6 DICEMBRE 1678: PUBBLICATA LA PRIMA EDIZIONE DE “L’ENCICLOPEDIA BRITANNICA”

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L’Enciclopedia Britannica, il cui nome ufficiale è Encyclopædia Britannica, è stata pubblicata a partire dal 1768-1771 come Encyclopædia Britannica, or, A dictionary of arts and sciences, compiled upon a new plan. La sua prima edizione apparve a Edimburgo in Scozia. La Britannica fu una delle prime importanti enciclopedie generaliste in lingua inglese ed è tuttora pubblicata. A partire dal tardo Settecento fino ai primi del Novecento le voci della Britannica furono spesso citate da molti come la principale autorità su un dato argomento, e talvolta comprendevano nuove teorie o ricerche rivolte a un pubblico di studiosi. Durante quest’epoca la Britannica si guadagnò un’alta reputazione ed ebbe una posizione unica nella cultura di lingua inglese. Il ruolo dell’enciclopedia cambiò comunque in modo sostanziale agli inizi del XX secolo, e ciò si riflette nelle edizioni della Britannica a partire dall’undicesima. Le enciclopedie sono diventate opere più generaliste e rivolte a un pubblico più ampio, con voci più brevi e facilmente leggibili. Non servono più come riferimento autorevole su un argomento: nell’era moderna, un’ampia gamma di riviste accademiche, libri di testo, pubblicazioni specializzate e fonti digitali hanno preso il posto dell’enciclopedia. Oggi la Britannica si è evoluta anche nelle versioni digitali disponibili su CD-ROM, DVD-ROM e attraverso il World Wide Web. È sopravvissuta a una feroce competizione da parte di un sempre crescente numero di fonti informative. Nel 2012 Jorge Cauz, presidente di Encyclopaedia Britannica Inc., ha annunciato che l’edizione del 2010 sarà l’ultima ad essere pubblicata in forma cartacea e che dalla stampa derivavano solo l’1% delle vendite della compagnia. Le voci della Britannica sono comunemente considerate accurate, affidabili e ben scritte, e l’enciclopedia continua a essere consultata come opera di riferimento generale

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Free State of Jones” di Gary Ross (2016)

di Roberto Bolzan61771_ppl

 

Amiamo i film senza retorica, quelli secchi ed asciutti che mostrano le passioni senza zucchero e al di là delle parole usate per esprimerle. E questo lo è.
Amiamo anche i film che usano l’impalcatura della storia per ambientare la piccola nicchia di una vicenda individuale, dalla quale inevitabilmente derivano interesse e potenza. E non c’è dubbio su questo, lo è.
Amiamo, infine, e ci piacciono i filmoni lunghi che danno il tempo alla storia di svilupparsi compiutamente.
Siamo dunque corsi a vederlo all’uscita, fiduciosi, anche perché avrebbe tutti i requisiti per piacerci, tenendo conto del fatto che narra di una micronazione, di schiavi e di libertà, tutti temi che ci fanno andare in solluchero.
Trattasi sostanzialmente di un dramma storico ambientato durante la guerra di secessione americana. Racconta la storia vera del contadino Newton Knight (Matthew McConaughey, ottimo) e della sua ribellione armata contro l’esercito confederato. Leggi tutto

4 DICEMBRE 1993: MUORE FRANK ZAPPA

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Lo statunitense Zappa (1941-1993) è stato un compositore, chitarrista, cantante, arrangiatore, direttore d’orchestra e produttore discografico statunitense. È considerato uno dei più grandi geni musicali del ‘900, capace di fondere molti generi a lui precedenti e contemporanei ottenendo un risultato insuperato. Definire il genere musicale di Zappa è quasi impossibile, ma si può affermare che fosse coinvolto in ambiti musicali come rock, blues, jazz, fusion, progressive, avanguardia, musica classica, satira e cabaret.

