09Gen/15

MAI UNA PIZZERIA

 

scanio melandri dantoni

di Nicola Onnis

 

Il personaggio politico di rango non subisce mai lo smacco di esser limitato nell’esercizio della sua più caratterizzante virtù: la capacità di tramutare le parole in soldi. Gli argomenti sono quasi sempre roba da filantropi. I diritti, l’ occupazione, l’ecologia, le riforme. Raffinatissima “fuffa” che il capace politico continua a monetizzare anche quando perde lo scranno in Parlamento e la visibilità sul teleschermo. Anzi, parrebbe che proprio il ritorno all’anonimato li agevoli nel trovare cariche e “cadreghe” alternative foraggiate dallo Stato. Continue reading

07Gen/15

ESTONIA, BUDDHA E LIBERTA’

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di Enrico Galloni

Oggi c’è un bel sole anche se la temperatura è polare, queste giornate in cui sembra di essere in alta montagna ma in riva al mare ti fanno amare per forza il grande nord e Tallin non fa eccezione.
Giorno dell’epifania, la maggior parte degli italiani ancora in panciolle per le interminabili feste di Natale sono qui per discutere un progetto di ampliamento di una fabbrica.
Tra i convenuti al meeting c’è anche un consulente d’impresa locale, un commercialista lo definiremmo noi, in realtà il suo lavoro è un po’ diverso, un po’ perché tutto il diritto fiscale estone si concentra in 75 pagine (si avete letto bene “settantacinque”) un po’ perché il suo studio è tra quelli che collaborano con il governo per attrarre e rendere operativi gli investimenti esteri. Continue reading

07Gen/15

Margaret Thatcher

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“L’inflazione distrugge nazioni e società esattamente come un esercito invasore. L’inflazione è parente stretta della disoccupazione. È il ladro occulto di coloro che hanno risparmiato. Nessuna politica che non tenti di sconfiggere l’inflazione, per quanto grande sia la sua attrattiva nel breve termine, può esser giusta.”
(Margaret Thatcher, politica e primo ministro britannico, 13 ottobre 1925 – 8 aprile 2013)

06Gen/15

LA GUERRA DELLO STATO ITALIANO CONTRO I CETI PRODUTTIVI

 

limone spremuto 2

di Guglielmo Piombini

Negli ultimi anni in Italia si è verificato un colossale trasferimento di ricchezze dal settore privato al settore statale. Nel 1996 le entrate dello Stato italiano ammontavano a più di 450 miliardi di euro, nel 2003 hanno raggiunto i 600 miliardi, e nel 2013 i 760 miliardi. L’aumento della spesa è stato ancora più rapido di quello delle entrate. La spesa pubblica, che nel 1996 superava di poco i 500 miliardi di euro, ha raggiunto i 600 miliardi nel 2001, ha quasi toccato i 700 miliardi nel 2005, per poi superare gli 800 miliardi nel 2013. Continue reading

06Gen/15

Alan Turing

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“Credo che alla fine del secolo l’uso delle parole e l’opinione delle persone di cultura saranno cambiate a tal punto che si potrà parlare di macchine pensanti senza aspettarsi di essere contraddetti.”
(Alan Turing, matematico, logico e crittografo britannico, considerato uno dei padri dell’informatica e uno dei più grandi matematici del XX secolo, 23 giugno 1912 – 7 giugno 1954)

03Gen/15

3 GENNAIO 1974 – MUORE GINO CERVI

maigret 2 peppone

Attore dotato di grande presenza scenica e di una notevole incisività recitativa, è stato uno dei più prolifici e versatili interpreti nella storia dello spettacolo italiano, spaziando dal teatro serio a quello brillante, dal cinema alla radio e alla televisione.

Peppone: Se siete un uomo aspettatatemi qui fuori!

Don Camillo: Va bene…ma ricorda che siamo in due…Perché prima le prendi dall’uomo e poi le buschi dal prete!

