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06Gen/17

6 GENNAIO 1661 – a Londra gli aderenti alla setta millenarista della “Quinta Monarchia” occupano la cattedrale di San Paolo

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Esplodono scontri a fuoco con l’esercito che durano per quattro giorni. I millenaristi hanno la peggio e i pochi superstiti vengono mandati a morte. Si tratta di una vicenda poco conosciuta ma emblematica della complessità politica e religiosa dell’Inghilterra di quel VXII secolo che vide 2 rivoluzioni e una dittatura militare cambiare il volto del paese per sempre. Come si inserisce la vicenda della “Quinta Monarchia”nella storia inglese? Questo articolo, tratto dal sito web delle Chiese Battiste Italiane, lo spiega molto bene. Buona lettura!

I primi Battisti abbracciarono le convinzioni escatologiche del millenarismo cristiano molto in voga nell’Europa del XVII secolo. Molti cristiani di tutte le denominazioni credevano che Cristo sarebbe ritornato subito (alcuni avevano indicato la data del 1660) per stabilire la sua sovranità sulla terra. In questo periodo sorse in Inghilterra un gruppo che credeva nel preparare la venuta del Signore, facendo crollare con la spada il governo terreno. Questo gruppo era chiamato il Movimento della Quinta Monarchia  (Fifth Monarchy Movement). Il nome fu tratto dal capitolo sette del libro di Daniele, che descrive quattro bestie, che rappresentano i quattro maggiori regni della storia mondiale. Nel Diciassettesimo secolo molti interpreti identificarono questi regni con l’impero  Assiro (o babilonese- assiro), Persiano, Greco, Romano. Questi imperi sarebbero tutti crollati, e sarebbe seguito un regno eterno. La centrale convinzione della Quinta Monarchia consisteva nel riconoscimento che il tempo è venuto per la fine della quarta monarchia, l’ultimo impero terreno, aprendo,così, le porte alla quinta Monarchia: il Regno millenario di Cristo. Molti erano convinti che dopo l’inizio del Suo Regno, Cristo avrebbe consegnato l’attuale governo ai santi.  Questo “ruolo dei santi”,  avrebbe avviato maggiori riforme nella religione, nelle leggi, nell’economia e nell’educazione. Tra gli aderenti alla Quinta Monarchia vi erano diversità di opinioni. La maggior parte era pacifica, essi non impugnarono la spada, ma aspettavano Cristo che inaugurava il Suo Regno. Altri erano convinti di dover prendere la spada, ma solo alla chiara chiamata di Cristo, non alla chiamata dell’uomo. I più radicali invece invocarono una rivoluzione armata contro il governo terreno. Essi nel giro di pochi anni vennero screditati. Il movimento era probabilmente ispirato sia dalla crisi della società che dall’insegnamento della Scrittura. La Quinta Monarchia e movimenti simili ebbero diverse fonti. La Riforma Protestante  alimentò nuove speculazioni intorno alla fine del mondo; persino Martin Lutero  credeva che egli stava vivendo negli ultimi giorni. La guerra dei Trent’anni in Europa (1618-1648) e la Guerra Civile in Inghilterra (1642-1649) ravvivarono le aspettative di una imminente fine di tutte le cose. La decapitazione del Re Carlo I in Inghilterra nel 1649  determinò una ondata di millenarismo che spesso prese forme estremiste. I predicatori della  Quinta Monarchia descrivevano la venuta del Regno in termini utopici. I cambiamenti auspicati erano intesi come cambiamenti di cui potevano beneficiare il povero e l’umile. Nessuna legge avrebbe sfruttato il povero, né nessuno sarebbe stato impiccato o imprigionato per debiti. Le università, per lungo tempo bastioni delle classi privilegiate, dovrebbero essere riformate di modo che la comune gente potrebbe beneficiare di esse. Durante il millennio non ci dovrebbe essere disoccupazione, ma tutti dovrebbero lavorare. Il governo dei santi, scelto all’interno delle loro chiese, dovrebbe assumere una buona conduzione su tutto. La buona