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26Mar/17

“Marigold Hotel” di John Madden (2012)

di Roberto Bolzan

Bella l’India, una cartolina di cui innamorarsi: Shanti, amica mia, ti ho pensata: ma è proprio così? Boh, l’unica cosa è andare a vedere di persona.

Bene. L’unico uomo vero nel film è gay e quesa scelta ideologica (e scontata assai) autorizza la chiave di lettura che segue, una delle varie possibili di un filmetto non male. Il primo, perché il sequel, a dire tutta la verità, non abbiamo trovato la motivazione per vederlo.

Il cast, di tutto rispetto, è impiegato per narrare di inglesi che per qualche motivo sono in India ed alloggiano al Maigold hotel, che risulta meno lussuoso e affascinante del previsto, perché il suo manager Sonny aveva ritoccato le immagini dell’hotel nel sito web. Jean decide di restare in hotel, mentre il marito Douglas esplora i luoghi d’interesse della città. Graham, trovando che la zona è notevolmente cambiata da quando lui ci viveva da giovane, scompare ogni giorno in gite lunghe, non dicendo a nessuno dove si reca. Muriel, nonostante i suoi atteggiamenti razzisti, inizia ad apprezzare il suo medico indiano. Evelyn ottiene un lavoro di consulenza per il personale di un call center su come interagire con i vecchi clienti britannici prima di proporre i loro prodotti. Sonny si sforza di raccogliere fondi per ristrutturare l’hotel che ha molti debiti, e continua a frequentare la fidanzata Sunaina nonostante la disapprovazione di sua madre.

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04Mar/17

4 marzo 1848: STATUTO ALBERTINO

4 marzo 1848: Il re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia concede ai «propri sudditi» la «legge fondamentale, perpetua ed irrevocabile della Monarchia»; essa passerà alla storia come «Statuto Albertino». Tale documento diverrà, nel 1861, la prima Costituzione italiana. La concessione dello Statuto Albertino si inserì nel caotico contesto delle rivoluzioni del 1848-49 che squassarono l’Europa tutta, mettendo in crisi l’assetto politico-istituzionale uscito nel 1814 dal Congresso di Vienna. Ai principi della Restaurazione si contrappose infatti la volontà della borghesia di avere un ruolo politico attivo nella sfera di governo e dunque di sostituire il principio assolutistico dell’origine divina del potere con quello liberale del merito e della responsabilità.
Il ’48 italiano fu complesso ed eterogeneo, ma, nei fatti, rese un’unica istanza le lotte per l’istituzione di regimi liberali e costituzionali a quelle per l’indipendenza e per l’unità nazionale. L’esplosione del malcontento popolare portò alla concessione di Costituzioni non solo in Piemonte e Sardegna, ma anche nel Regno borbonico e in Toscana. A Milano gli Austriaci furono cacciati, a Venezia e Roma vennero addirittura proclamate effimere repubbliche. Ben presto però, gli Austriaci ripresero il controllo dei territori italiani e i sovrani dei vari staterelli ritirarono le concessioni fatte. L’unico documento di portata costituzionale a sopravvivere all’ondata reazionaria fu appunto lo Statuto Albertino. Così, durante gli anni Cinquanta, il Piemonte sabaudo fu il punto di riferimento di vasti settori del movimento patriottico italiano, sino a divenire il nucleo agglutinante della futura nazione unitaria. Ciò si dovette principalmente all’affermarsi di prassi significativamente divergenti da quella che era la lettera dello Statuto. La centralità formalmente attribuita al monarca fu infatti appannata da una prassi costituzionale improntata alla logica del parlamentarismo, che spostò l’esercizio del potere esecutivo dal re a un governo collegiale, presieduto da un presidente del Consiglio dotato di credito presso la maggioranza dei deputati: dipendente, quindi, non dall’arbitrio del sovrano bensì dalla fiducia della Camera. Già risolutamente avviato da Cavour, questo processo di par­lamen­tarizzazione della forma di governo si rafforzò nei decenni successivi all’unità d’Italia.
Svuotato totalmente di significato dall’avvento del fascismo, lo Statuto rimase formalmente in vigore fino alla promulgazione dell’attuale Costituzione repubblicana nel 1946.

