“Isola delle Rose” – documentario

Dull’Isola delle Rose esiste un film documentario del 2009, ancora vivente l’anziano ingegner Giorgio Rosa, che si racconta alla fine.

Ma andiamo subito al minuto 17, ove si spiegano le cose succose che accadevano a Rimini nei primi anni ’60.
In quegli anni giravano tantissimi soldi e si giocava forte, si vinceva e si perdeva in interminabili notti al tavolo da gioco e alla fine si doveva usare un foglio aggiuntivo per le girate degli assegni, una volta terminato lo spazio sul retro.
C’erano i nights, il bel mondo e la bella vita.

In tutto questo Rosa, con i suoi soldi, si costruiva l’isola che poi sarebbe diventata indipendente.
Con i suoi soldi, questo il concetto.

Ora torniamo al film di cui abbiamo già parlato la settimana scorsa, del ragazzo strampalato che per conquistare la sua ragazza costruisce in un mesetto un’isola, della stagione di balli e divertimento e poi della fine dell’estate e del ritorno alla vita normale dopo gli eroismi giovanili.

In mano a Clint Eastwood, suggeriscono, a Robert Altman penso io, le bische clandestine e i nights e la piena natura dell’uomo sarebbero venute fuori in modo non banale.
E la libertà, che è principalmente poter fare quel che si vuole con i propri soldi, ne sarebbe uscita come una cosa adulta, piena e impegnativa, non come una cosa da ragazzetti.

Qui la dichiarazione politica di Giorgio Rosa. Non banale nemmeno questa.

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