SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino (2013)
di Roberto Bolzan
Più di tutti detestiamo i film che citano per nobilitarsi, ed ecco che per dovere ci tocca vedere un film che inizia citando Celine, forse non capendo quanto incauto sia citare l’autore che forse più di tutti è la lingua moderna, ma francese, e il viaggio entro l’uomo notturno. Scrittore irriducibile al cinema.
Ma siamo grati al Dito che ci costringe anche a vedere cose che altrimenti declineremmo senza dubbio e ci dà l’occasione per esercizi intellettuali inconsueti ma interessanti.
Lasciamo stare Celine, quindi, ed anche le menosissime citazioni sparse sistematicamente nel corso del lungo tour de force con la Roma stereotipata narrata nelle due ore e mezza, tanto dura la versione originale.