26Feb/17

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “La battaglia di Hacksaw Ridge” di Mel Gibson (2016)

di Roberto Bolzan 

I mean, if it walks like a duck, quacks like a duck... Abbiamo sempre la stella polare del poeta James W. Riley che, grazie a questa frase, andrebbe iscritto nell’albo dei massimi filosofi. Il test dell’anatra: quando vedo un uccello che cammina come un’anatra e nuota come un’anatra e starnazza come un’anatra, chiamo quell’uccello “anatra” .
Con questo fermo principio gnoseologico siamo andati a vedere l’ultima opera di Mel Gibson e, con in mente il detto pane al pane e vino al vino, ve ne parleremo con franchezza.

La trama, innanzitutto. 1942, il giovane Desmond Doss (Andrew Garfield), obiettore di coscienza per motivi religiosi e figlio di un veterano della prima guerra mondiale, decide di arruolarsi per servire il proprio paese. Dopo un addestramento duro e a tratti umiliante, viene ufficialmente designato come soccorritore nella cruenta battaglia di Okinawa. Senza mai imbracciare un’arma, Doss dimostrerà a tutti di essere un grandissimo eroe salvando la vita a 75 uomini e diventando il primo obiettore insignito della medaglia d’onore del congresso, la più alta onorificenza militare americana. Continue reading

22Feb/17

 

 

22 FEBBRAIO 1914: nasce a Catanzaro Renato Dulbecco. Nel 1930, a soli 16 anni, si iscrive alla facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Torino dove conosce Rita Levi Montalcini e Salvador Luria che avranno entrambi grande influenza nella sua vita. Laureatosi nel 1936, svolge il servizio militare come ufficiale medico. Continue reading

28Dic/16

28 DICEMBRE 1908: terremoto di Messina e Reggio Calabria

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Ore 5,21 di lunedì 28 dicembre 1908. Un boato scuote la terra con violenza inaudita per 37 interminabili secondi. Uno dei più tremendi terremoti della storia italiana si abbatte sulle due città meridionali; entrambe sono rase al suolo da una scossa catastrofica d’eccezionale gravità e da un’onda di maremoto. Le vittime furono circa 80.000 soltanto a Messina su una popolazione di circa 140.000 abitanti. A Messina soltanto il 2% degli edifici non rimase danneggiato. A Reggio Calabria ci furono circa 15.000 morti su una popolazione di 45.000 abitanti. Numerose furono le vittime anche nei paesi limitrofi. Altissimo il numero dei feriti e catastrofici i danni materiali. Fu un disastro di proporzioni anche economiche che dopo un secolo non si é ancora rimarginato. La stampa uscì con le prime edizioni dei giornali riportando dapprima dati sintetici e poi informazioni dettagliate con il sopraggiungere di notizie più certe e particolareggiate. L’Italia, sbalordita, seppe così che a Reggio, a Messina, interi quartieri erano crollati, che sotto le macerie di case, ospedali e caserme erano scomparsi interi nuclei familiari, malati, funzionari, guardie e soldati. Venne inoltre a conoscenza della meravigliosa gara di solidarietà internazionale apertasi tra navi straniere ed italiane per portare aiuto ai superstiti e trasportare sui luoghi colpiti dal sisma i materiali e gli uomini necessari.
Il mondo intero si commosse capi di Stato, di Governo e il Papa Pio X, espressero il loro cordoglio ed inviarono notevoli aiuti anche finanziari. Unità da guerra francesi, tedesche, spagnole, greche, e di altre nazionalità lasciarono i loro ormeggi e, raggiunte le due sponde dello stretto, misero a disposizione anche i propri equipaggi per provvedere a quanto necessario distinguendosi peraltro nel corso delle azioni cui presero parte. In tutta Italia, oltre agli interventi organizzati dalla Croce Rossa e dall’Ordine dei Cavalieri di Malta, si formarono comitati di soccorso per la raccolta di denaro, viveri ed indumenti. Da molte province, partirono squadre di volontari composte da medici, ingegneri, tecnici, operai, sacerdoti ed insegnanti per portare, malgrado le difficoltà di trasferimento esistenti, il loro fattivo sostegno alle zone terremotate. Per far fronte ai più immediati fabbisogni della popolazione si diede avvio alla costruzione di baracche di legno che sostituirono o si aggiunsero alle tendopoli. Sorsero quindi quartieri del tutto provvisori denominati americano, lombardo, svizzero, tedesco, ecc. in segno di riconoscenza verso i paesi che con i loro tangibili aiuti ne agevolarono la realizzazione; un quartiere fu intestato anche alla Regina Elena. I lavori non andarono avanti speditamente dando origine a polemiche contro il Governo ed a corsivi dei giornali tra cui anche quelli pubblicati dalla “Domenica del Corriere” che uscì nel febbraio 1909, lamentando lentezze burocratiche ed inefficienze di ogni tipo. 
Le baracche purtroppo fecero bella mostra di se per lungo tempo prima che il processo di vera e propria ricostruzione fosse completato. Quasi trenta anni! A cancellare quasi del tutto quanto salvato dal cataclisma del 1908 e quanto rimasto dopo la fase di ricostruzione pensò poi la seconda guerra mondiale.

