“2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick (1968)

Nel nostro intimo abbiamo silenziosamente giurato di non parlare mai di quest’opera, in parte per il tremore reverenziale che ci prende quando abbiamo a che fare con Kubrick, ma soprattutto perché cosa si può aggiungere che non sia già stato detto?

Ma ieri si celebrava il primo passo umano sulla Luna e Kubrick veniva tirato dentro per i capelli, quindi osiamo.

Alle origini dell’uomo un misterioso monolito compare sulla Terra tra le scimmie. La sua presenza attiva l’intelligenza dei primati che comprendono l’uso delle ossa degli animali uccisi quali prolungamenti delle loro braccia e iniziano ad usarle per cacciare e per combattersi
2001. Sulla Luna è stato trovato un monolite che improvvisamente lancia un segnale indirizzato verso Giove.
Diciotto mesi dopo l’astronave Discovery si dirige verso il pianeta. A bordo si trovano due astronauti, Frank e David, tre ricercatori ibernati e il computer della nuova generazione, HAL 9000, in grado di controllare il funzionamento di tutta l’astronave, nonché di dialogare con gli astronauti. L’infallibile computer segnala un guasto in uno degli elementi esterni dell’astronave ma il pezzo risulta essere funzionante.
I due astronauti decidono di disattivare HAL che però capisce le loro intenzioni, uccide Frank e tanta di impedire a David di rientrare.
David completa il piano disattivando la memoria di HAL. A quel punto apprende il vero scopo della missione (raggiungere Giove per scoprire il mistero del monolite). Una volte arrivato sul pianeta morirà per rinascere a una nuova vita più avanzata. 

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“Blow Out” di Brian De Palma (1981)

Ieri sera abbiamo appreso che uno dei nostri affezionati lettori non conosce questo film.
L’occasione ci è ghiotta quindi per richiamare questo notevolissimo lavoro di uno regista che amiamo molto.
Notevolissimo è dir poco perché come sempre con De Palma siamo di fronte a opere che agiscono a vari livelli e sempre al massimo.

Fin dalla trama il film è hitchcockiano.
Jack Terry è un tecnico del suono per delle produzioni di serie B ed è alla ricerca di effetti sonori particolari. Mentre è sulle sponde di un torrente in un parco, il suo sensibilissimo microfono capta il rumore di un’auto che sbanda e piomba in acqua.
Riesce a salvare la ragazza rimasta intrappolata fra le lamiere ma non il governatore dello stato, candidato alle elezioni presidenziali.
Riascoltando la registrazione Jack scopre il rumore di uno sparo che precede l’incidente.
La polizia rifiuta la sua scoperta e Jack decide di indagare per conto suo. Scoprirà così che la ragazza che ha salvato era stata mandata ad arte nell’auto del governatore per comprometterlo e scoprirà una vera e propria congiura che sotto il pretesto di moralizzare la vita pubblica, annovera fra i suoi partecipanti un maniaco sessuale, strangolatore di donne.
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“Un mercoledì da leoni” di John Milius (1978)

I temi sono gli stessi, il surf e il Vietnam, ma trattati in maniera completamente diversa.
Mi riferisco ad Apocalypse now e a Un mercoledì da leoni, entrambi sceneggiati da John Milius, forse il più pagato tra gli sceneggiatori americani dell’epoca.

E’ la storia di tre campioni di surf. Il teatro delle loro imprese è il mare californiano con le sue lunghe onde.
I tre hanno problemi sentimentali e di vita, poi arriva il Vietnam e uno è costretto ad andarci.
Dopo alcuni anni si ritrovano insieme su una spiaggia per la loro ultima esibizione, che è trionfale.
Ma il tempo del surf è ormai finito.

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