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3 DICEMBRE 1971: GUERRA INDIA-PAKISTAN

Bangladesh's Language Movement martyrs monument is covered with floral tributes as a Bangladeshi youth adds the finishing touches to a display in Dhaka on February 21, 2011, to pay homage to the martyrs of the 1952 Bengali Language Movement. Tens of thousands of mourners walking barefoot thronged the memorial for the annual traditional remembrance of those killed when police fired on campaigners on this day in 1952, who were demanding Bengali be declared as one of the state languages of what was then Pakistan.  AFP PHOTO/ STRINGER (Photo credit should read STRINGER/AFP/Getty Images)

Questa guerra tra India e Pakistan si inserisce nella Guerra di liberazione del Bangladesh dal Pakistan. Quella tra gli attuali Pakistan e Bangladesh, allora denominati Pakistan dell’ovest e Pakistan dell’est e  è un conflitto armato originatosi dalla secessione del Pakistan dell’Est, che divenne il Bangladesh indipendente. La guerra scoppiò il 26 marzo 1971, quando l’esercito pakistano, in risposta alle proteste di piazza che chiedevano il rispetto della vittoria elettorale della Lega Awami (il partitito nazionalista bengalese), lanciò un’operazione militare denominata Operazione Searchlight. Leggi tutto

Presentazione del libro “Bologna e la libertà”

Sabato dalle ore 17:45 alle ore 20:30

Sala Biagi, Via Santo Stefano, 119, 40124 Bologna

Copertina del libro Bologna e la libertà

L’associazione “Il Dito Nell’Occhio”, in collaborazione con il “Forum dei Comitati e delle Associazioni” di Bologna, è lieto di invitarvi alla presentazione del suo nuovo libro “BOLOGNA E LA LIBERTA’ “.
Il libro è un’opera divulgativa a più mani con la quale la nostra associazione ha inteso raccontare un’epoca cruciale per la storia occidentale, quella della grande epopea comunale, osservata dal punto di vista particolare di Bologna Leggi tutto

1 DICEMBRE 1913 – La Ford introduce la prima catena di montaggio

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L’introduzione della catena di montaggio negli stabilimenti Ford permise di ridurre il tempo di assemblaggio di un telaio da 12 ore e mezza a 2 ore e 40 minuti. La Ford venne fondata a Dearborn il 16 giugno 1903 con 28.000 $ provenienti da dodici investitori, tra i quali il quarantenne Henry Ford e i fratelli John Francis e Horace Elgin Dodge (che fondarono qualche anno dopo anche la Dodge Brothers Motor Vehicle Company). Leggi tutto

“So tuto mi”

superman-1016322_960_720di Danilo Perini

Anche tu hai un amico, un parente, un collega, che aveva previsto la vittoria del Brexit e di Trump? Bene, se ha davvero azzeccato entrambe le previsioni (indovinate da pochi) ora sarà certamente galvanizzato e convinto di indovinare anche l’esito del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre: SI o NO?
Potremo definire questo soggetto overconfident.

Dal punto di vista della finanza comportamentale, il fenomeno dell’overconfidence deriva da una eccessiva fiducia che gli investitori ritengono di possedere nelle proprie abilità e capacità, infatti questi si ritengono essere migliori rispetto alla media.

Ma sarà davvero così?

Approfondiamo questa trappola mentale attraverso un passaggio tratto dal primo capitolo del libro “Io ci provo!” (M. Motterlini, P. Martini, A. Fedel, 2009, Azimut e Corriere della Sera), precisamente da pag. 37 a pag. 39.

<< Non v’è dubbio che sia meglio essere belli e sani piuttosto che brutti e malati, ma a giudicare dai fatturati dell’industria dei cosmetici (per tacere del numero crescente di liposuzioni e rifacimenti vari), così come della diffusione dell’ipocondria, pare che la gestione della bellezza e della salute producano – come minimo – un po’ di ansia.

Allo stesso modo, come dice Woody Allen, “la ricchezza è migliore della povertà, se non altro per ragioni economiche“. Me gestire i soldi una volta che li abbiamo in tasca può farci perdere serenità…

Investire, infatti, è un processo emotivamente dispendioso: richiede la conoscenza dei mercati, la necessità di raccogliere, integrare e soppesare numerose informazioni, la comprensione di relazioni macroeconomiche, quindi la capacità di prendere una decisione. Per difendersi dall’angoscia dell’incertezza, c’è una sorta di sostegno psicologico che la nostra mente mette in atto: tendiamo a sovrastimare le nostre capacità predittive e ci illudiamo di controllare gli eventi. In Veneto si direbbe: “so tuto mi”!

