22 LUGLIO 1973 – CRISI DEL PANE A NAPOLI

pane

A Napoli continuano le violente proteste perché in città non si trova il pane. Questa situazione che ricorda il manzoniano assalto al “forno dell grucce” si produce perché i panificatori si rifiutano di produrlo perché il calmiere di prezzi imposto dal governo Rumor (che ha il sostegno della Dc, del Psi, del Pri, e del Psdi) non consente loro sufficienti margini di guadagno.

I fornai ritengono troppo basso il prezzo del pane a 160 lire al chilo e si rifiutano di confezionarlo. Per giorni non se ne trova, se non alla borsa nera, dove costa più di 1.200 lire. C’è anche una forte offerta di generi di pane fuori calmiere, a prezzi due-tre volte superiori (con qualche incidente: se i fornai non hanno il pane più economico sono obbligati a vendere a prezzo calmierato quello di qualità superiore). Il calmiere dei prezzi fu deciso per contrastare la fiammata inflazionistica seguita alla decisone presa a gennaio dal governo Andreotti di far uscire la lira dal cosiddetto “serpente monetario europeo”. Tale decisioni aprì la strada a una svalutazione drastica della Lira (circa il 15%). L’aumento dei costi delle materie prime si trasferì sui beni di consumo e l’inflazione aumentò vertiginosamente. Il “Corriere della Sera” denunciò un deficit di bilancio di 8800 miliardi e parlò dell’Italia come di un’”armata in rotta”. Gli interventi dirigistici del governo Rumor volti a calmierare i danni peggiorarono la situazione creando serrate e tensioni tra produttori e consumatori. Nel 1973 si aprì dunque il circolo vizioso svalutazione -inflazione innervato da una polita monetaria allegra che caratterizzerà tutto il decennio. In questo quadro già rovinoso irruppe la crisi petrolifera che quadruplicò i prezzi dell’”oro nero”. Il risultato tutto ciò fu che dal 1971 al 1975 il debito pubblico salì dal 40 al 60% del PIL inaugurando così una spirale di lungo periodo.
È dunque la politica economica allegra che ha portato il debito pubblico odierno a essere il 130% del PIL. Chi chiede di uscire dall’Euro e ci promette paradisi fatti di svalutazione e inflazione dimostra non solo di non aver studiato l’economia ma di non conoscere nemmeno la storia del nostro paese che è stato letteralmente portato sull’orlo del baratro dalle politiche economiche supportate dagli anti-euro.

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