ESTONIA, BUDDHA E LIBERTA’

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di Enrico Galloni

Oggi c’è un bel sole anche se la temperatura è polare, queste giornate in cui sembra di essere in alta montagna ma in riva al mare ti fanno amare per forza il grande nord e Tallin non fa eccezione.
Giorno dell’epifania, la maggior parte degli italiani ancora in panciolle per le interminabili feste di Natale sono qui per discutere un progetto di ampliamento di una fabbrica.
Tra i convenuti al meeting c’è anche un consulente d’impresa locale, un commercialista lo definiremmo noi, in realtà il suo lavoro è un po’ diverso, un po’ perché tutto il diritto fiscale estone si concentra in 75 pagine (si avete letto bene “settantacinque”) un po’ perché il suo studio è tra quelli che collaborano con il governo per attrarre e rendere operativi gli investimenti esteri.
Come tutti i nordici appare un po’ chiuso al primo impatto, ti guarda e non favella, ci sono io però ad essere italiano, nonostante tutto e rompiamo subito il ghiaccio.
Stranamente non parliamo di business ma di libertà economiche e scopro una persona il cui pensiero coniuga diversi tipi di formazione:economico, scientifico e spirituale.
.Il tutto inizia perché gli esprimo il mio interesse ed ammirazione per quello che il suo paese sta facendo in termini di innovazione ed efficientamento dell’apparato statale e la discussione che ne è uscita è stata inusuale rispetto ai canoni con cui la affrontiamo abitualmente.
In primo luogo ci tiene a precisare che l’estonia non è un paradiso fiscale ma semplicemente uno stato che ha fatto della libertà e del rapporto corretto con i cttadini una ragione di vita perseguendo i propri obbiettivi con estrema serietà.
Cita la curva di Laffer e dice che qualunque stato è stupido se pensa di poter aumentare le proprie entrate come una variabile indipendente ma soprattutto è convinto che lo stato non può essere gestito con la violenza benché una minima dose a volte è necessaria, alla base del buon funzionamento ci sono un patto ed una fiducia reciproca tale per cui il cittadino è incentivato a rispettare “poche” regole.
Enrico, noi partivamo dalla condizione peggiore, la dominazione russa dove per sopravvivere dovevi rubare per forza, se siamo riusciti noi a cambiare questo significa che basta volerlo e lo può fare chiunque.
Pensa ad uno stato come all’ingranaggio di un tuo impianto, la libertà è il lubrificante che fa girare l’ingranaggio con alte prestazioni, le regole e la corruzione (notare l’associazione tra questi due elementi) sono come la sabbia se l’attrito è troppo l’ingranaggio grippa, non c’è niente da fare è il secondo principio della termodinamica…si un commercialista mi cita il II principio, magari un po’ a sproposito ma amazing isn’t it?
Ovviamente non tutto è idilliaco in Estonia e ancora tanto lavoro resta da fare, ci tiene però a differenziarsi orgogliosamente dagli altri stati baltici, soprattutto dalla Lituania in questi giorni all’onore dei riflettori per essere entrata nell’euro con sforzi draconiani, in effetti il dato eclatante che differenzia l’estonia è la produttività, pur essendo un paese molto più piccolo ha un pil procapite 20% superiore a quello della lituania secondo lui indice che il paese intero ha sposato il modello di stato di cui stiamo discutendo.
Gli racconto della difficoltà che abbiamo in Italia a far capire questi concetti, racconto del “dito” e della fallimentare esperienza di Fare, scuote la testa dice di non mollare, prima o poi la gente deve capire e dimenticatevi del partito, la questione è prima di tutto culturale bisogna parlarne, spiegare, non si può portare questa attività in un partito perché diventa una questione di potere ed il potere corrompe tutto anche le migliori intenzioni.
Guarda la chiesa, nonostante la maggior parte delle persone che ne fa parte è sinceramente convinta di far del bene, quello che si vede da fuori è solo il potere la corruzione, se volete affermare le vostre idee è continuare a fare quello che fate ma fuori dai palazzi.
Ripete, la gente prima o poi deve capire altrimenti finite come la Grecia e, vedendomi dubbioso sulle nostre potenzialità: ricorda che non serve che tutti capiscano a poco a poco come il Buddha qualcuno sarà illuminato e diventerà a sua volta fonte di illuminazione per qualcun’altro, anche il Buddha un giorno era solo, guarda ora in quanti lo studiano, continuate a parlare di libertà Enrico con pazienza i risultati arrivano.
And here I am…

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