salute, la lunga vita, la prosperità economica dovrebbe prevalere. Alcuni descrivevano il millennio come un tempo che dovrebbe essere “sempre estate, perennemente riscaldato dal sole, sempre gradevole, verde, fruttuoso e bello”, pieno di piacevoli pettirossi, ma non di  ragni. La Quinta Monarchia per un tempo operò per mezzo di Oliver Cromwell e i “Santi nel Parlamento” per raggiungere gli scopi prefissi, ma quando il Parlamento fu sciolto nel 1653 e Cromwell si oppose contro le cospirazioni, i santi avevano già rafforzato la loro azione fuori dal sistema in maniera violenta. I santi proclamavano che essi erano  gente che castigava e affermavano che la spada era un valido strumento del ministro cristiano come lo era la bibbia. Essi pregavano che Dio potesse mettere nelle mani di un loro servo  la scure per abbattere il governo terreno,  includendo quello di Cromwell. Nel 1656 un raduno di Battisti e di sostenitori della Quinta Monarchia ad Abingdon, la maggioranza proclamava che il popolo di Dio doveva essere gente sanguinaria. Tuttavia, la loro retorica che inneggiava alla violenza  produceva soltanto una verbale violenza  e i loro attacchi armati erano estremamente irrilevanti.  Il ristabilimento di Carlo II al trono d’Inghilterra nel 1660 diede un brutto colpo alle speranze millenariste in Inghilterra. Il ritorno di uno stabile governo terreno potrebbe significare che il divino regno era ritardato. Angosciato da questa serie di eventi, Thomas Venner e circa cinquanta seguaci armati marciarono verso la cattedrale di S. Paolo domenica sera del 1661 , inneggiando slogans millenaristi. Venner, descritto come “un entusiasta pazzo” provocò un conflitto armato durato quattro giorni nelle strade londinesi. I seguaci di Venner uccisero probabilmente una ventina di ufficiali  della Monarchia, ma la maggior parte di loro caddero. La rivolta fu repressa e molti dei ribelli , incluso Venner, furono giustiziati. Questa rivolta segnò il crollo della Quinta Monarchia. Questi tragici risvolti dell’attività del movimento determinò l’allontanamento delle denominazioni da esso. Molti dei sostenitori della Quinta Monarchia aderirono al quietismo, altri si unirono ai Battisti del settimo giorno, con i quali avevano considerevoli affinità. Il re Carlo II speculò sulla insurrezione di Venner e la usò come una occasione per denigrare i Battisti e altri gruppi dissidenti. In qual misura i Battisti erano coinvolti nel movimento della Quinta Monarchia? Essendo il movimento monarchista privo di consenso, e a ragione, i Battisti minimizzarono il loro coinvolgimento con le loro idee. La questione era complicata per il fatto che essa sorse i un tempo quando l’identità battista non era ancora fortemente definita. Nonostante le differenze sul battesimo, i Congregazionalisti e i Battisti spesso avvertirono di avere comunione nelle stesse chiese. Molte chiese battiste avevano membri che condividevano le speranze e i metodi della Quinta Monarchia. Battisti come Edmund Chillenden, Vavasor Powell, William Allen, John Simpson, Henry Danvers, e, con cautela, Hansered Knollys e Henry Jessey, furono alleati con il movimento. Comunque, Nessuno dei due primi leader , Thomas Harrison  e Thomas Venner, furono battisti. I Battisti furono pubblicamente considerati nella loro condivisione degli ideali della Quinta Monarchia una incarnazione del radicalismo di Munster. Infatti, nel 1530 un gruppo rivoluzionario conquistò la città di Munster, in Germania, e lì istituì una radicali cambiamenti sociali e religiosi. Essi erano identificati come Anabattisti, sebbene essi avessero una fievole rapporto con l’Anabattismo.  