. (altro…)

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