“La passione di Cristo” di Mel Gibson (2004)

Ci hanno vietato di usare il titolo SCIAK (il Dito nell’occhio al cinema) e di firmarci ma siamo sempre noi. Tranquilli.
Con gli auguri pasquali vi portiamo questo film immaginoso e potente.

La storia è ben nota. Mel Gibson ne narra il finale, dall’arresto nell’Orto degli Ulivi alla resurrezione.

Girato a Matera e nel paese fantasma di Craco (solo gli interni a Cinecittà), con attori in gran parte italiani e recitato in latino, aramaico ed ebraico, il film spiazza per il crudo realismo delle scene e in particolare per l’impatto della violenza mostrata con sadismo.

Da vedere prima del pranzo con l’agnello pasquale, perché per noi  Cristo è anche materia, sangue e carne, pane e vino, verbo incarnato e quindi non solo spirituale ma vera sofferenza e morte. Bravo Mel Gibson a rappresentarcelo.

A noi piacciono le parole di Rubini, che interpreta la parte di uno dei ladroni
Era un set particolare. A Matera, dove giravamo, tutti avevano le visioni, gente che si è convertita. Era pieno di preti ovunque e si facevano tre messe al giorno. Una in latino, una in inglese e una in materano. Jim Caviezel girava per le strade con il trucco di scena addosso e benediceva i bambini
Noi troviamo tutto questo meraviglioso. Rubini invece si vergognava a girare mezzo nudo perché era di lì e lo conoscevano i suoi compagni di scuola.
Questo è il motivo per cui Rubini gira i film con Giovanna Mezzogiorno e Cetto Laqualunque, lontano, ben lontano da qualunque tipo di interesse da parte nostra.
Notiamo, per inciso e a maggior gloria di Gibson, misogino non meno che antisemita, che la Madonna appare nel film totalmente inespressiva, sebbene bellissima. E quale miglior attrice per questo che Monica Belliucci?

 

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