Perché il total tax rate in realtà è più alto di quello calcolato

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Consolato italiano a L’Aia, ultimo piano in uno dei palazzi del world forum.
In sala d’aspetto siamo in 7 gli altri tutti giovanissimi, in Olanda è normale sentirsi uno dei pochi vecchietti in giro vista la enorme quantità di giovani,locali e stranieri, richiamati dalle opportunità di studio e lavoro.
Siamo arrivati presto e restiamo in attesa che aprano gli sportelli, io e mia moglie siamo seduti di lato e non riusciamo a vedere chi si stia posizionando dietro il vetro.
Si sente l’attivarsi di un altoparlante, parla una voce femminile con un accento romano colto (bellissimo) che i milanesi con i capelli grigi come me identificano automaticamente ed oramai erroneamente con l’accento del potere.
“Biglietto giallo” annuncia flemmaticamente la voce. …ci guardiamo persi tra gli astanti: tutti abbiamo in mano un bigliettino giallo con il numero stile salumiere, questo microcosmo italiano in nord Europa si è attivato da pochi secondi e già ci proietta nei bizantinismi della nostra amministrazione pubblica.
Ci accordiamo rapidamente con i ragazzi in coda, chi vive qua è civilizzato oltre la media italiana e non fatichiamo a stabilire il turno, noi siamo secondi.
I ragazzi prima di noi sono una coppia mista italo olandese e devono sistemare dei documenti per farsi venire a trovare dai parenti, ricevono dei moduli ed in pochi secondi si appartano a compilare.
“Biglietto giallo” declama nuovamente la voce in questo codice romanolandese che immagino significhi “il prossimo! Arrangiatevi plebe”, tocca noi.
Di là del vetro una signora elegante di mezza età, dietro a lei in ufficio una più anziana indaffarata a raccogliere e timbrare scartoffie.
Sto contando fino a mille da quel po’ , faccio del mio meglio per sfoderare un sorriso e della calma e spiego:
“Buongiorno, ho un problema urgente ed ho bisogno di aiuto per risolverlo, mia figlia è stata ammessa all’università qui a l’Aia ed ha già iniziato le lezioni, noi siamo qui per aiutarla a traslocare, abbiamo diverse pratiche burocratiche da espletare ma ci sono problemi con il documento di identità” , “è un classico” commenta la vecchia dietro le quinte.
“Nel nostro comune purtroppo si producono solo le CDI cartacee e qui ci hanno fatto notare che alla carta di identità di Joelle manca un timbro fondamentale quello a cavallo tra foto e documento e che rende evidente un tentativo di manipolazione (cambio foto), siccome tutti i controlli del documento sono automatici non c’è modo di negoziare con i funzionari e la carta viene respinta, di conseguenza l’avventura olandese dopo selezioni studi e progetti rischia di finire prima di cominciare, gli olandesi però mi dicono che sono fortunato perché a l’Aia c’è il mio consolato che certamente mi aiuterà ed eccomi qua”
Mrs bigliettino giallo mi guarda persa, ho già capito che tra lei ed il mio problema non ci sono solo il vetro dello sportello e dei suoi occhiali ma sedimentazioni di procedure borboniche, di bolle papali e pergamene, altari della patria e balli in maschera dell’ambasciatore, si volta persa verso la vecchia che ha già comiciato a scuotere automaticamente la testa come quei cani giocattolo che alcuni mettevano tanti anni fa sulla cappelliera delle automobili.
” lo sappiamo molti comuni non mettono quel timbro, una volta lo facevamo noi a chi serviva ( a chi serviva???) adesso non possiamo più perché non è un documento emesso da noi”, ” scusi ma non rappresentate lo stato italiano?” ” già ma quello lo ha fatto il comune, noi siamo l’ambasciata”.
Rapidamente contemplo le opzioni: urlare insulti e riempire di pugni il vetro, andare a sedermi per terra nell’atrio e dire mia moglie di chiamare la stampa che io non mi muovo fino all’arrivo dei carabinieri, poi penso a mia figlia, alla fatica ed al lavoro fatto per arrivare fino a qui ed alle alternative nulle che avrebbe una come lei se torna in patria e mi esce solo ” quindi mi mandate via senza soluzione? Tanti ringraziamenti allo stato italiano ed andate a f..”
Esco, contemplo la possibilità di comprare un documento falso dalla mafia: sarebbe fatto sicuramente meglio, senza errori, costerebbe meno ed arriverebbe prima… nessuno in famiglia me lo permetterebbe, “loro” sono ancora convinti che tra chi abbiamo appena incontrato e la mafia ci sia una sostanziale differenza, a mio avviso oramai si tratta di due diversi tipi di taglieggiatori.
Mi siedo ad un bar e chiamo il nostro comune di residenza, a questo punto non ho alternative il problema devono risolverlo loro.
Altra conversazione surreale, sono così immerso nella discussione che mi dimentico di essere in un bar all’aperto pieno di avventori, ad un certo punto alzo gli occhi e vedo diverse persone che mi guardano interessate sorridendo: sono il tipico italiano, urlo e gesticolo mentre parlo al telefono, ne ho anche per loro, interrompo la conversazione con l’anagrafe e gli dico: ” Hey it’s not easy to be a blody italian abroad when you have to deal with such fucking idiots for a simple ID….”
Riprendo la conversazione con gli impiegati del comune, per niente offesi dalla mia frase precedente, mica la hanno capita.
Non riporto l’intera conversazione ma le chicche sono:
” il timbro non è obbligatorio” – I terroristi stappano champagne, basta fregare un documento cambiargli la foto et voilà
“gli olandesi devono adeguarsi alle leggi italiane ed accettare i documenti come li facciamo noi” – alla faccia del CE
“ahhh ma ci saremo dimenticati cosa vuole con tutto il lavoro che abbiamo!” – no comment

