SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Mars Attacks!” di Tim Burton (1996)

di Roberto Bolzanmars-attacks1

“Ho capito di aver creato con i miei film un club ideale per gli eterni ragazzi che amano i falliti, la libertà, i marziani e le donne che ti seguono con una valigia in mano….”

Siamo eterni ragazzi e abbiamo sempre amato Tim Burton e lui ci ha ricambiato sempre con altrettanto slancio, senza chiederci nulla in cambio. Amiamo il fumetto, il cinema di serie B, il trash, il punk e il pop in tutte le sue forme: da lì veniamo e lì siamo a nostro agio.

Mars Attacks è un film tutto da godere, una commedia nera e macabra e una parodia del fumetti e dei racconti di fantascienza degli anno ’50, quelli con i marziani verdi che invadono la Terra.

In una fattoria due contadini sentono odore di barbecue che si rivela essere una mandria incenerita da un’astronave aliena. Di lì a poco migliaia di dischi volanti circondano la Terra.
All’incontro con le autorità terrestri i marziani atterrano di fronte alla folla, escono dall’astronave e fanno un breve discorso di pace ma, alla vista di una colomba liberata da un hippy, carbonizzano l’uccello e il comandante delle truppe, riducendoli in scheletri.
I marziani hanno intenzioni palesemente bellicose e si rivelano essere particolarmente infidi, sadici e violenti ma il presidente si fa convincere che ci sia stato un “fraintendimento culturale” e cerca di negoziare. Invitati al Congresso, compiono un’ulteriore strage. Per eliminare il presidente infiltrano una loro agente travestita da femme fatale nella Casa Bianca.
L’imperatore di Marte ordina l’invasione della Terra con dischi volanti e immense armature robotiche che seminano caos, morte e devastazione: sono distrutti il Big Ben, la Torre Eiffel, il Taj Mahal, la Piramide di Cheope, il Monumento a Washington, Las Vegas, l’Isola di Pasqua e le effigi dei presidenti del Monte Rushmore vengono riscolpite al laser in volti marziani.
Il presidente si convince della loro immensa crudeltà e dà  finalmente il via libera all’impiego dell’arsenale nucleare: viene lanciato così un potente missile atomico che gli alieni neutralizzano con un’esilarante controarma a trombetta.
Casualmente un ragazzo scopre il punto debole dei marziani: la frequenza tonale della musica country, che fa loro esplodere la testa. Utilizzando la canzone preferita della nonna, (Indian Love Call cantata da Slim Whitman) il cui suono viene irradiato ovunque, gli invasori vengono rapidamente e definitivamente annientati.

Meravigliose le sequenze nelle quali i marziani, con grandi altoparlanti, dichiarano “Veniamo in pace! Siamo amici!” nel mentre atomizzano tutto quel che capita loro a tiro. Poetica e commovente la scena nella quale le teste del giornalista famoso e della sua collega, rapiti e sottoposti a comici esperimenti biologici, rotolano scompostamente sul pavimento dell’astronave e si incontrano per un ultimo bacio innamorato prima di inabissarsi nell’oceano.

Il film ha un cast straordinario, con numerosi camei e apparizioni speciali: Jack Nicholson, Danny DeVito, Michael J. Fox, Tom Jones, Glenn Close, Pierce Brosnan, Sarah Jessica Parker, Natalie Portman ed è basato in gran parte su effetti speciali curati dalla Industrial Light & Magic.

“Veniamo in pace! Siamo amici!” e Zap! Zot! incenerisco tutto! L’arte dell’inganno, la bugia plateale. Non vi ricorda qualcosa?

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