14 MAGGIO 1931: ARTURO TOSCANINI PRESO A SCHIAFFI

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Arturo Toscanini (Parma, 25 marzo 1867 – New York, 16 gennaio 1957) è stato un direttore d’orchestra italiano. Considerato uno dei più grandi direttori di ogni epoca per l’omogeneità e la brillante intensità del suono, la fenomenale cura dei dettagli, l’instancabile perfezionismo e la memoria visiva prodigiosa,viene ritenuto in particolare uno dei più autorevoli interpreti di Verdi, Beethoven, Brahms e Wagner. Fu uno dei più acclamati musicisti della fine del XIX e della prima metà del XX secolo, acquisendo fama internazionale anche grazie alle trasmissioni radiofoniche e televisive e alle numerose incisioni come direttore musicale della NBC Symphony Orchestra. Di idee socialiste, fu un forte oppositore del fascismo e del nazismo. Infatti, dopo un’iniziale condivisione del programma fascista che lo aveva portato a candidarsi nella lista dei Fasci di Combattimento, a causa del progressivo scivolamento a destra di Mussolini passò all’antifascismo già prima della marcia su Roma e divenne una voce critica e stonata nella cultura omologata al regime, riuscendo, grazie all’enorme prestigio internazionale, a mantenere l’orchestra della Scala sostanzialmente autonoma nel periodo 1921-1929. Al riguardo si rifiutò di dirigere la prima di Turandot, dell’amico Giacomo Puccini, se Mussolini fosse stato presente in sala. Il 14 maggio 1931, al teatro Comunale di Bologna, dove doveva dirigere un concerto in memoria di Giuseppe Martucci, si rifiutò di eseguire Giovinezza e la Marcia Reale al cospetto di Costanzo Ciano e Leandro Arpinati e venne perciò aggredito e schiaffeggiato dalla “camicia nera” Guglielmo Montani nei pressi di un ingresso laterale del teatro, venendo poi spintonato a terra. Con questi atteggiamenti di aperta ostilità al regime mise in pericolo non solo la carriera, ma la sua stessa vita: subì una campagna di stampa ostile, sia sul piano artistico che personale, e le autorità disposero un controllo della sua vita privata, con provvedimenti come lo spionaggio delle telefonate e della corrispondenza e il ritiro del passaporto. L’aggressione subita fu alla base della rinuncia a dirigere orchestre in Italia fin quando il fascismo e la monarchia fossero stati al potere. Nel 1933 infranse i rapporti anche con la Germania nazista, contestando e rifiutando in malo modo un invito di Hitler ed abbandonando il festival wagneriano di Bayreuth. Nel 1938, dopo l’annessione dell’Austria da parte della Germania, abbandonò anche il festival di Salisburgo, nonostante fosse caldamente invitato a rimanere. Nello stesso anno inaugurò il festival di Lucerna (per l’occasione molti, soprattutto antifascisti, andarono dall’Italia per seguire i suoi concerti) e l’anno successivo, anche a seguito della sempre più dilagante persecuzione razziale, abbandonò l’Europa per gli Stati Uniti. Negli Stati Uniti, l’università di Georgetown gli conferì la Laurea honoris causa e fu creata appositamente per lui la NBC Symphony Orchestra, formata dai più virtuosi musicisti americani, che diresse regolarmente dal 1937 al 1954 su radio e televisioni nazionali, divenendo il primo direttore ad assurgere al ruolo di stella dei mass media. Nel 1946 Toscanini ritornò in Italia per votare a favore della Repubblica e per dirigere lo storico concerto di riapertura della Scala, ricordato come il concerto della liberazione, dedicato in gran parte all’opera italiana. Quella sera dell’11 maggio il teatro si riempì fino all’impossibile; il programma vide l’ouverture de La gazza ladra, il coro dell’Imeneo, il Pas de six e la Marcia dei Soldati dal Guglielmo Tell, la preghiera dal Mosè in Egitto, l’ouverture e il coro degli ebrei dal Nabucco, l’ouverture de I vespri siciliani, il Te Deum di Verdi, l’intermezzo ed estratti dall’atto III di Manon Lescaut, il prologo ed alcune arie dal Mefistofele. In quell’occasione esordì alla Scala Renata Tebaldi, definita da Toscanini “voce d’angelo”. Si ritirò a 87 anni dopo una straordinaria carriera duratane 67; il suo ultimo concerto, interamente dedicato a Wagner, compositore sempre molto amato, fu con la NBC Symphony Orchestra il 4 aprile 1954 alla Carnegie Hall di New York. Proprio in occasione di quell’ultimo concerto il maestro, celebre anche per la sua straordinaria memoria, per la prima volta perse la concentrazione e smise di battere il tempo. Vi furono ben 14 secondi di silenzio, dopo i quali riprese la direzione del brano di Tannhäuser. Alla fine del concerto raggiunse rapidamente il camerino, mentre in teatro gli applausi sembravano non smettere più. Si spense alle soglie dei 90 anni nella sua casa newyorkese di Riverdale e fu sepolto al Cimitero Monumentale di Milano, nella tomba di famiglia precedentemente edificata alla morte del figlioletto Giorgio dallo scultore Leonardo Bistolfi.

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