Vediamone alcune conseguenze.
Pur essendoci migliaia di titoli in Italia, decine di migliaia in Europa, decine e decine di migliaia negli Stati Uniti, in Giappone e in giro per il mondo, come scegliamo? Analizziamo correttamente il ritorno atteso e il rischio di qualsiasi tipologia di investimento? No, compriamo le azioni delle società sotto casa.
Il 93% degli investimenti degli americani sono in azioni USA. Il 98% di quelli giapponesi in azioni giapponesi; quelli inglesi per l’82% in azioni U.K.
La sede della Coca-Cola è ad Atlanta, Georgia. E chi detiene il 16% delle azioni della multinazionale Coca-Cola? Gli abitanti di Atlanta.
C’è poco da stupirsi, quindi, che molti dei sottoscrittori di obbligazioni Parmalat fossero emiliani; e che la maggior parte delle persone comperi le azioni delle società per cui lavora. Semplicemente investiamo i nostri soldi nelle società che ci sono più familiari. Ma la familiarità non ha nulla a che fare con la valutazione razionale della relazione rischio-rendimento di un titolo. È solo una tipica scorciatoia che prende il nostro cervello, sostituendo un’unica variabile alle tante che dovrebbe tenere in considerazione, così illudendoci di trovarci esposti a meno rischi di quelli che stiamo realmente correndo. Di nuovo, il caso Parmalat insegna.

Vi è un rischio contrario, ma non meno insidioso, della semplificazione: quello di sovrastimare la propria capacità di governare la varietà e la complessità delle informazioni. Ed ecco che serie storiche, trend, analisi tecniche, prezzi, volumi di scambio, notizie, consensi, raccomandazioni, forum è così via ci rendono – fatalmente – iper-attivi. Crediamo di avere una notizia utile quando, invece, non abbiamo notizia alcuna.

Due economisti finanziari dell’università della California, hanno esaminato per cinque anni il comportamento di seimila investitori arrivando alla conclusione che chi compra e vende azioni più frequentemente ottiene rendimenti peggiori. Quel 20% che ogni anno aveva un turnover del 250% del portafoglio e che, quindi, comprava e vendeva più degli altri, aveva infatti ottenuto una media del 7% di ritorni netti in meno rispetto al gruppo con il profilo di turnover più basso. Il che non era dovuto necessariamente a scelte di investimento sconsiderate, ma ai costi di commissione che accompagnano ciascuna transazione. E chi sono le persone che comprano e vendono sopra la media? Evidentemente, coloro che considerano le proprie abilità di investitori sopra la media, e che credono di poter dominare il caso facendo “tesoro” delle informazioni che raccolgono. Fra costoro ci sono, curiosamente, più uomini che donne, ma, soprattutto, i traders on line. Come se poter gestire il proprio portafoglio con un click del mouse e poter accedere a una smisurata quantità di informazioni grazie a internet potenziasse insieme l'”illusione di controllo” e l'”illusione di sapere“. >>

Non ho molto da aggiungere a quanto sopra, semplicemente ho pensato che la miglior conclusione possibile potesse essere questo famoso aforisma di Bertrand Russell: “Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi“.

E forse non è un caso che in ogni recente intervista a qualche politico italiano alla domanda “Secondo lei quale sarà l’esito del referendum?” la risposta sia sempre la stessa: “Vinceremo noi, non ho dubbi”.

Fonte: “Io ci provo!” (M. Motterlini, P. Martini, A. Fedel, 2009, Azimut e Corriere della Sera)

29 NOVEMBRE 1877: Thomas Edison dimostra per la prima volta il funzionamento del fonografo

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Circa trent’anni dopo l’invenzione del telegrafo, Edison nel 1877 aveva realizzato un ripetitore telegrafico in grado di incidere i punti e le linee del codice morse su un disco, disegnando una traccia a spirale con una piccola punta, in modo che un messaggio potesse essere ripetuto senza l’intervento dell’operatore. Leggi tutto

Campesinos sulla luna

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di un amico della rete di cui non ricordiamo il nome, ma ringraziamo.