Nel 1661 un autore identificato solo come J. B. pubblicò un libro chiamato Munster Paralleld in the Late Massacres Committed by the Fifth Monarchists, con il quale egli tentò di unire Munster, la Quinta Monarchia e i Battisti inglesi come continuazione dello stesso movimento. Alcuni Battisti, specialmente tra le Chiese Particolari, condividevano gli scopi e i metodi della Quinta Monarchia. Comunque, molti Battisti cercarono di dissociarsi dalle idee violente della Quinta Monarchia. Due dei più grandi leaders dei Battisti Particolari, William Kiffin e Thomas Collier, si impegnarono  al massimo per persuadere i Battisti a distanziarsi dalla rivoluzione armata propugnata dalla Quinta Monarchia come un modo di fare la volontà di Dio. Dopo l’insurrezione di Venner, un gruppo di Battisti pubblicarono “The Umble Apòlogy of Some Commonly Called Anabaptists” negando qualsiasi connessione con  tale movimento. Questo era il primo documento conosciuto nel quale i Battisti Generali e Particolari cooperavano. Esso fu firmato da leaders come William Kiffin, John Spilsbury, Henry Denne, e Thomas Lambe.  E’ da rilevare che anche Thomas Grantham stava lavorando per distanziare i Battisti dalla Quinta Monarchia e dai radicali di Munster. Nonostante le concezioni millenaristiche del tempo, molti dei primi Battisti pensarono una via moderata via della speranza futura. Come tutti i Cristiani di tutti i tempi, essi aspettarono il ritorno di Cristo nel trionfo e nel giudizio. Molte delle loro confessioni menzionano questa futura speranza,  rinunciando a quelle speculazioni apocalittiche che tanta enfasi hanno avuto nei movimenti più violenti. La confessione di Helwys del 1611 afferma: “ Che dopo la risurrezione tutti gli uomini appariranno davanti al giudizio di Cristo per essere giudicati secondo le loro opere, che i giusti godranno la vita eterna, i malvagi essendo condannati saranno tormentati eternamente nell’Inferno”  (That after the resurrection all men shall appeare before the judgment seat off Christ  to bee judged according to thei workes, that the Godlie shall enjoy life eternall, the wickeed being condemned shalbee tormented ever-lastinglie in Hell). La confessione del 1612 dà una  più dettagliata discussione di escatologia ma non menziona nessun millennio.  La prima Confessione londinese, redatta  in un momento di intensa speculazione millennaristica nel 1644, dice: “Che Cristo ha qui sulla terra un Regno spirituale, che è la Chiesa” (That Christ hath on earth a spirituall Kingdome, which is the Church). Questa influente confessione proclama l’obbedienza cristiana al governo e l’attesa del ritorno di Cristo, ma non fa riferimento ad alcun regno millennaristico. Due confessioni battiste, comunque, alludono alle speranze millenaristiche sebbene non viene sviluppato. La Confessione di Somerset  del 1656 dice che al ritorno di Cristo i santi “regneranno con lui, e giudicheranno tutte le nazioni sulla terra”. La Standard Confession del 1660 afferma che “Cristo ritornerà su tutta la terra,  e noi regneremo con lui sulla terra”. “Ora i santi soffrono persecuzioni, essi dicevano,  “ma quando Cristo apparirà, allora saranno i loro giorni, allora darà a loro potenza sulle nazioni, a governare con una Verga di Ferro.” Comunque, quella confessione specificamente rifiuta il progetto violento della Quinta Monarchia. Nella prima Assemblea  generale del 1654, i rappresentanti della Chiese Battiste Generali ripudiarono i disegni destabilizzanti della Quinta Monarchia.  In conclusione molti Battisti sostenevano una fede pacifica intorno al ritorno di Cristo. Alla fine del diciassettesimo secolo i Battisti, come altre denominazioni, rinunciarono alle speculazioni apocalittiche. Le due più influenti confessioni di fede scritte alla fine del secolo, il Credo Ortodosso , che riguardava i Battisti Generali, scritta nel 1678, e la Seconda Confessione Londinese del 1689, appartenente ai Battisti Particolari, sottolinearono  questo distacco dalle speculazioni apocalittiche. Entrambi le confessioni includevano articoli sulla seconda venuta di Cristo, ma non c’era alcuna menzione sul millennio terreno

