SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “W la foca” di Nando Cicero (1981)

di Roberto Bolzan

Mala tempora currunt, e siccome peiora parantur (non ci si illuda), andiamo grati con la memoria a pescare in quei tempi nei quali un film veniva si bandito dalla censura per un titolo audace, ma almeno si sapeva distinguere la parte bacchettona della società. Mentre adesso non si capisce più niente e tutto è diventato difficile, serio e impegnativo.

Andrea (Lory del Santo), un’infermiera veneta in cerca d’impiego a Roma, inizia come cameriera in casa del dott. Patacchiola (Bombolo), un medico molto particolare e con una famiglia altrettanto strana, fino a vincere in un concorso fotografico una foca, che accudirà come fosse un bambino. Andrea tenta inutilmente la strada dello spettacolo nelle tv private, per divenire infine direttrice di una clinica dimagrante.
Questa la trama, insignificante.
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Le bufale in sanita’ al tempo di internet: dalle cure della nonna ai vaccini “dannosi”. Parte seconda

di Andrea Babini

continua da ieri.

Quindi allora il “terrorismo sanitario” è giustificato; è un meccanismo di difesa della nostra salute? E’ nel nostro interesse?  No affatto. Ecco un esempio di bufala da allarmismo antiscientifica. La questione “vaccini e autismo”.

Se per curiosità digitate su un motore di ricerca queste due parole “vaccini” e “autismo”, il risultato della ricerca sarà un diluvio di link nei quali si parla con grande enfasi della “correlazione tra le vaccinazioni pediatriche (in particolare la famosa “trivalente”) e il rischio che insorga autismo”. (altro…)

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