11 Ottobre 1492: Cristoforo Colombo avvista per la prima volta la costa americana

colombo

Il giorno dopo sarebbe avvenuto lo sbarco delle tre caravelle. Questo bell’articolo di Gabriella del Lago che traiamo da http://retroonline.it, ci racconta in maniera molto suggestiva quegli attimi che hanno cambiato la storia del mondo intero.

QUANDO COLOMBO VIDE L’AMERICA

Immaginiamo: un gruppo di uomini, novanta marinai, in viaggio da più di due mesi, senza avere altro negli occhi che mare. Un mare immenso, alla fine del quale potrebbe trovarsi la terra, o addirittura la fine del mondo. I marinai affrontano questo oceano misterioso a bordo di tre navi, con una scorta di gallette, pane, focaccia, acqua, un po’ di vino – razionato, servito solo in occasioni specialissime – e il terrore di tutti i problemi che potevano sorgere a bordo di imbarcazioni robuste, ma poco preparate all’avventura.
Il loro capo è un navigatore italiano non poi così giovane, nato nel 1451 a Genova, che ha studiato per anni carte e rotte di navigazione, e ha concluso che esiste una nuova strada per arrivare all’Asia, contro intuitiva quanto però innovativa: procedere verso ovest.
Siamo nel Quattrocento, l’epoca del risveglio di una curiosità accantonata a favore di una più comoda superstizione medievale; l’uomo ha voglia di mondo, si sente intrappolato tra le mura del proprio territorio. Il Rinascimento ha riscoperto la geografia di Tolomeo, abbandonando una rappresentazione della Terra basata su una scelta simbolica – Gerusalemme al centro del mondo, grande e potente rispetto alle altre terre – e si è riappropriata del fascino del razionale, del misurato. Gli esploratori salpano per indagare il mondo, per scriverne nuovi pezzi sulle mappe, per non accontentarsi di enormi spazi bianchi sulle carte. Vogliono stanare i leoni, e addomesticarli.
È in questo clima che si inscrive l’idea di Colombo, che dopo il suo soggiorno portoghese di studi inizia la ricerca di un finanziatore del suo progetto; dopo parecchi rifiuti, la regina Isabella di Castiglia decide di supportare l’impresa, affascinata dai nuovi orizzonti del navigatore.
Il viaggio verso quelle che poi si riveleranno non essere le Indie cercate da Colombo appare molto più arduo di quanto il navigatore si aspettava: leggendo Tolomeo, il genovese credeva di trovare sul suo cammino mari chiusi che gli permettessero di fermarsi lungo le coste a rifornire la propria stiva di viveri. Non si aspettava certo quella distesa immensa, spaventosa di mare che ora si trova davanti.
È la sera dell’11 Ottobre quando Colombo e i marinai intravedono qualcosa all’orizzonte che sembra essere diverso dalla solita linea di mare; solo la mattina del 12 Ottobre si saprà con certezza che quella è terra – “Terra!” gridano i marinai, e qualcuno si commuove, qualcuno urla di gioia.
La terra che hanno davanti è il Nuovo Mondo, quel mondo che distruggerà le convinzioni di un continente intero, un’Europa che deve fare i conti con la propria storia cristiana per poter accettare l’esistenza dell’altro. Un’Europa che deve distruggere il proprio eurocentrismo e trovare una spiegazione valida al fatto che “il seme d’Adamo deve essere sparso in uno e un solo mondo”, e che adesso di mondi ce ne sono due.
Ma tutto questo, Cristoforo Colombo non lo sa, mentre gli manca il respiro alla vista di quel lembo lontano di terra

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Chiudi il menu
×
×

Carrello