05Gen/17

5 Gennaio 1463: Il poeta François Villon viene bandito da Parigi.

Francois_Villon_1489

Studente dell’Università di Parigi, laureatosi alla facoltà di Lettere a 21 anni, in un primo tempo Villon condusse al Quartiere latino una vita allegra da studente indisciplinato. Per quattro volte fu arrestato per episodi di malavita, fino a essere condannato a morte, ma riuscì sempre a farsi rilasciare.A 24 anni uccise un prete in una rissa, probabilmente per difesa, e fuggì da Parigi. Amnistiato, fu accolto a Blois alla corte di Carlo d’Orléans, il principe poeta, non riuscì a farvi carriera; condusse allora una miserabile vita errante sulle strade. Imprigionato a Meung-sur-Loire, liberato all’avvento di Luigi XI, ritornò a Parigi dopo sei anni d’assenza. Nuovamente arrestato in una rissa, venne condannato all’impiccagione. Dopo l’appello, il Parlamento cassò il giudizio e lo bandì per dieci anni dalla città. Aveva allora 31 anni; a quel punto se ne persero completamente le tracce e non si sa né come né quando sia morto.Villon conobbe una celebrità immediata. Le Lais, poema giovanile, e Le testament, sue opera principali, furono stampati a partire dal 1489, quando Villon avrebbe avuto 58 anni, se fosse stato ancora in vita. Trentaquattro edizioni si susseguirono fino alla metà del XVI secolo.La sua opera non è di facile comprensione senza note o commenti. La sua lingua non è sempre accessibile. Le allusioni alla Parigi del suo tempo e la sua arte del doppio senso e dell’antifrasi rendono spesso difficili i suoi testi, sebbene l’erudizione contemporanea abbia chiarito molte delle sue oscurità. I suoi bersagli favoriti sono le autorità, la polizia, gli ecclesiastici troppo ben pasciuti, i borghesi, gli usurai, insomma i bersagli eterni della contestazione studentesca e proletaria. Nel suo “Lais” (dal verbo francese “laisser”, dunque lasciare, lascito), il poeta afferma di volersi recare ad Angers in seguito a dispiaceri amorosi (in realtà era costretto ad allontanarsi da Parigi per aver partecipato in quello stesso anno a un furto al collegio di Navarra). Sul punto di partire, ricorrendo al genere del “testamento”, diffuso in quel tempo, finge di voler fare dei lasciti agli amici, ai conoscenti, ai nemici: si tratta di eredità scherzose, oggetti di poco conto, cose che neppure possiede, o semplici consigli. A Guillaume Villon, che lo aveva allevato come un padre e gli aveva dato il suo cognome, lascia la sua fama. Alla donna amata che l’ha così duramente trattato, lascia come una reliquia il suo povero cuore. E via via lascia i suoi legati all’amico bevitore, ai compagni di ladrerie, ai poliziotti (“lascio loro due belle risse”), agli ospedali (“lascio agli ospedali i telai delle mie finestre tessuti di ragnatele”) o ai poveri (“e a coloro che giacciono sotto gli stalli, a ognuno un colpo sull’occhio, tremare col viso accigliato, magri, irsuti, intirizziti, corte le brache, logoro il mantello, raggelati, lividi e scarni”). Inoltre a frati e beghine lascia saporiti bocconi, capponi e grasse galline, al barbiere gli avanzi dei suoi capelli, al ciabattino le sue scarpe vecchie, al rigattiere i suoi abiti rattoppati. A interrompere questo gioco bizzarro giunge il rintocco della campana della Sorbona che suona l’Ave Maria (“che sempre alle nove suona il Saluto che l’angelo annunciò”). Il poeta sospende di scrivere per pregare e si smarrisce per colpa di dame Memoire . Quando si riprende, l’inchiostro è gelato, la candela spenta: non gli resta che addormentarsi tutto imbacuccato (tout en mouflè) e concludere, lui che non ha altro che pochi spiccioli che presto finiranno, il suo scherzoso testamento. Il Lais, pur nella sua facile agilità, già ci rivela, come poi meglio il Grande testamento, la personalità di Villon, la sua esistenza disordinata e ribelle, il suo spirito ora gioioso e spensierato, ora tormentato e amaro.

Nella foto: xilografia di François Villon (1489).

4 GENNAIO 1643 – NASCE ISAAC NEWTON

Originario di una zona rurale dell’Inghilterra centrale, è stato un matematico, fisico, filosofo naturale, astronomo, teologo e alchimista. È considerato uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi. Fu Presidente della Royal Society. Noto soprattutto per il suo contributo alla meccanica classica — molti hanno presente l’aneddoto di “Newton e la mela” — Isaac Newton contribuì in maniera fondamentale a più di una branca del sapere. Pubblicò i Philosophiae Naturalis Principia Mathematica nel 1687, opera nella quale descrisse la legge di gravitazione universale e, attraverso le sue leggi del moto, stabilì i fondamenti per la meccanica classica. Continue reading

01Gen/17

1 GENNAIO 1939: Primo concerto di Capodanno a Vienna

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Il Concerto di Capodanno di Vienna (in tedesco: Das Neujahrskonzert der Wiener Philharmoniker) è il tradizionale concerto della Filarmonica di Vienna che si tiene dal 1939 a Capodanno nella sala dorata del Musikverein di Vienna. Il programma, suddiviso in due parti, si basa prevalentemente su musiche della famiglia Strauss (Johann Strauss padre, Johann Strauss jr, Josef Strauss e Eduard Strauss) eseguite dai Wiener Philharmoniker e, tradizionalmente, viene concluso con l’esecuzione di tre brani fuori programma, due dei quali fissi: il primo è una polka veloce (o galopp), il secondo è An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu) di Johann Strauss jr e il terzo è la Radetzky-Marsch (Marcia di Radetzky) di Johann Strauss padre; durante quest’ultimo brano, è prassi consolidata che il pubblico in sala batta le mani, seguendo il tempo scandito dal direttore, assieme all’incalzare dell’orchestra.