“Non si può negare che il governo cubano abbia compiuto uno sforzo serio per migliorare l’educazione, l salute e gli sport. (…)
Ma ogni persona istruita sa che i servizi bisogna pagarli con la produzione propria o altrui. E siccome Cuba produceva molto poco, li pagava con la produzione altrui, che arrivava nell’isola sotto forma di sussidi. Una volta finito lo straordinario apporto dall’estero tanto le scuole che gli ospedali sono diventati un passivo insostenibile per l’impoverita società cubana.
Oggi a Cuba ci sono scuole senza libri, senza matite, senza carta; spesso scolari e professori non possono nemmeno andarci per mancanza di mezzi di trasporto; molti edifici scolastici sono sul punto di crollare per mancanza di manutenzione (…)
Altrettanto dicasi per gli ospedali ridotti ad enormi gusci vuoti, dove non esiste anestesia, dove manca il filo di sutura, dove a volte non c’è nemmeno l’aspirina e dove i pazienti devono portarsi da casa le lenzuola. (…)
E’ importante che l’idiota latino americano (…) si renda conto che quella che a lui sembra una prodezza della rivoluzione, in realtà è solo una spropositata ed arbitraria attribuzione di risorse. Cuba ad esempio ha un medico ogni 220 persone. La Danimarca uno ogni 450 abitanti. Questo vuol forse dire che i danesi devono fare una rivoluzione per raddoppiare il loro numero di medici, o non sarà invece che Cuba ha sprecato irresponsabilmente centinaia di milioni di dollari per educare medici perfettamente inutili se si dovesse tener conto di una forma razionale di organizzazione dei servizi ospedalieri?
Qualsiasi governo faccia un uso sventato delle risorse della società in una sola direzione può ottenere un apparente ed assai circoscritto successo, ma sempre a scapito degli altri settori, che lascia necessariamente al margine degli sforzi di sviluppo.
E’ ovvio: ogni società deve usare le proprie risorse armonicamente per evitare terribili distorsioni. Se per esempio il Paraguay dedicasse tutti i suoi sforzi a diventare una potenza spaziale, può anche darsi che in capo a quindici anni riuscirebbe a mettere in orbita qualche spaventato abitante di Asuncion, ma nel frattempo avrebbe insensatamente impoverito tutto il resto della nazione. (…)
Ancora più severo sarebbe il giudizio sull’argomento della “potenza sportiva”. E’ vero che nelle Olimpiadi Cuba vince più medaglie d’oro della Francia. Ma questo dato non fa altro che rivelare che la povera isola dei Caraibi usa le sue scarsissime risorse nel modo più stupido che si possa concepire.”
(Pagine 161 – 163 dek Manuale del perfetto idiota latino americano di Vargas Llosa)

C’è poco da aggiungere, direi, se non che investire somme spropositate in settori vetrina è da sempre una caratteristica di tutti i regimi totalitari. Lo fanno perché c’ sempre qualcuno che abbocca… voi.

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “Snowden” di Oliver Stone (2016)

locandinapg3di Roberto Bolzan

 

Abbiamo già scritto di Oliver Stone, a proposito di un film sperimentale e pazzesco, geniale e straordinario, Assassini nati.

Dieci anni dopo lo stesso regista, la stessa persona, ha prodotto un film sul comandante che ieri ci ha lasciati (senza che ci dispiacesse, se è consentita una nota personale). E’ da ricordare che l’intervista a Fidel Castro viene ritirata dal produttore HBO poco dopo l’uscita in seguito all’esecuzione a Cuba di tre dirottatori (leggasi gente che provava a scappare dal regime) e l’arresto di 70 dissidenti, evidentemente giudicando insostenibile la propaganda alla dittatura castrista.
Questo per dire che conosciamo le idee bislacche del regista, ma non abbiamo paura di nulla e ne parliamo ugualmente, senza remore. D’altronde egli si definisce anarchico e la cosa di per sé c’interessa. Abbiamo infatti molti amici che fanno la stessa confusione e pensiamo che una ventata d’aria fredda debba prima o poi arrivare a rimettere in ordine le idee; ma oggi non è così e quindi non trascuriamo nulla di quel che ci arriva di utile per le nostre riflessioni.

Il 5 giugno 2013 il Guardian rivela un ordine segreto del Fisa che dimostra che il governo degli Stati Uniti ha imposto a Verizon di trasferire alla National Security Agency (Nsa) i dati relativi a milioni di telefonate.
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28 NOVEMBRE 1660: FONDATA LA ROYAL SOCIETY

