Stato investitore ? No, grazie.

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Di Danilo Perini

E’ da diverse settimane che volevo scrivere due righe sulle mirabolanti operazioni finanziarie di Cassa depositi e prestiti coi nostri soldi. Per la precisione dall’inizio dello scorso febbraio, quando ho letto sulla mia rassegna stampa professionale della leggera minusvalenza ottenuta dall’acquisto (non proprio a buon mercato…) di azioni Saipem da parte di Cdp tramite il Fondo Strategico Italiano (che dal 31 marzo 2016 si chiama CDP Equity Spa, che l’inglese fa figo).

Poi l’intenso periodo di lavoro mi ha assorbito e ho procrastinato di giorno in giorno fino a quando, controllando l’andamento degli indici di borsa sulla App del mio smartphone, mi è capitata sottomano quest’altra notizia: “Cdp, Fitch: rischi su utili se prezzo greggio resta basso”. Scorrendo l’articoletto mi salta all’occhio questo bel passaggio: “Cassa depositi e prestiti rischia di vedere ulteriormente indebolita la propria redditività se i prezzi del petrolio non risaliranno dagli attuali livelli, mettendo pressione sui dividendi Eni. […] L’importanza strategica di Cdp nelle politiche di sviluppo e nella garanzia del risparmio postale, infatti, secondo l’agenzia, implica un’alta probabilità di un supporto straordinario del governo, se dovesse rivelarsi necessario.”

Evviva, altri soldi che se ne andranno!

Cdp-Saipem

Ecco i numeri dell’operazione (fonte Radiocor): per rilevare il 12,5% di Saipem da Eni, Cassa depositi e prestiti ha speso nel novembre dello scorso anno 463,2 milioni ad un prezzo di circa 8,40 euro per azione. Poi, in seguito all’aumento di capitale, Saipem è stata bersagliata dalle vendite toccando un minimo di 0,3014 euro il 12 febbraio scorso. Mentre scrivo il titolo vale di più: ben 0,3084 euro. Ad oggi quindi la minusvalenza teorica di Cdp è quasi pari all’importo investito: 446 milioni. Un ottimo affare dello Stato investitore, che ha anche il coraggio negli ultimi tempi di riempirsi la bocca della necessità di aumentare l’educazione finanziaria dei risparmiatori! Io sono d’accordo ma se l’esempio è questo, forse è il caso di lasciare il compito a qualcun altro!

Cdp acquista rottami

Teoricamente Cdp dovrebbe rilevare solo aziende sane e invece interviene quando alcuni rottami industriali italiani sono definitivamente scassati e non sono più appetibili per nessuno.

Questa è una ulteriore conferma dello spreco continuo dei nostri soldi (non li chiamo soldi pubblici perché condivido in pieno la celeberrima frase di Maggie Tatcher “non esistono soldi pubblici, esistono solo quelli che lo Stato ci prende”), oltre che un ennesimo fallimento dello Stato investitore e delle “politiche industriali nazionali” che tanti invocano (ma davero davero c’è qualcuno che gode nel vedere il proprio sudato denaro buttato al vento in questo modo??).

Si pone poi anche un altro problema, sul quale per deformazione professionale sono molto sensibile:  sulla scia del bail-in e del salvataggio delle 4 banche nell’autunno scorso, molti risparmiatori preoccupati sono scappati dalle banche per mettere i soldi alle Poste. Poste Italiane raccoglie denaro e poi lo gira a Cassa depositi e prestiti. E in cosa li investe questi soldi Cdp per garantire “senza rischi” i possessori di Buoni Fruttiferi Postali?

Saipem è solo uno degli arguti investimenti, poi ci sono le aziende legate al settore energetico alle quali fa riferimento l’agenzia di rating Fitch e tante altre belle cose.

A questo link potete vedere tutte le sue partecipazioni: http://www.cdp.it/static/upload/par/partecipazioni-cdp.pdf

Dunque diciamo NO allo Stato investitore e stiamo attenti a fare scelte oculate per i nostri investimenti, evitando di passare “inconsapevolmente” dalla padella alla brace!

 

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