24 NOVEMBRE 2014: ZIBIBBO DI PANTELLERIA PATRIMONIO DELL’UNESCO

zibibbo

Lo zibibbo è sia il nome di un vitigno (chiamato anche Moscato d’Alessandria) che del vino dolce che se ne ottiene. La parola “zibibbo” deriva dalla parola araba zabīb (زبيب) che vuol dire “uvetta” o “uva passita”. Sinonimi di zibibbo sono: (come vino) Moscato di Pantelleria, Moscatellone; (come uva) Salamonica e Salamanna. Il 26 novembre 2014 a Parigi l’UNESCO ha dichiarato la pratica agricola della coltivazione della vite Zibibbo ad alberello, tipica di Pantelleria, patrimonio dell’umanità. Si tratta della prima pratica agricola al mondo ad ottenere questo prestigioso riconoscimento. L’uva zibibbo, originaria dell’Egitto, è stata introdotta per opera dei Fenici a Pantelleria, dove tuttora ne viene coltivata la quasi totalità della produzione nazionale. In Sicilia e nella zona dei Pirenei (spagnoli e francesi) dagli arabi. Di origine araba sono invece i caratteristici terrazzamenti dell’isola in cui viene coltivato il vitigno. Oggi lo Zibibbo viene coltivato con una coltura moderna “cordone speronato” in Sicilia e con particolare successo nella zona tra Erice e Mazara del Vallo, le cui uve producono un vino secco di grande pregio, ideale per abbinamenti con ostriche e pesci dalla carne bianca come saraghi orate ecc. Dall’uva Zibibbo si ricava non solo il vino Zibibbo IGT, ma anche DOC come il moscato di Pantelleria e l’Erice vendemmia tardiva Zibibbo.

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