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La Royal Society — formalmente The President, Council, and Fellows of the Royal Society of London for Improving Natural Knowledge (Il presidente, il consiglio e i membri della Reale Società londinese per lo sviluppo della conoscenza naturale) — è un’associazione scientifica britannica, fondata il 28 novembre 1660 per iniziativa di John Evelyn e altri accademici allo scopo di promuovere l’eccellenza scientifica come viatico per il benessere della società; altri membri fondatori furono Christopher Wren, Robert Boyle, John Wilkins e William Brouncker. Si tratta della più antica associazione accademica esistente, e ricevette la patente reale con un decreto di Carlo II. La Royal Society ebbe come prima sede il College di Gresham e cominciò rapidamente a dotarsi di una propria biblioteca fin dal 1661 e, dopo il grande incendio di Londra del 1666 che distrusse il college, si trasferì presso la residenza dei Duchi di Norfolk a Londra per poi, solo nel 1710 con Isaac Newton Presidente, provvedere ad acquisire una propria sede in Crane Court a Londra. Nel 1780 sotto la presidenza di Joseph Banks la Società si trasferisce presso la Somerset House. La Società cambia sede nuovamente nel 1857, trasferendosi presso Burlington House, e ancora una volta nel 1957 per stabilirsi nella sua sede attuale di Carlton House Terrace. Molti famosi scienziati furono membri fondatori della Società o ne fecero parte la storia: il gruppo iniziale includeva Robert Boyle, John Evelyn, Robert Hooke, William Petty, John Wallis, John Aubrey, Thomas Browne, John Wilkins, John Locke, Thomas Willis, Jean Chardin e Sir Christopher Wren. Sir Joseph Banks, che diresse la società per ben 42 anni, esercitò un influsso significativo sull’evoluzione degli studi scientifici in Inghilterra. Isaac Newton mostrò alla Società la sua teoria sull’ottica, e in seguito ne divenne presidente. Altri importanti membri di questa accademia furono Gottfried Wilhelm von Leibniz, Alessandro Volta, Charles Babbage, Max Planck, Otto Hahn, Albert Einstein e Rita Levi-Montalcini. Attuali membri famosi della Royal Society sono, fra gli altri, il fisico Stephen Hawking e il Premio Nobel italiano Carlo Rubbia.

25 NOVEMBRE 1960: TRUJILLO UCCIDE “LE MARIPOSAS”

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I sicari del dittatore domenicano Trujillo uccidono a bastonate le sorelle Patria, Minerva e María Teresa Mirabal, attiviste antiregime. Vissero la loro gioventù negli anni della dittatura trujillista, una delle più severe dell’America Latina. Questo tirannico e brutale ambiente politico e sociale, risvegliò molto presto le loro coscienze sulla necessità di libertà e rispetto dei diritti delle donne domenicane. Leggi tutto

24 NOVEMBRE 2014: ZIBIBBO DI PANTELLERIA PATRIMONIO DELL’UNESCO

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Lo zibibbo è sia il nome di un vitigno (chiamato anche Moscato d’Alessandria) che del vino dolce che se ne ottiene. La parola “zibibbo” deriva dalla parola araba zabīb (زبيب) che vuol dire “uvetta” o “uva passita”. Sinonimi di zibibbo sono: (come vino) Moscato di Pantelleria, Moscatellone; (come uva) Salamonica e Salamanna. Il 26 novembre 2014 a Parigi l’UNESCO ha dichiarato la pratica agricola della coltivazione della vite Zibibbo ad alberello, tipica di Pantelleria, patrimonio dell’umanità. Leggi tutto

23 NOVEMBRE 1644: PUBBLICATA L’AEROPAGITICA

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L’Areopagitica  è un trattato polemico scritto in prosa da John Milton (nel ritratto) durante la Guerra civile inglese e pubblicato il 23 novembre 1644. John Milton (Londra, 9 dicembre 1608 – Londra, 8 novembre 1674) è stato uno scrittore, poeta, filosofo, saggista, statista e teologo inglese. Milton è considerato uno dei letterati britannici più celebri, apprezzati e influenti dell’epoca successiva a quella shakespeariana.  Leggi tutto

21 NOVEMBRE 533: COSTITUZIONE GIUSTINIANEA

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Giustiniano giunge al potere nel 527, succedendo allo zio Giustino. Uomo dotato di forte personalità e di grande capacità di lavoro, egli ha il merito di scegliere collaboratori di alto livello: Giovanni di Cappadocia, prefetto del pretorio, Triboniano, quaestor sacri palatii (simile a un ministro della giustizia dei nostri giorni), Belisario e Narsete, comandanti militari, sono solo alcuni dei nomi più noti.  Leggi tutto