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31Dic/16

31 DICEMBRE 1695 – TASSA SULLE FINESTRE

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A partire dal 1696 nel Regno Unito, fu introdotta una tassa alquanto curiosa, quella sulle finestre. L’importo di tale tassa era valutato in base al numero delle finestre e alla loro dimensione. I ricchi non ne risentirono particolarmente, mentre proprietari di immobili più modesti, per non avere ulteriori tasse da pagare, decisero di murarle o altri ancora di realizzarne di false disegnate a trompe-l’oeil sulle pareti dei palazzi. Continue reading

30Dic/16

30 DICEMBRE 2010: IL BRASILE NEGA L’ESTRADIZIONE DI CESARE BATTISTI

Cesare Battisti (nella foto) ha presentato oggi nella città di Fortaleza un libro sul periodo trascorso in prigione in Brasilia, occasione nella quale ha ribadito la richiesta di un'amnistia all'Italia, facendo "un appello al popolo e ai politici italiani in buona fede, affinché sia posta una pietra sul passato". La presentazione del volume 'Ai piedi del muro' è avvenuta nella sede di un sindacato di docenti a Fortaleza (nordest), la città da dove Battisti è entrato nel paese nel 2004. "Anni fa, Francesco Cossiga disse che 'la guerra era finita', e quando ciò succede i prigionieri possono tornare a casa", ha sottolineato l'ex militante dei Proletari armati per il comunismo, condannato in Italia per quattro omicidi. "Ci vuole un'amnistia", ha aggiunto, ricordando che "altri paesi, tra i quali la Francia, lo hanno fatto".ANSA/Deivyson Fernandes

Il Brasile nega l’estradizione del terrorista italiano Cesare Battisti, ex-appartenente ai proletari armati per il comunismo, condannato in contumacia per 4 omicidi avvenuti durante gli “anni di piombo”. Vergognosa la decisione del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula che lascia impunito un uomo che ha un’infinita scia di sangue alle spalle. Battisti, vile e sanguinario assassino, è sempre fuggito di fronte alle sue responsabilità e non si è mai pentito dei suoi crimini. È triste constatare come abbia potuto godere di una rete di protezione, un vero e proprio “soccorso rosso” che gli ha permesso di trovare appoggi, finanziamenti e connivenze prima in Francia, poi in Messico e infine in Brasile, dove tuttora vive liberamente. Ecco alcuni stralci di un articolo apparso su www.ilpost.it il 30 dicembre 2010 che ricostruisce la vicenda-Battisti più nel dettaglio. Continue reading

29Dic/16

29 DICEMBRE 1170: THOMAS BECKET PUGNALATO A MORTE A CANTERBURY

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Nato a Londra verso il 1117 e ordinato arcidiacono e collaboratore dell’arcivescovo di Canterbury, Teobaldo, Tommaso fu nominato cancelliere da Enrico II, con il quale fu sempre in rapporto di amicizia. Teobaldo morì nel 1161 ed Enrico II, grazie al privilegio accordatogli dal papa, poté scegliere Tommaso come successore alla sede primaziale di Canterbury. Continue reading

23Dic/16

23 DICEMBRE 1966: Il film “Il buono, il brutto, il cattivo” viene proiettato per la prima volta in pubblico.

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Il buono, il brutto, il cattivo è un film del 1966 diretto da Sergio Leone. Tra i più celebri western della storia del cinema, è considerato la quintessenza del fortunato genere spaghetti western. Girato sulla scia del successo di Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più, il film completa la trilogia del dollaro leoniana. Continue reading

