“Tolo tolo” di Checco Zalone (2020)

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Cinema Mandrioli Ca’ dei Fabbri (Minerbio)

Dati i precedenti film dello Zalone e visto il provino la moglie fedele compagna di questa rubrica si è defilata. Detestando di andare al cinema da solo ho dovuto quindi pietire la compagnia di un amico. Ma ci vergognavamo di farci riconoscere nei cinema cittadini a vedere l’ovvietà, quindi siamo andati in periferia. Pensavamo, furbi, di trovare anche il popolo vero, quello africano protagonista del film. Invano, però, perché nemmeno al cinema “Emiro” di Rubiera, a dispetto del nome, è dato di vedere degli africani, tantomeno musulmani.
Però alla fine il Cinema Mandrioli di Ca’ dei Fabbri, quello della foto, ci ha persuasi, parendoci popolare a sufficienza.

Interrogato, il cassiere conferma con competenza che gli africani non vanno al cinema. Pachistani e indiani e altre etnie consimili hanno i loro generi che vedono privatamente. I cinesi pure, si riuniscono un paio di volte al mese per vedere le loro cose. Lo stesso per altri popoli. Ma neri, niente, a parte quelli già italiani fin da piccoli.

A dispetto del suo aspetto da Cral, la sala è spaziosa e le poltrone, che ci aspettavamo odorose ancora di fumo rancido  e con i bolli di sigaretta spenta sul velluto del braccioli, invece comode abbastanza e moderatamente spaziose. L’acustica buona per non dire ottima. Foto di Anna Magnani e Paul Newnam alle pareti.
La pubblicità di durata sterminata (un’ora abbondante) permette alla sala di riempirsi lentamente. Alla fine, fatto il pieno, il film ha inizio.

Diciamo subito, perché è quel che vi aspettate da noi, che ci siamo divertiti assai.

Abbandonati i modi pugliesi, che abbiamo sempre detestato, assunti degli attori africani (non sussurrano, non si mangiano le parole, non sono intensi, recitano), diretto con polso e con idee chiare, con grande abbondanza di paesaggi e sapiente uso della canzone, il film diverte e ricrea.

L’Africa e gli africani descritti con amore ma senza caramellosità, anche quando vuole essere zuccheroso, il naufragio del barcone narrato con ironia come nella tradizione dello humor nero, ci restituiscono un Checco Zalone colto e intelligente. Non che il pugliese non possa esserlo. E’ che il cinema che usa come sola risorsa la parlata regionale, sia essa il toscano o il romanesco o il napoletano o peggio di tutto il pugliese, è detestabile a tutti i livelli. Quindi bravo Checco ad avere abbandonato per tempo.

Dicevamo delle caramellosità: qualunque persona di buon senso avrebbe sconsigliato le scene sulla Mascella. Troppo tema controverso e troppo scontato, a rischio di demagogia o, appunto, di diabete. Qui restiamo sorpresi, perché Checco ha avuto il coraggio e il coraggio è stato premiato, perché le scene non risultano né stucchevoli né inappropriate. Vincere i tabù è cosa da coraggiosi e noi diamo sempre onore al coraggio, quando vince.

Del Tolo tolo politico diciamo che non lo è. Non è un film politico, non è un film sull’immigrazione. E’ un film sull’Italia, l’Italia della partite IVA (mai pagare i bollettini alla scadenza, ci ammonisce giustamente), dell’IMU-ICI-TARSI, della soprintendenza, dei lavandini per disabili all’altezza non regolamentare, dei politici ignoranti che arrivano alle più alte cariche. Impossibile non riconoscervicisi.

Questo articolo ha 5 commenti.

  1. Grazie Roberto. Le tue parole hanno confermato tutto cio che ho pensato sul film..e ormai sei diventato il mio parametro di riferimento. Ho apprezzato specialmente quando hai scritto..non sussurrano, non si mangiano le parole, non sono intensi, recitano …riguardo agli attori africani. Cosa che molti attori in moltissimi films italiani purtroppo non fanno.
    Che Checco sia una persona molto colta lo si vedeva gia vent’ anni fa nel cabaret a Zelig, con la chitarra, dove lo ho visto esibirsi una sera . Pensai -ma questo qui é strepitosamente bravo(!)-, e comunque il film é molto godibile. Tra l’ altro si ride spesso mentre negli ultimi films che ho visto, di tutti i comici italiani, si ride si e no tre volte in tutta la proiezione. Questo é gia un discrimine. A me é piaciuta tantissimo la canzone finale sulla cicogna e sul dove ci si può trovare,proprio malgrado, a nascere. Canzone “per bambini” animata, un po` didattica ma molto sarcastica , dato che ci stanno tre potenti parolacce dentro. Mi é sembrato un finale simpaticissimo. Da l’ impressione di un film costruito con pazienza , con molto lavoro creativo e menti capaci di discernere cosa metterci e cosa no. Peccato sia durato poco.
    L’ inizio ( con la storia dei controlli selvaggi, della finanza delle tasse ,della cupidigia dei parenti e della ex- moglie) e la fine sono dei colpi di genio . E poi sarei rimasta li ancora con divertimento come ho fatto durante tutto il film.

    1. A me ha impressionato il coraggio di fare Mussolini in un contesto così scontato.
      La fortuna arride agli audaci e quindi bravo.

  2. Buonasera a tutti,
    condivido un paio di pensieri, premettendo che (ancora) non ho visto il film.
    Se il primo film di Zalone cado dalle nubi era stato molto convincente, tanto da essere considerato una rivelazione, poi successivamente i film (dissociandosi dagli incassi sempre cospicui, d’ altronde nemmeno i film americani hanno tanto battage pubblicitario) sono andati progressivamente in calando e l’ ultimo si perdeva nella trama e nella comicita’.
    Zalone se ne deve essere accorto e questa volta ha chiamato Paolo Virzi’ (suoi film Il capitale umano, Tutta la vita davanti, Ella & John, Ovosodo,….. solo per citarne alcuni) a fargli da (co-)sceneggiatore, senza pero’ cedergli anche lo scettro della macchina da presa, dove invece si e’ messo lui, Zalone, per la prima volta.
    Quindi, quanto conta Virzi’ e quanto Zalone?
    Ma questo potrebbe anche non interessarci, interessa il risultato.

    Il secondo pensiero e’ su produzione e distribuzione:
    produzione: Taodue (è una società di produzione televisiva e cinematografica italiana, specializzata nella fiction televisiva, di proprietà del gruppo Mediaset.)
    distribuzione: Medusa (La Medusa Film è una società per azioni controllata dal gruppo Mediaset.)

    E questo potrebbe interessarci di piu’.
    Lo stesso Zalone a novembre 2013 (Festival internazionale del film di Roma) intervistato diceva:”Il mondo dei ricchi è fantastico, io consiglio a tutti di essere ricchi…”.

    Buona serata

    1. Beh, se Virzì ha lavorato con lui, bravo Zalone.
      E sui ricchi, come non dargli ragione.

  3. A me ha impressionato il coraggio di fare Mussolini in un contesto così scontato.
    La fortuna arride agli audaci e quindi bravo.

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