CASSOULET AL CONFIT DE CANARD

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di Andrea Babini

Il cassoulet è un piatto tipico della regione della Linguadoca; è un piatto molto antico che la leggenda vuol far risalire addirittura al periodo della Guerra dei 100 anni, anche se pare che già gli Antichi Romani consumassero un ragù di montone alle fave, vicino a Narbona. La ricetta originale ha un’origine molto dibattuta, infatti i puristi vogliono che questo ricco e sostanzioso piatto sia nato a Castelnaudary per nutrire l’esercito durante l’assedio della città: vennero riuniti tutti i viveri, fagioli e carni in un unico recipiente e cotto tutto assieme, un ragù molto nutriente che diede la forza all’esercito francese di respingere gli inglesi. Mito, leggenda, o realtà, denota comunque l’origine povera del piatto, realizzato con ciò che si riusciva a reperire con maggior facilità e anche in abbondanza. Per la precisione e data la collocazione temporale, è più facile che almeno all’inizio i legumi utilizzati fossero le fave, poiché i fagioli sono di origine americana e furono introdotti in Europa solo attorno al sedicesimo secolo.

È un piatto molto complesso che richiede più giorni per la preparazione; gli ingredienti principali ed imprescindibili sono i fagioli bianchi, la cotenna di maiale, lardo, costine, salsiccia e cosce di anatra confit. La versione più conosciuta e che maggiormente viene riprodotta è quella di Castelnaudary che si prepara con i fagioli bianchi del Lauragais, una qualità di fagiolo promossa da Caterina De’ Medici che li portò dalla Toscana quando andò in sposa a Enrico II di Francia e ne incoraggiò quindi la coltivazione. Del cassoulet esistono diverse versioni, sono almeno tre quelle che da sempre si contendono la ricetta originale e la paternità di questa preparazione: abbiamo visto come la leggenda voglia che il piatto sia originario di Castelnaudary, ma anche Carcassonne e Tolosa rivendicano i natali di questa zuppa della tradizione francese. Il cassoulet che si prepara a Carcassonne oltre ai tradizionali ingredienti prevede l’utilizzo della pernice rossa e del montone, mentre quello di Tolosa si prepara con il confit di anatra, salsiccia di Tolosa, carote e cipolle.

Il cassoulet prende il nome dal recipiente in cui viene preparato e servito, il cassoul: un tegame in terracotta smaltata dalla forma a tronco di cono. Le sue proprietà isolanti risultano ideali per la cottura necessariamente lenta del cassoulet, nonché per la ripartizione uniforme del calore nel piatto.

Questo piatto ha una preparazione davvero lunga; si parla anche di 6 ore di lenta cottura. Il suo segreto è racchiuso nell’uso specifico di determinati ingredienti e nella medesima maniera di preparazione, elementi che garantiscono la piena riuscita di questo piatto.

 

INGREDIENTI:

Per il Cassoulet per 4 persone:

5 tazze di fagioli Tarbais o fagioli bianchi

900 g di pancetta di maiale fresca

1 cipolla, tagliate in 4 pezzi

450 g di cotenna di maiale

1 bouquet garni

Sale e pepe

50 g di grasso d’anatra

6 salsicce di maiale

3 cipolle, affettate sottilmente

1 spicchio d’aglio, affettato sottilmente

4 cosce di confit d’ anatra

 

Per Confit d’anatra

4 cosce d’anatra

Sale

450 g di grasso di anatra

Pepe nero

4 rametti di timo fresco

1 rametto di rosmarino fresco

1 spicchio d’aglio

 

Bouquet garni: è un termine della cucina francese che sta a indicare il mazzetto di erbe aromatiche, legate insieme con dello spago da cucina, essenziali per la preparazione di brodi, minestre, stufati, spezzatini, sughi e tantissime altre preparazioni. Il classico bouquet è composto da aromi freschi: prezzemolo timo ed una foglia di alloro. Ovviamente potete aggiungere delle altre erbe aromatiche come per esempio il cerfoglio, l’aneto, la maggiorana, la salvia a seconda del piatto che state preparando.
PREPARAZIONE:

 

1° giorno: strofinare le cosce d’anatra con sale generoso, coprire con la pellicola e conservare in frigorifero una notte.

 

2° giorno: preriscaldate il forno ad alta temperatura. Fondere il grasso di anatra in un tegame. Cospargere le cosce d’anatra con il pepe nero e metterle in una casseruola da forno. Aggiungere il timo, il rosmarino e l’aglio e coprire con il grasso precedentemente fuso e mettere in forno. Cuocere per circa un’ora, la carne deve essere tenera. Lasciar raffreddare e conservare poi in frigorifero, il tutto ricoperto dal suo grasso.