22Dic/16

22 DICEMBRE 1849: ESECUZIONE DI FEDOR DOSTOEVSKIJ ANNULLATA ALL’ULTIMO ISTANTE

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Lo scrittore e filosofo russo Dostoevskij, nato a Mosca nel 1821,  fu arrestato nell’aprile 1849 per partecipazione a società segreta con scopi sovversivi e imprigionato Il 16 novembre dello stesso anno, insieme ad altri venti imputati viene condannato a morte, ma lo zar Nicola I, il 19 dicembre seguente, commuta la condanna a morte in lavori forzati a tempo indeterminato. Continue reading

07Dic/16

7 DICEMBRE 43 a. C.: MUORE MARCO TULLIO CICERONE

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Cicerone è stato un avvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano. Esponente di un’agiata famiglia dell’ordine equestre, Cicerone fu una delle figure più rilevanti di tutta l’antichità romana. La sua vastissima produzione letteraria, che va dalle orazioni politiche agli scritti di filosofia e retorica, oltre a offrire un prezioso ritratto della società romana negli ultimi travagliati anni della repubblica, rimase come esempio per tutti gli autori del I secolo a.C., tanto da poter essere considerata il modello della letteratura latina classica. Continue reading

06Dic/16

6 DICEMBRE 1678: PUBBLICATA LA PRIMA EDIZIONE DE “L’ENCICLOPEDIA BRITANNICA”

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L’Enciclopedia Britannica, il cui nome ufficiale è Encyclopædia Britannica, è stata pubblicata a partire dal 1768-1771 come Encyclopædia Britannica, or, A dictionary of arts and sciences, compiled upon a new plan. La sua prima edizione apparve a Edimburgo in Scozia. La Britannica fu una delle prime importanti enciclopedie generaliste in lingua inglese ed è tuttora pubblicata. A partire dal tardo Settecento fino ai primi del Novecento le voci della Britannica furono spesso citate da molti come la principale autorità su un dato argomento, e talvolta comprendevano nuove teorie o ricerche rivolte a un pubblico di studiosi. Durante quest’epoca la Britannica si guadagnò un’alta reputazione ed ebbe una posizione unica nella cultura di lingua inglese. Il ruolo dell’enciclopedia cambiò comunque in modo sostanziale agli inizi del XX secolo, e ciò si riflette nelle edizioni della Britannica a partire dall’undicesima. Le enciclopedie sono diventate opere più generaliste e rivolte a un pubblico più ampio, con voci più brevi e facilmente leggibili. Non servono più come riferimento autorevole su un argomento: nell’era moderna, un’ampia gamma di riviste accademiche, libri di testo, pubblicazioni specializzate e fonti digitali hanno preso il posto dell’enciclopedia. Oggi la Britannica si è evoluta anche nelle versioni digitali disponibili su CD-ROM, DVD-ROM e attraverso il World Wide Web. È sopravvissuta a una feroce competizione da parte di un sempre crescente numero di fonti informative. Nel 2012 Jorge Cauz, presidente di Encyclopaedia Britannica Inc., ha annunciato che l’edizione del 2010 sarà l’ultima ad essere pubblicata in forma cartacea e che dalla stampa derivavano solo l’1% delle vendite della compagnia. Le voci della Britannica sono comunemente considerate accurate, affidabili e ben scritte, e l’enciclopedia continua a essere consultata come opera di riferimento generale

03Dic/16

3 DICEMBRE 1971: GUERRA INDIA-PAKISTAN

Bangladesh's Language Movement martyrs monument is covered with floral tributes as a Bangladeshi youth adds the finishing touches to a display in Dhaka on February 21, 2011, to pay homage to the martyrs of the 1952 Bengali Language Movement. Tens of thousands of mourners walking barefoot thronged the memorial for the annual traditional remembrance of those killed when police fired on campaigners on this day in 1952, who were demanding Bengali be declared as one of the state languages of what was then Pakistan.  AFP PHOTO/ STRINGER (Photo credit should read STRINGER/AFP/Getty Images)

Questa guerra tra India e Pakistan si inserisce nella Guerra di liberazione del Bangladesh dal Pakistan. Quella tra gli attuali Pakistan e Bangladesh, allora denominati Pakistan dell’ovest e Pakistan dell’est e  è un conflitto armato originatosi dalla secessione del Pakistan dell’Est, che divenne il Bangladesh indipendente. La guerra scoppiò il 26 marzo 1971, quando l’esercito pakistano, in risposta alle proteste di piazza che chiedevano il rispetto della vittoria elettorale della Lega Awami (il partitito nazionalista bengalese), lanciò un’operazione militare denominata Operazione Searchlight. Continue reading