Alla fine l’unica opzione è fiondarsi in Italia fare il timbro e tornare indietro, ovviamente viaggiando nottetempo perchè è Lunedi pomeriggio oramai, l’anagrafe è aperta solo al mattino ed il mercoledi invece è chiusa, ti distrai un attimo ed un’altra settimana è persa.
Sono in auto perchè abbiamo appunto traslocato, guido tutta la notte, la mattina successiva ore 9.00 sono in anagrafe ed entro le 11.00 ottengo il mitico timbretto.
Poi molto semplicemente basta spendere 860 euro con KLM rientrare in serata ad Amsterdam, prendere il treno per L’Aia, dormire una notte in Hotel e presentarsi in banca e altri uffici la mattina successiva per completare le pratiche rimaste in sospeso, dopodichè a rovescio rivolare a Bologna in serata.
Cosa c’entra tutto questo con il titolo?
Potrei dilungarmi su quanto costano i consolati ai contribuenti italiani e su quali servizi danno, forse il rimpatrio della salma dopo che ti hanno spinto al suicidio ma il concetto è più ampio.
Questa storiella in certe parti anche divertente è un piccolo esempio di quanto ci costano in tempo e soldi le inefficienze del nostro apparato pubblico, possiamo sforzarci a calcolare tutti gli zero virgola percento in più o in meno di imposizione che avremo quest’anno la realtà è ben peggiore, ogni giorno a causa di queste inefficienze si perdono centinaia di migliaia di euro e nessuno se ne occupa.
Nel mio caso specifico considero tasse aggiuntive le spese extra in cui sono incorso per risolvere il problema, in tre giorni l’imposizione sul sottoscritto è aumentata di circa 1.200 euro, senza contare il costo opportunità (questo sconosciuto) di aver bruciato gli ultimi giorni di ferie disponibili che avevo destinato al relax post trasloco.
Nel frattempo un’altra italiana se ne va, in questo caso è mia figlia ed è difficile per me restare coerente con quello che penso, trovo bello che i miei figli cerchino la loro strada nel mondo senza fermarsi all’italietta ma noi qui invece, chi siamo capaci di attrarre? Mi astengo volutamente da facili battute lacuna che sono certo verrà immediatamente colmata dai lettori

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