Mettere i fagioli in una grande ciotola e coprire con acqua fredda lasciando a bagno i legumi per almeno una notte. Scolare e risciacquare i fagioli metterli in una grande pentola. Aggiungere la pancetta di maiale, i quarti di cipolla, la cotenna di maiale, e il bouquet garni. Coprire con acqua, aggiungere sale e pepe, e portare ad ebollizione. Ridurre lentamente l’ebollizione e fare cuocere fino a quando i fagioli diventano teneri, circa un’ora. Lasciare raffreddare per 20 minuti, poi togliere la cipolla e il bouquet garni. Togliere la pancetta di maiale, e mettere da parte. Recuperare il brodo.

In una padella soffriggere 15g di grasso di anatra fino a quando non diventa trasparente. Aggiungere con cautela le salsicce e farle rosolare. Togliere e mettere da parte, asciugandole prima con carta assorbente. Nello stesso tegame, fare rosolare le cipolle affettate, l’aglio e le cotenne cotte con i fagioli. Una volta rosolato, togliere dal fuoco e mettere nel frullatore con 1 cucchiaio di grasso d’ anatra. Formando una “purea di cotenna.

Preriscaldate il forno a 180°, usando una teglia in terracotta, disporre tutti gli ingredienti alternando gli strati, iniziando con uno strato di fagioli, poi le salsicce, poi i fagioli, la pancetta di maiale, fagioli, il confit di anatra, i fagioli con una piccola quantità di cipolla e di purea di cotenna di maiale in ogni strato. Aggiungere il liquido di cottura dei fagioli per coprire. Cuocere la cassoulet in forno per 1 ora, quindi portare il calore a 250° e cuocere per un’altra ora. Togliere dal forno e lasciare raffreddare per una notte.

 

3° Giorno: preriscaldare il forno a 180°. Cuocere la cassoulet per un’ora. Rompere la crosta in alto con il cucchiaio e aggiungere 60 ml di liquido di cottura precedentemente messo da parte. Ridurre il calore a 130° e continuare la cottura per altri 15 minuti, quindi servire.

 

Se non applaudono cacciateli da casa!

 

PS è una bestemmia, ma per noi italiani il grasso d’anatra non è facilissimo da reperire, quindi probabilmente toccherà sostituirlo con strutto.

 

20 NOVEMBRE 1989: RIVOLUZIONE DI VELLUTO

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Il termine “rivoluzione di velluto” si riferisce alla rivoluzione non violenta che rovesciò il regime comunista cecoslovacco.
Cominciò il 16 novembre 1989 con una manifestazione pacifica a Praga organizzata alla vigilia della Giornata Internazionale degli Studenti da parte di studenti di scuole superiori e università slovacchi, che presentarono le proprie richieste per una riforma del sistema educativo. Leggi tutto

SCIACK! IL DITO NELL’OCCHIO AL CINEMA. “V per Vendetta” di James McTeigue (2005)

di Roberto Bolzan1

Ci capita di tanto in tanto di vedere dei film sovversivi e, da quando siamo titolari di questa rubrica, dedichiamo una cura particolare a quelli che non si può non avere visto.
Diamo  un’occhiata quindi a questo mito.

Derivata dall’omonimo fumetto (grafic novel in italiano moderno) del 1988, V per Vendetta ha ottenuto un successo mondiale nel 2005, quando la maschera di Guy Fawkes (il ribelle impiccato per la fallita congiura delle polveri del 1605) è diventata nell’immaginario comune simbolo della rivoluzione.
V per Vendetta è stato visto da molti gruppi politici come un’allegoria dell’oppressione da parte dei governi: libertari e anarchici hanno utilizzato la maschera di V per promuovere le loro convinzioni. Per ultimo, Anonymous, che dal 2008 utilizza il volto di Guy Fawkes come simbolo identificativo.

La storia è ambientata a Londra, in un futuro alternativo in cui il potere è nelle mani di un governo totalitario. In quest’ambiente si muove il protagonista, V, un enigmatico personaggio mascherato in cui il desiderio di libertà si fonde con uno spiccato spirito anarchico: carismatico e spietato, straordinariamente esperto nell’arte del combattimento e dell’inganno, V provoca una serie di atti terroristici cercando di esortare i suoi concittadini a ribellarsi alla tirannia e all’oppressione. Leggi tutto