25Dic/16

25 DICEMBRE 336: PRIMA CELEBRAZIONE DEL NATALE CRISTIANO

 

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Nel 336 d.C. abbiamo la prima attestazione della celebrazione del giorno del Natale di Gesù al 25 dicembre in coincidenza con il giorno festivo del calendario romano dedicato al dies natalis del Sol invictus. Era ed è il solstizio d’inverno, il momento nel quale le giornate, dopo un giorno di assoluta eguaglianza tra luce e buio, riprendono ad allungarsi e la luce – e, con il suo calore, la vita – lentamente riprende vigore. Continue reading

24Dic/16

24 DICEMBRE 1223: PRIMO PRESEPE VIVENTE

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Un bue, un asinello e un bambino di terracotta. In quella notte di dicembre del 1223 nasce il primo presepe in ricordo della nascita di Gesù a Betlemme. Autore della commovente rappresentazione fu San Francesco dìAssisi che a Greccio, in provincia di Rieti, fa rivivere la Natività. San Francesco d’Assisi si recò a Greccio per la prima volta intorno al 1209. In quegli anni la popolazione del piccolo paesino arroccato a circa 800 metri s.l.m era esposta a un grave flagello: la zona era infatti infestata da lupi così crudeli che divoravano anche le persone. Francesco si costruì una capanna sul Monte Lacerone dove adesso sorge una cappella commemorativa. Gli abitanti di Greccio si affezionarono a Francesco e lo implorarono affinché non lasciasse mai quei luoghi e si fermasse sempre con loro. Nell’autunno del 1223 Francesco si trovava a Roma in attesa dell’approvazione della Regola definitiva scritta per i suoi frati che aveva presentato al Pontefice Onorio III. Francesco, durante una udienza pontificia, chiese al Papa il permesso di poter rappresentare la Natività. E così fu. Dopo un viaggio in Palestina, Francesco, era rimasto infatti molto impressionato e aveva conservato una speciale predilezione per il Natale: Greccio, come dichiarò lui stesso, gli ricordava emotivamente Betlemme. Oggi, a 2 chilometri dal borgo di Greccio, arroccato sulla roccia di un costone, si erge uno e monumenti più importanti della storia del francescanesimo: il Santuario del Presepe (nella foto), il luogo nel quale San Francesco, la notte del 24 dicembre 1223, rappresentò con personaggi viventi la Natività. Il complesso di costruzioni risale agli anni in cui vi dimorò San Francesco. Dopo aver percorso una lunga scalinata si arriva alla Chiesa di San Luca, cuore e centro del luogo santo. Nella grotta in cui fu realizzato l’evento infatti fu costruita una cappella e sul masso che servì da mangiatoia un piccolo altare. Sul fondo della cappella i visitatori e i fedeli potranno ammirare un affresco di scuola giottesca attribuito al Maestro di Narni: l’opera rappresenta a destra la Natività di Betlemme e, a sinistra, il Presepe di Greccio e risale al 1409. Percorrendo uno stretto corridoio si raggiungono poi i luoghi abitati dal Santo e dai primi frati: il refettorio, ad esempio, dove si vedono ancora un piccolo lavatoio, una parte del primitivo pavimento e un caminetto restaurato. Vicino all’apertura che porta al dormitorio sono ancora visibili le tracce di due affreschi del XVI secolo. Alla fine del lungo corridoio dove si affacciano le cellette dei monaci si arriva a quella dove dormiva San Francesco. All’esterno del santuario si trova la cella solitaria di San Francesco e la grotta dove visse per 32 anni il Beato Giovanni da Parma, settimo Ministro Generale dell’Ordine dei Francescani. Nel piazzale adagiata con un fianco alla roccia si trova la chiesa moderna costruita agli inizi degli anni Sessanta e dedicata a San Francesco e alla Vergine Immacolata. All’interno due presepi, uno ligneo e uno in terracotta. Nel ballatoio c’è invece una mostra permanente di presepi. Oltre ad essere la città dei presepi a Greccio si svolge ogni anno a Natale la rievocazione storica del Presepe di San Francesco. L’evento vede la partecipazione di personaggi in costumi medievali ed è realizzata in sei quadri viventi. Continue reading