Questa epica battuta tratta dal film Don Camillo e l’Onorevole Peppone, immortala Gino Cervi in uno dei personaggi che lo ha reso celebre: il sindaco comunista Giuseppe Bottazzi, in costante antitesi con il prete Camillo, interpretato . Gino Cervi non si è limitato a interpretare un sindaco di campagna; ha doppiato Laurence Olivier nei film shakesperiani, è stato un grande Otello sulle scene, ha interpretato il condottiero Ettore Fieramosca,  il commissario Maigret: così Gino Cervi ha consegnato il suo nome alla storia del teatro, del cinema e della televisione. Eccone una biografia che traiamo da www.biografieonline.it

Figlio di Antonio Cervi, critico teatrale del “Resto del Carlino”, Gino Cervi nasce a Bologna il 3 maggio 1901. Appassionato di teatro sin da piccolo, esordisce ventenne in una compagnia filodrammatica, e nel 1924 debutta ufficialmente come attor giovane ne “La vergine folle” di Bataille, a fianco di Alda Borelli.n Sempre come attore giovane, nel 1925 passa al Teatro d’Arte di Roma, il cui direttore è allora lo scrittore Luigi Pirandello. Dopo un decennio di intense esperienze, diventa primattore della compagnia Tofano-Maltagliati (1935-1937). Nel 1938 entra a far parte della compagnia semistabile del Teatro Eliseo di Roma, di cui assumerà la direzione nel 1939. Il suo aspetto imponente e austero, il suo stile elegante ed incisivo, la sua voce profonda e suggestiva, e la sua pronta comunicatività, lo rendono uno dei più apprezzati interpreti di Goldoni, Sofocle, Dostoevskij e soprattutto di Shakespeare (la sua interpretazione dell’ “Otello” è considerata memorabile). Dal 1932 Gino Cervi passa quasi stabilmente al cinema, diventando uno dei divi più popolari, grazie soprattutto al regista Alessandro Blasetti, che lo dirige in “Ettore Fieramosca” (1938), “Un’avventura di Salvator Rosa” (1939), “La corona di ferro” (1941), “Quattro passi fra le nuvole” (1942), film dai toni neorealisti in cui interpreta un commesso viaggiatore che aiuta una povera ragazza nubile e incinta, e “Fabiola” (1948). Negli anni ’50 e ’60 è il bonario e sanguigno interprete del personaggio del sindaco Peppone nella fortunata serie di film su Don Camillo (personaggio creato da Giovanni Guareschi), al fianco di Fernandel nella parte dell’agguerrito prete (“Don Camillo”, 1952; “Don Camillo e l’onorevole Peppone”, 1955; “Don Camillo monsignore… ma non troppo”, 1961; ecc…). Gino Cervi possiede un volto bonario, che trasmette simpatia, ma ha anche interpretato ruoli di cattivo, come il gerarca fascista de “La lunga notte del ’43 ” (1960) di Florestano Vancini. Una rinnovata notorietà gli verrà dalla televisione con il primo ciclo degli episodi de “Le inchieste del commissario Maigret” (1964), tratto dai romanzi dello scrittore belga Georges Simenon, in cui l’attore dà vita con sobria intensità al personaggio del perspicace e sornione ispettore Maigret. Un secondo ciclo andrà in onda nel 1966, e un terzo nel 1968; il commissario transalpino dal fiuto infallibile tornerà sui teleschermi per l’ultima volta nel 1972 con l’episodio finale della lunga serie dal titolo “Maigret in pensione”. Il successo del personaggio è tale che la serie viene trasmessa anche in Francia, dove il pubblico apprezza soprattutto la mitezza casalinga del Maigret di Cervi. “Fratello ladro” (1972) sarà la sua ultima fatica cinematografica, due anni prima della sua scomparsa, avvenuta a Punta Ala, in provincia di Grosseto, il 3 gennaio 1974. Versatile e comunicativo, Gino Cervi è stato tra gli attori italiani più noti e significativi per l’accattivante carisma scenico, la serietà del suo lavoro e l’impegno costante dimostrato in oltre quarant’anni di carriera.