30 MARZO 1282: VESPRI SICILIANI

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I Vespri siciliani furono una ribellione scoppiata a Palermo all’ora dei vespri di Lunedì dell’Angelo nel 1282. Bersaglio della rivolta furono i dominatori francesi dell’isola, gli Angioini, avvertiti come oppressori stranieri. Da Palermo i moti si sparsero presto all’intera Sicilia, espellendone la presenza francese. La ribellione diede avvio a una serie di guerre, chiamate “guerre del Vespro” per il controllo della Sicilia, definitivamente conclusesi con il trattato di Avignone del 1372 (che nei fatti riportò la Sicilia in una situazione di vassallaggio verso la corona angioina).

Questa la situazione politica che presule ai Vespri. Il francese Carlo I d’Angiò, incoronato re di Sicilia da Papa Clemente IV, perseguì una politica aggressivamente espansionistica: conquistato il meridione d’Italia, le mire di Carlo volgevano infatti già ad Oriente ed a quel che restava dell’impero bizantino. In Sicilia la situazione si era fatta particolarmente critica per una generalizzata riduzione delle libertà baronali e, soprattutto, per una opprimente politica fiscale. Gli Angiò si mostrarono insensibili a qualunque richiesta di ammorbidimento ed applicarono un esoso fiscalismo, praticando usurpazioni, soprusi e violenze. Va segnalato a tal proposito che Dante, che nel 1282 aveva solo 17 anni, nell’VIII canto del Paradiso, indicherà come “Mala Segnoria” il regno angioino di Sicilia. I nobili siciliani e in particolare il diplomatico Giovanni da Procida riponevano le proprie speranze in Michele VIII Palaeologo, imperatore bizantino già in contrasto con Carlo I d’Angiò, in Papa Niccolò III, che si era dimostrato disponibile ad una mediazione, ed in Pietro III d’Aragona.  Tuttavia il sovrano aragonese era impegnato nella riconquista di quella parte della penisola iberica ancora in mano agli arabi. Alla fine del 1280, in concomitanza con la morte di papa Niccolò III e con la guerra che impegnava il Paleologo contro una coalizione di cui facevano parte veneziani ed angioini, i baroni siciliani ruppero gli indugi organizzando una sollevazione popolare che desse un segno tangibile della loro determinazione, convincendo l’unico interlocutore rimasto, Pietro d’Aragona, ad accorrere finalmente in loro aiuto.

Tutto ebbe inizio in concomitanza con la funzione serale dei Vespri del 30 marzo 1282, lunedì dell’Angelo, sul sagrato della Chiesa del Santo Spirito, a Palermo. A generare l’episodio fu – secondo la ricostruzione storica – la reazione al gesto di un soldato dell’esercito francese, tale Drouet, che si era rivolto in maniera irriguardosa a una giovane nobildonna accompagnata dal consorte, mettendole le mani addosso con il pretesto di doverla perquisire.  A difesa di sua moglie, lo sposo riuscì a sottrarre la spada al soldato francese e a ucciderlo. Tale gesto costituì la scintilla che dette inizio alla rivolta. Nel corso della serata e della notte che ne seguì i palermitani – al grido di “Mora, mora!” – si abbandonarono a una vera e propria “caccia ai francesi” che dilagò in breve tempo in tutta l’isola, trasformandosi in una carneficina. I pochi francesi che sopravvissero al massacro vi riuscirono rifugiandosi nelle loro navi, attraccate lungo la costa. All’alba dell’indomani, la città di Palermo si proclamò indipendente. La rivolta si estese subito a tutta la Sicilia. Dina e Clarenza suonano la campana per avvertire i messinesi dell’attacco angioino (Messina, particolare del campanile del Duomo) Dopo Palermo fu la volta di Corleone, Taormina, Messina, Siracusa, Augusta, Catania, Caltagirone e, via via, tutte le altre città. Successivamente, gli insorti richiesero il sostegno del nuovo Papa Martino IV, affinché appoggiasse l’indipendenza dell’isola e la patrocinasse; tuttavia, il pontefice era stato eletto al soglio papale grazie all’appoggio dei suoi connazionali francesi e pertanto non accolse le richieste degli isolani, bensì appoggiò l’azione repressiva degli angioini. Carlo I d’Angiò tentò invano di sedare la rivolta con la promessa di numerose riforme; alla fine decise di intervenire militarmente.

Nella foto la bandiera dei Vespri siciliani in cui campeggiano i colori di Palermo e Corleone: il rosso e il giallo. Questa bandiera è attualmente la bandiera della regione Sicilia.

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