21Dic/16

21 DICEMBRE 1891: PRIMA PARTITA DI PALLACANESTRO NELLA STORIA

pallacanestro

La pallacanestro fu creata da un solo uomo: il dottor James Naismith, professore di educazione fisica canadese. Nel 1891 Naismith lavorava presso la YMCA International Training School di Springfield, nel Massachusetts. Gli venne chiesto di trovare uno sport che potesse tenere in allenamento durante la stagione invernale i giocatori di football in alternativa agli esercizi di ginnastica. Continue reading

20Dic/16

20 DICEMBRE 1917: LENIN FONDA LA CEKA

CEKA

La Ceka fu l’antesignana del KGB, la polizia segreta comunista, fu fondata da Lenin nel pieno della guerra civile contro gli zaristi, e fu lo spietato pugno di ferro del nascente regime contro gli oppositori. Il nome è una contrazione di Večeka (ВЧК – VČK), sigla di “Commissione straordinaria di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione e il sabotaggio”.  Continue reading

05Dic/16

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Free State of Jones” di Gary Ross (2016)

di Roberto Bolzan61771_ppl

 

Amiamo i film senza retorica, quelli secchi ed asciutti che mostrano le passioni senza zucchero e al di là delle parole usate per esprimerle. E questo lo è.
Amiamo anche i film che usano l’impalcatura della storia per ambientare la piccola nicchia di una vicenda individuale, dalla quale inevitabilmente derivano interesse e potenza. E non c’è dubbio su questo, lo è.
Amiamo, infine, e ci piacciono i filmoni lunghi che danno il tempo alla storia di svilupparsi compiutamente.
Siamo dunque corsi a vederlo all’uscita, fiduciosi, anche perché avrebbe tutti i requisiti per piacerci, tenendo conto del fatto che narra di una micronazione, di schiavi e di libertà, tutti temi che ci fanno andare in solluchero.
Trattasi sostanzialmente di un dramma storico ambientato durante la guerra di secessione americana. Racconta la storia vera del contadino Newton Knight (Matthew McConaughey, ottimo) e della sua ribellione armata contro l’esercito confederato. Continue reading

04Dic/16

4 DICEMBRE 1993: MUORE FRANK ZAPPA

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Lo statunitense Zappa (1941-1993) è stato un compositore, chitarrista, cantante, arrangiatore, direttore d’orchestra e produttore discografico statunitense. È considerato uno dei più grandi geni musicali del ‘900, capace di fondere molti generi a lui precedenti e contemporanei ottenendo un risultato insuperato. Definire il genere musicale di Zappa è quasi impossibile, ma si può affermare che fosse coinvolto in ambiti musicali come rock, blues, jazz, fusion, progressive, avanguardia, musica classica, satira e cabaret.

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