Tag Archives: Costituzione

12Ott/17

La sindrome di Stoccolma dei cittadini europei

Di Alberto Piovani

Si chiama sindrome di Stoccolma quel  comportamento che fa si che la vittima si trasformi in un difensore del proprio carnefice . Il soggetto affetto dalla Sindrome di Stoccolma, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all’amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice . ( Wikipedia)

Un’ epidemia di questa sindrome si sta diffondendo in Europa e colpisce i difensori dell’operato del governo Rajoy.

Come definire diversamente l’atteggiamento di chi da giorni difende strenuamente il comportamento violento di un governo nei confronti di un gruppo  di cittadini, che tra l’altro si sente un popolo, che sta cercando pacificamente di affermare il proprio diritto all’autodeterminazione ? Continue reading

09Ott/17

La Spagna rischia di pagare un prezzo “salato” per l’uso della forza in Catalogna

Pubblichiamo di seguito la traduzione di un articolo a firma di Matt Kilcoyne apparso il 5 ottobre scorso sul sito del ADAM SMITH INSTITUTE                  https://www.adamsmith.org/blog/catalonia-udi

Guardare avanti paga

Se non pianifichi e non innovi nel tuo business presto ti troverai un concorrente davanti che ti avrà sorpassato

Se sei un partito politico che non cattura l’immaginazione dei votanti troverai presto un rivale che ti batterà sul campo – ai Conservatori britannici forse servirà prendere nota di questa affermazione dopo la disastrosa conferenza di Manchester di questa settimana.

Ma cosa succede se tu sei un Paese e non riesci a tenere il passo coi tempi per soddisfare le esigenze dei tuoi cittadini ?

Lo stanno scoprendo in Spagna nell’ultima quindicina di giorni.

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12Set/15

Non è la più bella del mondo. Recensione del nuovo libro di Federico Cartelli “Costituzione, Stato e crisi”

Recensione di Roberto Natali.

In questo e-book Federico Cartelli smonta, pezzo dopo pezzo, le false certezze diffuse a piene mani dal ceto politico dominante circa l’assoluta “bellezza” della Carta Costituzionale, magnificata come la “più bella del mondo”.
Muovendo dalla situazione storico/politica del dopoguerra, con la vittoria (in Italia) di due concezioni – per molti versi distanti, per altri molto vicine – del mondo, quella catto/democristiana e quella social-comunista e la presenza del tutto minoritaria della cultura liberale, Cartelli illustra in maniera sapiente, e allo stesso tempo accattivante, tutte le “brutture” della Costituzione.
Detto che la stessa viene utilizzata da quel blocco di potere che, attraverso lo Stato, cerca soltanto di preservare sé stesso e il coacervo di interessi organizzati e organicamente collegati, tradendo quello che dovrebbe essere lo spirito vero di una Carta (liberale) e, cioè la difesa del cittadino nei confronti dello Stato medesimo e dei suoi apparati, Cartelli passa accuratamente in rassegna le conseguenze nefaste che originano da questa impostazione.
Dalla scuola pubblica che, anziché proporsi lo sviluppo critico e della conoscenza dei giovani s’incarica, attraverso una classe insegnate egemonizzata da una struttura politica/sindacal/burocratica grettamente ideologizzata, di plasmare i ragazzi indirizzandoli verso una visione deresponsabilizzante e statica della società, agli ostacoli e agli impedimenti che la Carta pone allo sviluppo e al libero svolgimento delle iniziative dei singoli in ogni ambito.
Cartelli va ad incidere, con precisione chirurgica sulla carne viva del “malato” e mette in guardia da quel “partito della Costituzione” autoproclamatosi tutore della democrazia, che si trincera dietro affermazioni agiografiche per proteggere i propri inconfessabili interessi e perpetuare sé stesso.
Individuati e sezionati accuratamente gli articoli della Carta che imprigionano il sistema economico/sociale nella camicia di forza che impedisce qualunque possibilità di movimento e di innovazione, determinando il progressivo decadimento del Paese, Cartelli conclude con la proposta, come si addice alle persone intelligenti, le quali non si limitano alla sterile protesta o all’inutile invettiva.
La soluzione viene individuata nella riscrittura del sistema istituzionale privilegiando la visione di uno Stato autenticamente federale, del tutto diverso da quei tentativi abortiti, veri e propri papocchi, che si sono susseguiti negli ultimi vent’anni.
Ovviamente, per poter modificare radicalmente lo status quo Cartelli, da fine intellettuale qual è, s’interroga su chi, oggi, potrebbe farsi interprete di tale arduo compito e lo individua, più che in un partito politico vero e proprio, in una “piattaforma culturale” che, raccogliendo il meglio sul mercato delle intelligenze sia in grado, attraverso la proposta, il confronto, il dialogo, di coinvolgere persone anche di diversa provenienza, tenendo comunque come faro i capisaldi del pensiero liberl-qualcosa, primo fra tutti il valore della libertà individuale.
Giungendo alla conclusione, un’analisi appassionata e appassionante, circostanziata, ficcante, che fa luce e smaschera tutti i luoghi comuni che le vestali del politicamente corretto e della “beatificazione” interessata della Carta, i veri responsabili del deserto culturale attuale, continuano a propalare ad un popolo spesso ignavo e, molte volte complice; aiutato in questo continuo “battage pubblicitario” dalla piaggeria a buon (ma anche no, vero Benigni!) mercato del mainstream cultural/artistico, il quale ha non minori responsabilità nell’elevare al rango di “bellissima” una Costituzione di cui il libro di Cartelli mette “spudoratamente” a nudo le nefandezze.
Un sincero ringraziamento da parte mia a Federico, secondo me l’astro nascente della galassia liberal-qualcosa, per averci fatto spalancare gli occhi, più di quanto già non li avessimo aperti, sulla realtà della nostra “Carta”!
Roberto Natali